1° gennaio, Epifania e Battesimo del Signore

Commenti alla liturgia di Maria Ss. Madre di Dio (1° gennaio 2024 – Giornata Mondiale della Pace), Epifania del Signore (6 gennaio 2024) e Battesimo del Signore (domenica 7 gennaio 2024)

582

Il nuovo anno inizia con Maria 

1° gennaio 2024 

Il vero botto viene fatto nella liturgia della Solennità Maria Madre di Dio e non nelle liturgie solenni dei cenoni. L’anno dei credenti, precisamente il 2024° dell’era cristiana inizia con una benedizione risalente al periodo post-esilico quindi un sacco di secoli fa e ogni volta che la si proclama sembra scritta ora, a me contemporanea, a me dedicata. Il popolo è costituito come unità e trova la sua prosperità e floridità dentro il quadro di riferimento dell’Alleanza, della benedizione operata per mezzo del sacerdote Aronne per ordine di Mosè. Custodire, illuminare, proteggere, rassicurare sono i verbi della Benedizione, sono i verbi che vorrei per così dire rubare alla Parola e mettere in deposito per l’anno che inizia oggi e che termina così come è finito: guerre dovunque, litigi continui, violenze di ogni genere e anche un pochino di disinformazione sulle vicende della Chiesa. In tutto questo, nella pienezza dei tempi Dio mandò il suo Figlio nato da donna per riscattare coloro che erano sotto la legge, Non celebriamo oggi un sogno, un mondo diverso, una storia altra, una umanità parallela: oggi celebriamo invece un incontro nella carne di Maria tra la nostra umanità e la divinità del Figlio «si è fatto Figlio dell’uomo perché noi potessimo diventare figlio di Dio» (san Leone). Senza essere irreverente questo è paragonabile ben più ad un botto perché fa esplodere nella nostra umanità fragile e segnata del peccato la possibilità di vivere in modo divino le vicende del mondo e non rendere per forza questa terra un luogo di miserie e di bassezze ma un luogo di speranza, tenerezza e comprensione.

Dio rende pieno il mio tempo, i miei giorni, le mie vicende perché mi consegna tutto ciò che ha in modo che io possa consegnarmi a Lui e alla sua luce. Se nel deserto del Sinai fu posto sugli Israeliti il nome del Signore Dio noi riceviamo un’ altro nome nel nome di Colui che ci ha salvati assumendo la nostra carne mortale: Gesù, il nome sopra ogni altro nome nel quale è stabilito che possiamo essere salvati. Portare il suo nome mi mette nella sua famiglia e chi porta il suo nome come me è nella mia famiglia, una famiglia così grande che comincio a pensare che comprenda anche chi non conosce questo nome e che può però imparare a conoscerlo quando mi sente parlare, quando mi vede amare, quando anche mi vede condividere. Ancora sono stupito, tutti gli anni sono stupito dalla grandezza di questo mistero che si compie nel mio spazio di tempo grande come uno scatolino. Buon Anno Nuovo.

