L’assessore Tresso: “Abbiamo riaperto le Anagrafi”

Intervista – L’assessore Francesco Tresso da il punto sugli interventi messi in campo dall’Amministrazione Lo Russo contro il disastro dei servizi demografici: sono tornare in funzione le sedi decentrate di Falchera (piazza Astengo) e Barriera (via Leoncavallo)

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Uno sportello «speciale» attivato all’Anagrafe di via della Consolata e dedicato alle persone con disabilità, agli anziani e alle donne in stato di gravidanza: un’iniziativa questa, l’ultima in ordine di tempo, adottata dall’Amministrazione comunale del capoluogo piemontese allo scopo di migliorare la fruizione dei servizi anagrafici e che fa seguito alla riapertura avvenuta qualche settimana fa delle sedi decentrate di piazza Astengo e di via Leoncavallo, della possibilità, a partire dal mese di ottobre, di presentare domanda di cambio indirizzo o residenza anche nei Centri di Assistenza Fiscale e, soprattutto, al lavoro svolto nei mesi scorsi dalla «task force anagrafe» per smaltire la grande mole di pratiche arretrate e ridurre i tempi d’attesa per la richiesta dei documenti e, in particolare, della carta d’identità elettronica.

Tutte misure pensate per superare le criticità di Anagrafe e Stato civile e restituire ai torinesi servizi facilmente accessibili e organizzati in modo tale da poter rispondere al meglio alle necessità e alle attese dei cittadini.

Obiettivo raggiunto o la strada da percorrere per conseguirlo è ancora lunga e presenta pure qualche ostacolo? Lo abbiamo chiesto a Francesco Tresso, assessore della Città di Torino e titolare, tra le altre, della delega ai servizi Demografici e Statistici.

Assessore Francesco Tresso

Assessore, lei è ingegnere ma, solo per qualche minuto, faccia finta di essere un medico. Un anno fa ha preso in cura il settore Anagrafe e Stato civile che non era in buona salute. Come sta adesso il paziente?

Per dirla in termini da ambulatorio medico l’anagrafe era un paziente affetto da gravi patologie. Fatta l’anamnesi, individuate le criticità e, per proseguire con il gioco del linguaggio medico, è stato scelto per prescrivere le terapie un approccio olistico, cioè sono stati attivati una serie di interventi in più ambiti.

Un anno fa, a rendere particolarmente grave la situazione era il pesante arretrato, basti pensare al numero delle domande di carte di identità elettroniche, 34 mila, che richiedevano tempi di attesa fino a sette mesi per l’emissione. Criticità a cui si aggiungeva la carenza di dipendenti (260 previsti dalla pianta organica del settore e solo 173 in attività) e la loro età media superiore ai sessant’anni.

Bene, dopo la diagnosi … quali le cure? 

Innanzitutto si è lavorato sul capitale umano, cercando di motivare le persone. Poi è stata prestata attenzione alle questioni anche più di dettaglio, come la disposizione degli sportelli solo per fare un esempio. Questo ha portato ad un incremento della produttività pari al 22 per cento senza incrementare le risorse umane, questo almeno fino allo scorso luglio quando sono arrivati rinforzi grazie alla nuova assunzione di personale.

Naturalmente un grande contributo per il recupero dell’arretrato e la riduzione dei tempi d’attesa è stato fornito dalla scelta di istituire una task force d’emergenza, che ha potuto contare su una iniezione di personale proveniente anche da altri servizi e sull’ampliamento degli orari del servizio con le aperture nelle giornate di sabato. Scelta che vorremmo mantenere per agevolare quei cittadini che, per ragioni di lavoro o altri motivi, hanno come giornata libera solo il sabato.

E i tempi? Quanto bisogna aspettare per un appuntamento allo sportello per la carta d’identità elettronica? Oggi si può ottenere nell’arco di un mese, rispetto ai sette di un anno fa. Altre iniziative per rendere, come si usa dire, l’anagrafe più «friendly» e vicina ai cittadini?

Abbiamo riaperto due sedi decentrate, nella sesta Circoscrizione. La ritengo una scelta importante perché l’anagrafe è anche un servizio di presidio per il territorio, che fa percepire alle persone l’istituzione molto più vicina.

Presto, inoltre, una serie di servizi saranno forniti anche dalle biblioteche civiche, che svolgeranno attività di informazione, prenotazione  e stampa di documenti. Aggiungo la convenzione con i Caf  che possono curare le pratiche relative ai cambi di residenza e indirizzo (cento sedi per offrire un servizio capillare e diffuso nella città) e l’apertura nell’Anagrafe centrale di uno sportello per le persone con maggiore fragilità, dagli ultrasettantacinquenni, alle donne incinte e ai disabili che possono accedervi senza fare code.

Mi permetta di segnalare un’altra iniziativa. Stiamo predisponendo l’apertura di uno sportello anagrafico all’interno della casa circondariale Lorusso e Cutugno. Un luogo dove vivono 3mila persone, di fatto numericamente come un piccolo quartiere cittadino. Lo sportello non funzionerà tutti i giorni, ma sarà comunque una presenza costante e utile anche per le persone che finiscono di scontare la pena per ritornare alla vita in società e, in questo passaggio, necessitano anche di un supporto per ottenere documenti e certificati anagrafici.

A proposito di altre deleghe di cui lei è titolare, se dovessi riassumerle in una parola le chiamerei deleghe ai «grattacapi». Battute a parte, lei deve occuparsi anche di manutenzione della viabilità e di verde pubblico. Temi anche questi, al pari delle anagrafi, che negli ultimi anni si sono rivelati alquanto spinosi. Non di rado i cittadini si lamentano per le strade «groviera», le aree verdi poco curate ….

Criticità vere e reali che vengono da lontano, ereditate da anni, almeno venti, in cui si sono via via destinate sempre meno risorse alla manutenzione sia stradale, sia del verde che, peraltro, è una delle grandi risorse di Torino, con quasi il 40 per centro del territorio urbano costituito da aree verdi, di cui la metà pubbliche. Per capirci, è come se ogni abitante avesse un giardinetto personale di 40 metri quadrati.

Come per i servizi anagrafici, anche nel caso delle manutenzioni abbiamo dovuto fare i conti, oltre che con la penuria di risorse finanziarie, con la carenza di personale. Le descrivo con un solo esempio cosa può comportare la perdita di risorse umane: mancando personale, non sempre risulta possibile svolgere alcune funzioni ordinarie come la verifica che, dopo i lavori di scavo in una strada per  il posizionamento di condotte, tubi o fibra ottica, il manto stradale sia stato ripristinato a dovere e, nel caso di inadempienze, sanzionare le imprese.

Soluzioni per superare le criticità da risorse umane e finanziarie?

Per compensare la carenza di personale dedicato alle attività di manutenzione, abbiamo riorganizzato il sistema di intervento, modificando il rapporto tra il settore centrale della manutenzione e quelli delle Circoscrizioni. Un’operazione pensata per razionalizzare le risorse e agire sulla base di  una visione unica e coordinata. Sul fronte degli investimenti, sono stati incrementati sia quelli per la manutenzione del verde, sia per quelli delle strade. Inoltre, sotto l’aspetto finanziario, una grande boccata d’ossigeno è portata dai fondi europei del Pnrr destinati alle città metropolitane e da quelli del React-Eu, che garantiscono, da quest’anno al 2026, risorse finanziarie per 47 milioni di euro complessivi.

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