A Chieri il “Cottolengo Hospice”, casa per la vita

Inaugurazione – L’Arcivescovo Repole e padre Carmine Arice venerdì 2 settembre hanno tagliato il nastro della nuova opera che sorge nel luogo dove morì il santo Cottolengo: 21 posti letto per pazienti bisognosi di cure palliative e della terapia del dolore. GALLERY

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foto Pellegrini

«La morte viene occultata dalle nostre società opulente. L’hospice, che inauguriamo qui a Chieri, è una casa confortevole e bella per persone che hanno bisogno di cure palliative, ma è anche il segno di una comunità che vede il bisogno di salvezza e lo fa vedere prendendosi cura degli altri. Il mio auspicio è che, vedendo questa realtà, si sia ricondotti a vedere Cristo, l’Unico che salva».

Così l’Arcivescovo mons. Roberto Repole ha definito il «Cottolengo Hospice» che la fondazione Cottolengo ha avviato a Chieri, in via Cesare Balbo 16, venerdì 2 settembre, memoria dell’ispirazione carismatica ricevuta da san Giuseppe Cottolengo a fondare la Piccola Casa della Divina Provvidenza.

Il taglio del nastro è stato preceduto da una Messa nel Duomo di Chieri, gremito in ogni posto, presieduta dall’Arcivescovo Repole a cui hanno concelebrato l’Arcivescovo emerito mons. Cesare Nosiglia, il padre generale della Piccola Casa padre Carmine Arice, il parroco del Duomo di Chieri don Marco Di Matteo e diversi sacerdoti diocesani e cottolenghini.

Numerose le autorità civili e militari presenti fra cui il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco della Città Metropolitana di Torino Stefano Lo Russo, il prefetto Raffaele Ruberto, il sindaco di Chieri Alessandro Sicchiero e il direttore dell’Asl TO5 Angelo Michele Pescarmona. Presente anche la parlamentare Beatrice Lorenzin, già ministro della Salute.

La Casa dispone di 21 posti letto, in camere singole, per pazienti bisognosi di cure palliative e della terapia del dolore, soprattutto nella fase terminale della vita terrena. La struttura è accreditata e convenzionata con il Servizio sanitario nazionale per offrire assistenza completa e gratuita. I servizi assistenziali a disposizione sono sia di tipo residenziale, con la possibilità di ricovero nella struttura, sia di tipo ambulatoriale per interventi in day care.

«Nel dibattito sull’eutanasia», ha sottolineato padre Arice durante la Tavola rotonda che è seguita alla Messa, «la Piccola Casa ha deciso di percorrere un’altra strada: più che preoccuparci come eventualmente aiutare la gente a morire, intendiamo occuparci soprattutto di aiutare le persone a vivere dignitosamente ogni giorno della propria vita, anche quando si manifesta più fragile come nella fase terminale, memori del fatto che il santo Cottolengo aveva riservato a sé l’accompagnamento dei morenti nella Piccola Casa».

«L’Hospice del Cottolengo», ha evidenziato mons. Nosiglia, che fin dall’inizio ha sostenuto il progetto, «rappresenta un’opera sempre più necessaria proprio oggi in cui si cerca di stabilire con la legge la possibilità di scegliere personalmente di morire. La vita è un dono gratuito di Dio che va salvaguardato e promosso in ogni momento. La disperazione nasce quando si resta soli; è, infatti, l’amore che aiuta a vivere. Nel Torinese sono pochi gli hospice, per cui questa è una realtà fondamentale che viene incontro alle richieste di tante famiglie».

Il presidente Cirio ha espresso la necessità di adeguati sostegni pubblici alla sanità non profit. Mentre il sindaco di Chieri Alessandro Sicchiero ha sottolineato come «l’hospice nasca in una comunità che da sempre risponde con il volontariato alle necessità dei più fragili: un territorio che accoglierà bene la nuova opera».

«L’apertura di un hospice», ha osservato don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la Pastorale della Salute, «è un evento raro. In Italia esistono 24 hospice cattolici, quello del Cottolengo è il venticinquesimo. In alcune regioni le cure palliative sono un miraggio e la legge 38, scritta benissimo, deve essere ancora realmente applicata».

A presentare il nuovo servizio sono intervenuti anche padre Donato Cauzzo del Dicastero Vaticano per la Vita Consacrata e le Società di Vita apostolica, Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma che recentemente ha avviato un hospice pediatrico da 30 posti letto.

«Le società più grandi», ha concluso padre Arice, «non sono quelle che corrono di più, ma quelle che non lasciano indietro nessuno. La politica vera è quella capace di avere successo con i più fragili e i più deboli».

Mons. Repole e padre Arice, insieme a tutte le autorità intervenute alla presentazione, hanno quindi tagliato il nastro del «Cottolengo Hospice».

Per sostenere l’opera: https://dona.cottolengo.org/hospice/

Foto gallery a cura di Andrea Pellegrini:

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