2021, l’Italia alla prova del piano vaccini

Guerra al Covid – Avviata la vaccinazione di massa, giunte in Italia le prime 480 mila dosi. Mobilitazione senza precedenti fino al prossimo ottobre, in Piemonte la distribuzione delle prime 50 mila dosi

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Il tanto atteso V-Day è arrivato. Domenica 27 dicembre, in tutta Europa e naturalmente anche in Italia, è partito il grande Piano per la vaccinazione di massa contro il Covid-19. Una partenza, per ora, con una dotazione simbolica, 9.750 dosi, in attesa del definitivo avvio della gigantesca operazione medico-logistica che inizierà ai primi di gennaio. Le dosi del vaccino Pfizer-BioNtech assegnate al Piemonte sono state 910 ed è toccato all’infettivologo Giovanni Di Perri, direttore della Clinica delle malattie infettive dell’Università di Torino, rompere il ghiaccio con la prima iniezione. Con un giorno di ritardo a causa delle forti nevicate, tra mercoledì 30 e giovedì 31 dicembre, sono arrivate nella nostra regione le prime 40mila dosi. Quarantuno scatole in tutto – ogni scatola contiene 975 dosi – che verranno distribuite in ogni provincia. Fanno parte del carico da 470mila dosi atterrate nella mattinata, alle 9.54, su aerei Dhl, in nove aeroporti italiani: Milano Malpensa, Bergamo, Orio al Serio, Ancona Falconare, Bologna, Roma Ciampino, Napoli, Pisa, Venezia e Bari.

«Arriveranno direttamente negli hub territoriali», ha spiegato Vincenzo Coccolo, commissario generale dell’Unità di crisi della Regione Piemonte, «e il personale del sistema regionale di Protezione civile provvederà a consegnare le dosi necessarie ai presidi sanitari territoriali e alle Rsa, come già accaduto nel V-Day». In tutto 195 mila persone in Piemonte, due terzi dei quali hanno già manifestato la propria volontà di adesione. Per il territorio di Torino sono previste 18 scatole e 17.550 dosi: in particolare 9 scatole e 8.775 dosi per gli ospedali e le Rsa di Torino città e altre 9 scatole e 8.775 dosi in tutto destinate a Chivasso, Ciriè, Ivrea, Moncalieri, Orbassano, Pinerolo e Rivoli.

In totale saranno 200 milioni le dosi di vaccino consegnate al nostro Paese entro il mese di ottobre 2021, quando dovrebbe giungere a conclusione l’intero programma. Si comincerà con le dosi fornite dalle americane Pfizer-BioNTech e Moderna per proseguire poi con l’anglo-svedese Oxford-AstraZeneca (in collaborazione con l’italiana Irbm di Pomezia) e a ruota vi saranno quelle di Sanofi, Johnson&Johnson e Curevac. Nel primo trimestre, secondo quanto indicato dal ministero della Salute, arriveranno in Italia 8,7 milioni di vaccini dalla Pfizer-BioNTech e 1,3 milioni da Moderna. Qualche intoppo sta sorgendo con Oxford-AstraZeneca che forse riceverà il via libera dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) solo a febbraio, mentre è stato approvato mercoledì 30 dal Regno Unito. Quando i vaccini di AstraZeneca saranno operativi avremo a disposizione ulteriori 16 milioni di dosi. Il che vuol dire, considerando che la prima iniezione va seguita da un richiamo dopo 21 giorni, aver la possibilità di vaccinare 13 milioni di persone, ottenendo un primo significativo impatto nel contrasto alla pandemia.

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