Studentati e PalaSermig cambiano il volto di Aurora

Periferie – L’ex ospedale Maria Adelaide diventerà uno studentato da 400 posti letto. Un’altra residenza universitaria da 180 posti è stata aperta al Cottolengo. L’impegno del Sermig per prevenire, anche attraverso lo sport, la micro-criminalità nella zona

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Una parte dell’ex ospedale Maria Adelaide in lungo Dora Firenze diventerà uno studentato da 400 posti letto. La Città della Salute la scorsa settimana ha, infatti, concluso le operazioni di vendita dell’immobile alla società Ream Sgr per un valore di 6 milioni di euro.

È un altro tassello nel processo di riqualificazione del vasto quartiere Aurora, alla periferia nord torinese, dove stanno crescendo gli studentati per dare risposta ad una domanda che a Torino cresce sempre di più e non richiede solo un posto letto e servizi ma un accompagnamento a tutto tondo negli anni delicati degli studi e delle scelte per il proprio futuro.

Nell’area del Ponte Mosca, ad opera del gruppo The Student hotel, sorgerà un altro mega campus universitario con diversi spazi fra cui un auditorium, un parco urbano, una piscina… «La pandemia e poi l’instabilità internazionale, soprattutto con la guerra in Ucraina», sottolinea Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7, «ha rallentato l’avvio delle opere sull’area del Ponte Mosca. Per il momento, dopo i lavori di bonifica della zona, si è ancora nella fase di progettazione, ma confidiamo di vedere al più presto i cantieri all’opera».

Lo scorso settembre sempre sul territorio di Aurora-Borgo Dora è stato aperto uno studentato da 181 posti al Cottolengo (via Ariosto 9), gestito dall’impresa sociale Providence House, nata su iniziativa della Piccola Casa della Divina Provvidenza per la realizzazione di processi dell’abitare. Nella stessa zona sono attive accoglienze per studenti all’Arsenale della Pace del Sermig e nella parrocchia Gesù Crocifisso e Madonna delle Lacrime (via Giaveno), guidata da don Tonino Borio.

La Circoscrizione 7 è soddisfatta dell’operazione sull’ex ospedale Maria Adelaide che riqualificherà la zona circostante «però», prosegue Deri, «al momento non sappiamo cosa accadrà nella parte non interessata dallo studentato: ci auguriamo possa essere destinata ad attività socio-sanitarie, di riabilitazione o fisioterapia. Lì è, infatti, presente una palestra ristrutturata nel 2008».

Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7

Deri auspica, inoltre, «che una parte dei posti letto del futuro studentato possano essere messi a disposizione di studenti in difficoltà economica tramite un’apposita convenzione con Edisu Piemonte».

«La nascita di diversi studentati nel quartiere Aurora», sottolinea don Andrea Bisacchi della Fraternità del Sermig, parroco di San Gioacchino in corso Giulio Cesare, «certamente interroga tutta la comunità del territorio chiamata ad accompagnare questi giovani, non solo offrendo servizi».

La sfida, come accennato, è stata colta dal Cottolengo che ad oggi nella nuova struttura di via Ariosto ospita oltre 170 universitari provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi del mondo, anche dalla Cina, dalla Turchia e dall’Iran. Alcuni studenti da gennaio hanno iniziato a prestare servizio nelle diverse attività della Piccola Casa. «Avere i giovani in casa», sottolinea il padre generale della Piccola Casa don Carmine Arice, «è certamente una ricchezza straordinaria. Ma siamo convinti che la Piccola Casa possa diventare anche un dono per gli studenti, grazie alla proposta di umanesimo riservata a tutti». Non solo servizi, ma un accompagnamento a tutto campo per i giovani che si formano a Torino. «Pensiamo che lo studentato nella Piccola Casa», sottolinea padre Arice, «possa costituire un’occasione per questi giovani di essere provocati nella domanda di senso. Aiutare gli universitari ad essere interpellati nella questione del senso da dare alla vita, può essere un servizio straordinario che la Piccola Casa fa per loro».

Un’altra zona che ha cambiato il volto di Aurora è quella del PalaSermig fra via Carmagnola e corso Vercelli, inaugurato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel novembre 2021. Il palazzetto sorge su terreni di proprietà del Comune di Torino concessi al Sermig per la riqualificazione attraverso lo sport. L’area prima della costruzione del PalaSermig era uno degli isolati della periferia nord torinese abbandonato al degrado e alla criminalità dove i bambini della zona giocavano fra le siringhe e la sporcizia più assoluta.

Lo sport è la nuova frontiera dell’Arsenale della Pace, occasione per accompagnare nella crescita bambini e ragazzi del quartiere Aurora che vagano per le strade con il rischio di cadere in circuiti di criminalità e devianza.

don Andrea Bisacchi della Fraternità del Sermig, parroco di San Gioacchino

«I bambini che arrivano a compiere azioni illegali, le cosiddette baby gang», sottolinea don Bisacchi, «non sono da vedere come un problema ma come una mancata possibilità per la comunità che ha fallito il compito di prendersi cura di loro». E i numeri parlano chiaro. «L’80% dei ragazzi dai 14 ai 16 anni», raccontano don Bisacchi e Alberto Rossi della Fraternità del Sermig, «che anni fa incontravamo sui campetti di via Carmagnola è poi finito in carcere.  Negli anni successivi, invece, nessuno dei bambini accompagnati dal Sermig con l’Arsenale della Piazza e le attività sportive ha avuto periodo di carcerazione, grazie alla comunità educativa che fin da piccoli si è presa cura di loro». La storia di Fatima Zahra El Maliani, oggi 23 enne, lo testimonia. Accolta dal Sermig e seguita passo passo negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, ha poi voluto restituire il bene ricevuto attraverso il suo impegno nel doposcuola Unicef presso la sede di Casarcobaleno di Torino dove aiuta i bambini e accoglie le donne senza casa, insegnando italiano ai migranti. Un anno fa, per questo impegno, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È solo una delle tante storie che si susseguono al Sermig anche grazie allo sport. La società Asd Sermig è composta da oltre 350 iscritti per la maggior parte accolti gratuitamente avendo un reddito familiare molto basso. Ogni squadra è seguita da allenatori ed educatori: un’equipe educativa che guarda a 360° la crescita del bambino e del ragazzo facendo da ponte con la famiglia e la scuola. Non solo, al Pala Sermig si impara a sognare. Sì, perché la struttura è frequentata anche da atleti di serie A di diverse discipline sportive. «Vogliamo far capire ai nostri ragazzi», commenta don Bisacchi, «che essere nati ad Aurora e Porta Palazzo non è un limite, si può sognare in grande e costruire un futuro bello accorgendosi delle buone notizie che abbiamo attorno, da cogliere come opportunità di cambiamento per vita di ciascuno e per il quartiere».

C’è poi l’investimento a tutto campo con l’Arsenale della Piazza che tra il Sermig e l’oratorio di San Gioacchino accoglie 280 bambini e ragazzi dalla prima elementare alla quinta superiore.

L’oratorio San Gioacchino nel quartiere Aurora a Torino

«Offriamo un sostengo scolastico a bambini e ragazzi di 25 nazionalità diverse», spiega Alberto Rossi del Sermig, «che si rivela fondamentale per prevenire l’abbondono scolastico nei primi anni delle superiori».

Ci sono poi le attività dell’oratorio di San Gioacchino che è casa per tutte le generazioni e per tutti i popoli: molto positivo il gruppo degli anziani che si mette a disposizione dei più piccoli, testimonianza di come sia possibile vivere bene insieme nelle diversità.

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