A grandi passi verso il “Martirologio ecumenico”

Roma – A grandi passi verso il «Martirologio ecumenico» perché «il nostro è un tempo di martiri» e dalla donna pakistana Asia Bibi è venuto un grande «esempio di testimonianza». Lo dice Papa Francesco ai partecipanti al convegno «La dimensione comunitaria della santità», che si è tenuto dal 13 al 16 novembre a Roma, segnalando le tre caratteristiche della santità: «unitaria, familiare, martiriale»

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A grandi passi verso il «Martirologio ecumenico» perché «il nostro è un tempo di martiri» e dalla donna pakistana Asia Bibi è venuto un grande «esempio di testimonianza». Lo dice Papa Francesco ai partecipanti al convegno «La dimensione comunitaria della santità» segnalando le tre caratteristiche della santità, «unitaria, familiare, martiriale» e richiama l’esempio di coppie sante, come gli Ulma in Polonia – recentemente beatificati – e i 21 copti uccisi nel 2015 da Daesh in Libia; poi Asia Bibi imprigionata per nove anni in prigione con l’accusa (falsa) di blasfemia.

SANTITÀ FAMILIARE – È un cammino comunitario da fare in coppia, come insegnano i genitori di Santa Teresina di Liseux e la famiglia polacca Ulma, trucidati dai nazisti perché aiutavano gli ebrei. La santità «unisce a Dio e ai fratelli, portando a un abbraccio di unità e pace». È soprattutto una santità «martiriale» come dimostra la lunga storia di testimoni martiri dai primi secoli a oggi. Essenziale la «dimensione comunitaria» molto cara al Concilio Vaticano II che Giovanni Paolo II aveva tradotto con «vocazione universale alla santità», la chiamata a tutti a essere santi. Lo dimostra – continua Francesco – «il numero delle beatificazioni e canonizzazioni di uomini e donne appartenenti a diversi stati di vita: sposi, celibi, sacerdoti, consacrate, religiosi e laici di ogni età, famiglie provenienza e cultura, fratelli e sorelle appartenenti al popolo fedele di Dio o santi “della porta accanto”, membri delle nostre comunità che “hanno vissuto la carità nelle piccole cose, pur con i loro limiti e difetti».

ASIA BIBI E TERESA – Esemplare il suo caso: «Per tanti anni in carcere e la figlia le portava l’Eucaristia, fino al momento in cui i giudici hanno detto che era innocente. Quasi nove anni di testimonianza cristiana. È una donna che continua a vivere, e sono tanti che danno testimonianza della fede e della carità». Asia Bibi – nome di fantasia – è stata liberata anni fa dal carcere duro in Pakistan e ha ottenuto rifugio e cittadinanza in Canada dove vive sotto falso nome con la famiglia. L’altra testimone citata da Papa Bergoglio è la carmelitana Teresa di Lisieux: «Indica l’essenziale nella Chiesa, amore e fiducia in Dio. La sua è una santità che unisce nel senso che è un evento non solo personale ma anche comunitario: quando Dio chiama il singolo, è sempre per il bene di tutti». E cita la «Gaudium et spes»: «La santità unisce e attraverso la carità dei santi noi possiamo conoscere il mistero di Dio che unito a ogni uomo abbraccia nella sua misericordia l’intera umanità, perché tutti siano una cosa sola». Richiama le parole di Santa Teresina alla quale, nel 150° della nascita, ha dedicato l’esortazione apostolica «C’est la confiance». Essa nei suoi scritti Teresina «contempla l’umanità come il “giardino di Gesù”, il cui amore abbraccia tutti i fiori». Commenta: «È l’evangelizzazione per attrazione».

COPPIE SANTE – «Questo “noi” assume la dimensione di una santità di famiglia. Tanti gli esempi di coppie di sposi santi in cui ognuno dei coniugi è stato strumento per la santificazione dell’altro». Porta gli esempi: Luigi e Zelia Martin, genitori di Teresina di Lisieux; i beati romani Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi; i venerabili torinesi Carlo Tancredi e Giulia Falletti di Barolo, gli emiliani Sergio e Domenica Bernardini. E Jozef e Wiktoria Ulma e i loro sette figli, barbaramente assassinati dai nazisti per aver nascosto in casa gli ebrei, «un esempio luminoso».

MARTIROLOGIO ECUMENICO – Francesco ne ha parlato molte volte, l’ultima in maggio incontrando il Patriarca dei copti Tawadros II al quale ha annunciato che i

i 21 copti uccisi su una spiaggia in Libia dai terroristi islamici sono martiri anche per la Chiesa cattolica «perché la santità è anche “martiriale”. È un modello forte, di cui abbiamo tanti esempi lungo la storia dalle origini all’epoca moderna, in varie parti del mondo. Non c’è periodo storico che non abbia i suoi martiri, e anche il nostro ha tanti martiri. Spesso si tratta di intere comunità che hanno vissuto eroicamente il Vangelo o che hanno offerto a Dio la vita di tutti i loro membri». È la «dimensione ecumenica del martirio». Sono stati introdotti nel martirologio romano.

DIALOGO IN RETE – Si chiama «Orth-Cath, ortodosso-cattolico» ed è una risorsa preziosissima, un database in rete del dialogo cattolico-ortodosso, lanciato da «Pro Oriente per il dialogo ortodosso-cattolico»: contiene dichiarazioni, documenti, testi congiunti pubblicati dal 1960 a oggi, ufficiali e non ufficiali, nazionali e internazionali. Un lavoro certosino di trascrizione e analisi. È stato inaugurato il 3 novembre: i testi sono a volte disponibili in quattro lingue occidentali (tedesco, inglese, francese e italiano) e quattro lingue orientali (greco, romeno, russo e serbo). Lo scopo è collegare i vari livelli dei dialoghi e delle commissioni e facilitare uno scambio e un dialogo. Del progetto ha discusso la «Fondazione Pro Oriente» a Vienna il 12-13 novembre 2023. Il gruppo «Healing of Memories, Guarigione delle memorie» ha grande importanza perché si occupa di questioni storiche delicate, come nel convegno internazionale «Healing of wounded memories, Guarire dalle memorie ferite». Altre conferenze saranno su situazioni specifiche: Medio Oriente, Balcani, Europa dell’Est. L’ultimo documento della Commissione mista per il dialogo teologico cattolici-ortodossi è stato varato quest’anno ad Alessandria d’Egitto. Istituito nel 2018, il Comitato direttivo di «Pro Oriente» riunisce ogni anno 16 teologi cattolici e ortodossi da diversi Paesi che varano iniziative per promuovere il riavvicinamento ortodosso-cattolico.

Pier Giuseppe Accornero

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