Un atto di carità e amore scolpito nel bronzo di una scultura. Una donna, la venerabile marchesa Giulia di Barolo, tiene tra le braccia un’altra donna, una carcerata, compiendo un gesto che rappresenta l’essenza di una vita intera dedicata a chi, nella Torino del XIX secolo, occupava i gradini più bassi della scala sociale. È l’artistico «fermo immagine» di un’azione gentile e, al contempo, carica d’affetto e di rispetto verso una persona fragile per condizione, un atteggiamento simbolo di un’esistenza mossa da una fede profonda e trascorsa promuovendo iniziative e realizzando progetti, anche rivoluzionari per la società del tempo, per aiutare poveri ed emarginati, dare una prospettiva di futuro onesto e dignitoso a carcerate ed ex recluse, accogliere, educare e istruire bambine povere, orfane e ragazze «pericolanti», come le avrebbe chiamate don Bosco.

Autore dell’opera, con la curatela artistica di Enrico Zanellati, è Gabriele Garbolino Rù, docente all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Per realizzarla, ha studiato i ritratti della marchesa custoditi a Palazzo Barolo, lasciandosi inoltre guidare dalle «Memorie sulle carceri» scritte in prima persona da Giulia di Barolo e realizzando una reinterpretazione contemporanea della sua figura, in dialogo con la maestosa facciata del Palazzo che da sabato 17 gennaio sostiene la statua posizionata all’angolo tra le vie Corte d’Appello e delle Orfane.
Voluta dall’Opera Barolo per la sua fondatrice e patrocinata da Città di Torino e Accademia Albertina delle Belle Arti, la scultura è stata realizzata con il sostegno della famiglia Abbona, titolare dell’azienda vitivinicola «Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo» e il Gruppo Iren ne ha curato l’illuminazione.
Con l’inaugurazione del monumento, il primo in assoluto dedicato a una donna della storia torinese, sabato 17 prende il via un lungo week-end con iniziative culturali, spettacoli musicali, visite guidate a Palazzo Barolo, la seicentesca dimora nobiliare torinese dei marchesi con le sue opere d’arte e sale dove soggiornarono personaggi celebri del Risorgimento italiano, come Silvio Pellico, e che oggi ospita anche il MUSLI, Museo della Scuola e Pop-App Museum. In questi giorni è visitabile anche il Distretto Sociale Barolo, complesso storico e oggi sede di diverse associazioni di volontariato che, quotidianamente, offrono servizi di assistenza e beni di prima necessità a persone e famiglie, molte delle quali povere, fragili e in condizioni vicine alla marginalità sociale.
La tre giorni di festa, si apre il 17 gennaio con le visite guidate «Sulle orme di Giulia …» e lo spettacolo di Palazzo Barolo con la Società di Danza Torinese e i rievocatori dell’associazione «Le vie del tempo». Prosegue domenica con le attività musicale per famiglie con bambine di «Crescendo in Sol», le attività per bambini e ragazzi proposte dal MUSLI Museo della Scuola e Pop-App Museum e con le visite guidate. Conclusione lunedì 19 con, in mattinata nella chiesa di Santa Giulia, la celebrazione eucaristica in suffragio della marchesa e, nel pomeriggio, a Palazzo Barolo il concerto «Sulle note di Giulia». Il programma dettagliato della «tre giorni» è disponibile on line sul sito di Opera Barolo, all’indirizzo www.operabarolo.it .
In concomitanza con la realizzazione della statua a lei dedicata, è stato pubblicato un nuovo libro sulla vita della marchesa Giulia con, in particolare, la descrizione dei momenti più importanti legati alla sua opera caritatevole. Intitolato «A Giulia di Barolo», illustrato con immagini legate alla realizzazione del nuovo monumento, il libro contiene documenti, una parte dei quali inediti, conservati negli archivi dell’Opera Barolo: un estratto delle Memorie sulle carceri di Giulia di Barolo, una lettera del 1822 indirizzata al Primo segretario di Stato del Regno di Sardegna, una parte del carteggio tra Giulia e la filantropa e riformatrice delle carceri londinesi Elizabeth Fry, come lei interessata alle condizioni di detenzione delle recluse, impegnate nello studiare, proporre e attuare una riforma del sistema penitenziario che rendesse più umana la vita nelle prigioni e autrice di Osservazioni sulla visita, la sorveglianza e la cura delle detenute, di cui è riportato un breve estratto.
Curato da Opera Barolo in collaborazione con il nostro settimanale «La Voce e Il Tempo», il libro è stampato con il contributo economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Savigliano CRS. La pubblicazione è disponibile dal 17 gennaio al bookshop di Palazzo Barolo.
II programma dettagliato della “tre giorni” per l’inaugurazione della statua (17-19 gennaio) e altre informazioni sono disponibili sul sito www.operabarolo.it



