A Torino arrivano le navette a guida autonoma

Intervista – L’assessore torinese Chiara Foglietta annuncia grandi progetti di mobilità sostenibile e di innovazione per il rilancio della città. Chiesti al Ministero delle Infrastrutture 50 milioni di euro per realizzare un sottopasso sotto la rotonda Baldissera, teatro di continui ingorghi

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Prosegue la serie di interviste de La Voce e Il Tempo agli assessori della nuova Giunta presieduta dal sindaco Stefano Lo Russo. Questa settimana abbiamo raggiunto Chiara Foglietta, assessore all’Innovazione, all’Ambiente, ai Trasporti, alla Viabilità e ai Servizi cimiteriali.

Chiara Foglietta, assessore all’Innovazione, ai Trasporti, alla Viabilità, ai Servizi cimiteriali

Assessore Foglietta, partiamo dal nodo degli ingorghi che da anni intasano le rotonde di piazza Baldissera in borgo Vittoria e di corso Maroncelli, sul confine tra Torino e Moncalieri. Il sindaco ha recentemente reso nota l’intenzione di scavare due tunnel stradali: uno sotto piazza Baldissera e uno sotto corso Unità d’Italia. Come state procedendo su questo punto?

Sulla rotonda Baldissera non abbiamo ereditato dalla Giunta precedente nessuna progettualità in merito al sottopasso: non è mai stato fatto un progetto di fattibilità tecnico-economico. In merito al problema degli ingorghi siamo quindi esattamente a 5 anni fa e da lì siamo ripartiti. Il mio assessorato si sta muovendo in due direzioni: in primo luogo ho predisposto, insieme agli uffici, e inviato al Ministero delle Infrastrutture una richiesta di finanziamento per la realizzazione del sottopasso che contiene una stima economica e di fattibilità: si tratta di un investimento complessivo di 50 milioni euro con tempi esecutivi di realizzazione di almeno 30 mesi. Contestualmente abbiamo inoltrato al Ministero anche una richiesta di finanziamento per il sottopasso sotto la rotonda di corso Maroncelli: in questo caso la stima economica ammonta a 16 milioni di euro per un’opera che potrà essere realizzata nell’arco di due anni. Parallelamente, per quanto riguarda la rotonda Baldissera, stiamo lavorando su un progetto che prevede, come soluzione alternativa al sottopasso, la sistemazione superficiale: un’opera che avrebbe un minore impatto viabilistico a livello di tempistiche e costerebbe molto meno.

Una panoramica di piazza Baldissera nel quartiere Borgo Vittoria a Torino

Lo scorso 11 febbraio è arrivato in città il primo dei tram i-tech finanziati con risorse del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile: si tratta di uno dei nuovi mezzi Hitachi Rail per la rete Gtt. A partire da ciò qual è la visuale della nuova amministrazione sul Trasporto pubblico locale (Tpl)?

Sì, è arrivato in città il primo dei nuovi 30 tram di ultima generazione all’interno di una prima convezione stipulata dalla Giunta precedente. L’attuale Giunta ha poi deliberato, su mia proposta, una seconda convenzione per altri 40 tram. Si tratta di mezzi super i-tech, accessibili, performanti e green.
L’attuale piano di traporto pubblico locale (Tpl) risale agli inizi degli anni Ottanta ed è stato semplicemente adeguato, volta per volta, alle esigenze della città. È quindi fondamentale che dopo 40 anni venga rivisto in modo strutturale: la città è profondamente mutata a livello sociale, economico ma anche a livello demografico: un aspetto che incide e di cui è necessario tenere conto per adeguare il piano. Nei primi 4 mesi dall’insediamento della nuova Giunta ho aperto numerosi tavoli insieme a Gtt in vista della «riforma» del Tpl. Rivedere la rete è certamente un lavoro molto gravoso: è necessario operare valutazioni linea per linea, capire quali linee tagliare e quali ripristinare affinché il Tpl sia efficiente, funzionale in modo che i cittadini che possono siano invogliati a lasciare l’auto a casa e utilizzare mezzi pubblici puliti e sostenibili.
Certamente per la riforma del Tpl dobbiamo tenere conto dell’arrivo della linea 2 della metropolitana per cui, come già detto, siamo confortati dalle notizie del Ministero sul finanziamento del miliardo che abbiamo chiesto.