Videro il Bambino e lo adorarono 

6 gennaio 2024 

Il saggio Matteo esperto delle Scritture fa confluire nel Vangelo dei Magi tutto il senso profondo delle profezie di tutto l’Antico Testamento. Di tutte queste profezie è segno la stupenda Prima lettura dove tutti i popoli accorrono a Gerusalemme che vede finalmente la luce dopo gli anni bui dell’esilio. Il buio avvolge ancora Gerusalemme dove un Re crudele e sanguinario cerca ostinatamente e maliziosamente di adorare sè stesso nella figura del Bambino nato. Lasciando la complessa esegesi del testo pieno come dicevo di tantissimi richiami dalla Scritture mi soffermo sul verbo principale attorno al quale si svolge tutta la grandiosa scena che inizia da lontano con una ricerca, prosegue con un cammino tortuoso e si conclude con uno dei segni più sacri quello dell’adorazione «videro il Bambino, si prostrarono e lo adorarono». Adorare, insegnava Papa Benedetto XVI all’uomo contemporaneo che spesso non ha tempo per fermarsi, per far respirare l’anima, captare i segnali del cielo significa: «sapere che non siamo i salvatori di noi stessi ma che dobbiamo riconoscere Dio come nostra vera misura cioè orientarci secondo la misura della verità e del bene, per diventare in tal modo più buoni e più veri». L’atteggiamento dei Magi verso il Bambino va nella direzione contraria a quella di Erode e potremmo dire dell’intera classe religiosa che scruta il cielo per convincersi delle proprie teorizzazioni e anche della propria fede. I Magi ci rivelano invece un’altra possibilità di vivere: non c’è un cielo che conferma le nostre teorie, che realizza i nostri sogni o li esaudisce magicamente, la loro adorazione il loro coraggio di prostrarsi e di mettersi in ginocchio ci gridano che Dio Bambino è una novità inaudita e i giorni sono pieni di Lui. Adorare sè stessi e le proprie convinzioni non fa arrivare da nessuna parte anzi blocca, irrigidisce non fa trovare nuove strade per vivere la vita e tutte le sue esigenze. Adorare è difficile perché richiede tempo, silenzio, pazienza cose tutte che sembrano mancarci mentre viviamo a 100 all’ora ma fermarci, sostare fa riprendere con più cammino il vigore. L’Epifania tutte le feste porta via dice un vecchio proverbio: ecco andiamo via anche noi con i Magi che «per un’altra strada fecero ritorno al loro paese» cioè si prendono gioco di Erode simbolo degli adoratori di se stessi e dei loro progetti e così cambiando strada in qualche modo ci costringono a rivedere quello che sta al centro e faccio mie le parole della benedizione prevista per questo giorno solenne: Come i Santi Magi guidati dalla stella, al termine del vostro pellegrinaggio terreno possiate trovare, con immensa gioia Cristo Signore, Luce da Luce.

Battesimo, la vita con Dio 

7 gennaio 2024 

Il tempo Natalizio si chiude con la potente scena del Battesimo di Gesù che Marco ci riporta assieme a tutti gli altri evangelisti sinottici ciascuno con le sue particolarità. E quelle di Marco le possiamo individuare nelle seguenti: in continuità con Giovanni Battista, in fila con i peccatori nel Deserto, nella scia dell’annuncio del Servo di Jahvè proposto da Isaia.

Sulle rive del Giordano non si incontrano solo i due sommi profeti ma anche i due Testamenti, avviene il passaggio di Testimone. A loro modo tutti e due Giovanni e Gesù partecipano e proclamano la dipendenza al Padre che nella espressione massima si chiama essere figli e questo vale sommamente per Gesù. Mi soffermo in queste poche righe sul termine Figlio di un Padre così potente anzi onnipotente. Di solito questi figli sono e si chiamano eredi al trono e aspettano gli anni necessari per prendere posto nel regno umano del Padre. Nei cieli invece e nel progetto del Padre celeste questa successione avviene per abbassamento. Da Nazareth in alto scende sulle rive del Giordano, dalle sponde si immerge nel fiume in un movimento continuo di discesa e questo momento di discesa si esprime massimamente nel Calvario, nella Passione in cui Gesù si immerge per amore del Padre e per amore nostro, da quell’abbassamento ne scaturisce la nostra salvezza. La Parola Figlio denota quindi non uno status symbol ma piuttosto uno stile di vita che si assume, si acquisisce stando in contatto con il progetto del Padre e questo avviene con il Battesimo anche per noi così come è successo per Gesù. Il Battesimo sebbene per Gesù non fosse un sacramento ma un segno di condivisione e consapevolezza, in Lui diventa Sacramento di quella immersione della vita nell’amore che fa scaturire sorgenti di amore e di servizio. La vita battesimale è una vita con Dio e per gli altri a favore degli altri e solo in una vita spesa come figli-servi riceviamo in eredità quel Regno preparato fin dalla fondazione del Regno. Siamo eredi al trono non al trono delle potenze e dei dominatori ma al trono dei figli servi del prossimo così come il Signore ci ha non solo comandato ma anche e soprattutto confermato con il suo esempio e quando non avviene e questo passaggio il Battesimo rimane soltanto un bagno di acqua e non tocco dello Spirito Santo, come mi sembrano attuali le parole che Gesù riferisce alla sua passione con il termine Battesimo e con le quali chiudo la spiegazione seppur succinta: «c’è un battesimo che devo ricevere e come sono angosciato finchè non sia compiuto» (Lc 12, 49-53).

Padre Andrea MARCHINI 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome