7 ottobre, nel 1571 la battaglia di Lepanto e lo “scontro di civiltà”

Storia – Il 7 ottobre 1571 avvenne il forse più impressionante scontro tra flotte mai avvenuto nel Mar Mediterraneo. Presso la località greca di Lepanto (ora Naupatto), situata sulla costa che separa il Golfo di Corinto da quello di Patrasso, oltre 200 galere cristiane con almeno 26.000 fanti a bordo (più una  trentina di altri tipi di navi) si scontrarono con una flotta turca più numerosa, ma peggio armata, e la sconfissero

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Battaglia di Lepanto - 1571

Il sanguinoso e ingiustificabile attacco terroristico di Hamas a danno di civili israeliani (al quale sono  seguite cruente reazioni) è avvenuto il 7 ottobre.

E’ necessaria una premessa: queste righe non hanno l’obiettivo di esprimere un parere su una situazione dolorosa e complessa che riguarda una zona del mondo chiamata Israele o Palestina, ma che molti cristiani amano chiamare Terra Santa, in quanto quel territorio vide i passi del Gesù storico: incarnazione, predicazione, passione, morte e resurrezione.

L’argomento richiederebbe una troppo lunga ricostruzione. In quell’area, i primi (e pur doverosi) insediamenti ebraici avvennero senza la lungimiranza di creare una realtà di pacifica convivenza con le popolazioni arabe palestinesi che già lì abitavano. Si iniziò a fine ’800 e si continuò anche negli anni ’20 dello scorso secolo, quando i luoghi erano diventati un Protettorato britannico, instaurato al posto dell’Impero Ottomano, sfaldatosi dopo l’inutile strage, la prima guerra mondiale.  Il terrificante olocausto degli ebrei, compiuto dai nazisti e dai loro affini durante la seconda, tragicamente ripropose la questione dell’istituzione di uno stato ebraico.  La nota risoluzione dell’Onu  del 1947 (la numero 181), che prevedeva la creazione di due entità politiche (una israeliana e l’altra araba, con Gerusalemme amministrata dalle Nazioni Unite), venne subito ignorata. Seguirono guerre, invasioni, reazioni armate, ritorsioni, ribellioni, provocazioni, ecc.,  eventi  in cui tutti i protagonisti hanno avuto i loro torti (pur in tempi e in modalità differenti). Ma appunto non è la complicata ricostruzione di quegli avvenimenti l’obiettivo dell’articolo. Fatta questa doverosa premessa, molti commentatori hanno ricordato la coincidenza della data del 7 ottobre con altri episodi del passato.

Il 7 ottobre 1973, egiziani e siriani attaccarono lo stato di Israele in occasione della festività ebraica dello Yom Kippur. Ci vollero anni e trattative segrete per arrivare ad un trattato di pace (1979), che purtroppo non fu definitivo. Come era il mondo nel 1973? Buona parte di esso era diviso in rigide sfere di influenza, soprattutto in Europa, il cui l’occidente era nell’orbita statunitense e l’oriente in quella sovietica. Salvo rare eccezioni la cortina di ferro scesa da Danzica a Trieste, che divideva il vecchio continente secondo la definizione di Churchill, non veniva infranta. Solo qualche anno prima (1968) l’Urss aveva invaso la Cecoslovacchia, che voleva darsi un assetto democratico (replica dell’invasione dell’Ungheria del 1956), senza che seguissero iniziative concrete in sua difesa, oltre lo sdegno. Una situazione simile si propose (senza attacco militare) nel 1981 in Polonia, ma nel frattempo la divisione in zone di influenza, basata soprattutto  sul terrore nucleare, stava vacillando, anche per la presenza di un papa polacco. Nel 1973 pure in occidente la libertà era talvolta un’opinione: il forse primo governo socialista eletto democraticamente in Sud America, quello di Salvador Allende in Cile, venne cancellato dalla dittatura militare fascista di Pinochet, sostenuta dagli Usa. Era un mondo rigido e contrapposto, dove nel Vietnam si era appena conclusa una guerra devastante, durata decenni, ed era solo un paio d’anni che Cina (popolare) e Stati Uniti avevano preso a parlarsi diplomaticamente.

Meno nota è invece la coincidenza della data con un episodio del passato che si perde nella notte dei tempi. I giovani maschi di Torino e dintorni, ai tempi della leva militare obbligatoria, si recavano, con stati d’animo alterni, al Distretto di corso Lepanto, certamente non chiedendosi perché quell’arteria si chiamasse così. Gli amanti non astemi dei prodotti iberici, senz’altro apprezzano il Lepànto, il più francese dei brandy spagnoli, ma probabilmente lo gustano senza avere riferimenti storici. Qualche elemento in più dovrebbe essere invece a disposizione dei visitatori della cattedrale gotica di Barcellona dove, in una cappella laterale, è conservato un crocifisso (conosciuto come il Santo Cristo di Lepànto) sul quale la statua di Gesù è leggermente arcuata, anziché essere collocata diritta sull’asse verticale della croce. La tradizione vuole che questa posizione innaturale sia stata assunta,  direttamente dalla statua stessa (sic!), per evitare una palla di cannone nemica, quando la scultura si trovava su una nave che partecipava alla battaglia navale di Lepanto.

Il 7 ottobre 1571 avvenne il forse più impressionante scontro tra flotte mai avvenuto nel Mar Mediterraneo. Presso la località greca di Lepanto (ora Naupatto), situata sulla costa che separa il Golfo di Corinto da quello di Patrasso, oltre 200 galere cristiane con almeno 26.000 fanti a bordo (più una  trentina di altri tipi di navi) si scontrarono con una flotta turca più numerosa, ma peggio armata, e la sconfissero. Le cause che portarono alla battaglia sono molteplici e difficilmente sintetizzabili, alcuni parlarono di una guerra tra civiltà: il Cristianesimo contro l’Islam turco. Un pezzo della cristianità, dovremmo dire oggi, perché gli stati legati alle chiese della Riforma non parteciparono all’evento. Molto probabilmente si trattò di uno scontro principalmente dovuto a motivi politici e commerciali per il dominio del Mediterraneo e per il controllo dei territori e delle isole situate in quel mare.

Già alla fine degli  anni ’40 del XX secolo, lo storico francese Fernand Braudel, ritenuto ancora oggi uno dei più grandi studiosi del Medio Evo, argomentando con riferimenti puntigliosi, definì quella di Lepanto una “vittoria inutile”.  Infatti i rapporti politico commerciali tra i belligeranti non mutarono molto  e alcune delle nazioni scontratesi continuarono a combattersi ancora per secoli, con sorti ed alleanze alterne. Inoltre quasi tutti i protagonisti non capirono che la lancetta della bussola della storia non puntava più sul Mediterraneo, ma su un continente recentemente scoperto, che separava due oceani ben più vasti del mare nostrum.

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  1. Un’analisi puntuale e al contempo non “partitica” che illustra quali accadimenti del passato hanno favorito gli eventi drammatici di questo ultimo mese.

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