E sul tema della Zona a traffico limitato in centro città come procederete?
Le telecamere della Ztl verranno riaccese, dopo la sospensione per l’emergenza pandemica, il 1° aprile al momento nella formula vecchia, ovvero dalle 7.30 alle 10.30. Mi sembra opportuno riaccendere le telecamere, conscia del fatto che non si avranno significativi benefici sulla qualità dell’aria, i cui dati non sono per nulla buoni. Allo stesso tempo abbiamo avviato tavoli di lavoro con le associazioni di categoria per ragionare insieme a loro sulle proposte di revisione della Ztl. Posso anticipare che stiamo ragionando su una Ztl non solo limitata al centro storico ma anche ad altre Circoscrizioni con zone in cui è necessario intervenire per regolamentare il traffico in alcune ore.

Torino negli ultimi anni ha visto un considerevole incremento della mobilità sostenibile con il potenziamento della rete di piste ciclabili. Gli interventi non sono rimasti esenti da polemiche da parte dei cittadini in merito a criticità sulla sicurezza degli utenti della strada. Qual è la visione della Giunta su questo tema?

Su questo punto eredito una grande progettualità su fondi React-Eu dalla Giunta precedente. Al momento ci sono 207 km di piste o corsie ciclabili in città. Grazie al decreto ciclovie aggiungeremo altri 20 km, conteggiando anche i controviali a 20 km/h.
Su questo tema è certamente necessario mettere sul tavolo le diverse esigenze dei cittadini avendo però come obiettivo finale il miglioramento della qualità dell’aria tenendo presente i dati che ci dicono che Torino è una delle città più inquinate d’Italia.
Detto questo ritengo che le lamentele in merito ai progetti di piste ciclabili realizzate siano principalmente dovuti ad un mancano coinvolgimento del territorio che negli anni passati ha pesato molto. Intendiamo quindi lavorare sul coinvolgimento di tutti gli attori dei diversi quartieri interessati. Sicuramente da parte dell’amministrazione comunale si poteva fare uno sforzo maggiore per esempio sulla pista ciclabile di via Nizza coinvolgendo maggiormente gli esercenti commerciali.

In merito alle Politiche per l’Innovazione quali sono i grandi progetti in cantiere?

Le mie deleghe principali sono la transizione ecologica e il digitale. I progetti di innovazione devono avere come fine ultimo il miglioramento della qualità di vita dei cittadini e lo sviluppo della città, non devono essere fine a se stessi. Si sta creando molto fermento: abbiamo incubatori e intelligenze a disposizione del territorio e dei giovani per fare impresa. Su questo punto sono orgogliosa della notizia che Torino sarà la prima città in Italia a sperimentare la guida autonoma in strada, autorizzata grazie alla collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile. L’iniziativa rientra nel programma «Sperimentazione Italia» e l’autorizzazione è stata ottenuta da Gtt all’interno del progetto Show, finanziato dal programma europeo Horizon 2020. La sperimentazione si compone di due fasi: tra marzo e aprile il test dei due veicoli shuttle, e da maggio l’inizio vero della sperimentazione, di cui potranno beneficiare i torinesi. Verranno utilizzate due navette che viaggeranno lungo un percorso di 5 km nella zona dei presidi ospedalieri della Città della Salute. La cittadinanza potrà prenotare il servizio gratuitamente tramite una app.

L’Istituto italiano per l’Intelligenza artificiale, secondo la scelta dal Governo del settembre 2020 dovrebbe approdare a Torino. La candidatura era stata proposta dalla Diocesi tramite don Luca Peyron, direttore della Pastorale Universitaria. Siamo ancora in stallo? Quali azioni sta portando avanti il Comune su questo fronte?

Faremo di tutto perché il Centro approdi a Torino. Perché l’I3A venga avviato deve essere nominato un Comitato che deve scrivere lo statuto di questo polo tecnologico. Purtroppo la nomina del Comitato al momento non è stata fatta. Ci stiamo quindi adoperando per capire come sbrogliare la matassa, tutto quello che la Città deve fare lo farà. L’importante è non perdere anche questo treno perché negli anni passati ne abbiamo persi un po’ troppi.

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