Addio a mons. Caporello, padre dei “catechismi” italiani

Mantova – A 91 anni, nella notte del 18 luglio è morto mons. Egidio Caporello, Vescovo emerito (1986-2006) della città dei Gonzaga, che insieme a mons. Aldo Del Monte fu padre dei “catechismi” italiani

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Mons. Egidio Caporello

«Uomo capace di profondo ascolto, ha servito la Chiesa italiana con lungimiranza e competenza, portando il suo prezioso contributo di visione e di fede». A 91 anni, nella notte del 18 luglio 2022 a Mantova è morto mons. Egidio Caporello, vescovo emerito (1986-2006) della città dei Gonzaga e segretario emerito della Conferenza episcopale italiana. Il presidente e il segretario della Cei, cardinale Matteo Maria Zuppi e Giuseppe Buturi, esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di mons. Caporello, segretario generale Cei (1982-86) dopo esserne stato sottosegretario (1976-1982). Come successore del pavese di nascita e tortonese di diocesi mons. Aldo Del Monte alla guida dell’Ufficio Catechistico nazionale, «ha tradotto in prassi il documento base “Il rinnovamento della catechesi” (1970) dando vita, successivamente, al progetto dei catechismi della Chiesa italiana». Insomma, insieme a mons. Del Monte, Caporello è stato «padre» catechismi italiani. E a una delle opere più importanti della Chiesa italiana nel dopo-Concilio ha prestato successivamente la sua opera mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo emerito di Torino, come vicedirettore e poi direttore dell’Ufficio Catechistico nazionale.

«Accanto al grande impegno per la catechesi» i vertici Cei ricordano «il suo apporto alla stesura del documento “La Chiesa italiana e le prospettive del Paese” (1981), frutto di una lucida lettura dei segni dei tempi»: si tratta di uno dei documenti più importanti e più incisivi nella quasi sessantennale storia della Cei, forse il documento più bello. Eppure Caporello non ne parlava mai perché era molto umile ed è stato presto dimenticato. «Fu poi in prima linea, quale “voce” della Cei, nella firma della revisione del Concordato, che ha segnato profondamente la vita della Chiesa e del Paese» (18 febbraio 1984). Caporello aveva il pieno appoggio – lo abbiamo visto più volte – del cardinale presidente dell’episcopato (1979-1985), l’arcivescovo di Torino Anastasio Alberto Ballestrero.

Egidio Caporello nasce a Padova l’8 giugno 1931. Prete dal 10 luglio 1955, studia Filosofia alla Pontificia Università Gregoriana a Roma e collabora con l’Ufficio Catechistico nazionale, che ha un ruolo strategicamente importante nella vita della Chiesa, e organizza convegni catechistici regionali e diocesani.

Il 24 luglio 1982 Giovanni Paolo II lo nomina segretario generale della Conferenza episcopale italiana come successore di mons. Luigi Maverna, nominato arcivescovo di Ferrara. Riceve l’ordinazione episcopale il 19 settembre 1982 nella Cattedrale di Padova dal cardinale Anastasio Ballestrero. All’arcivescovo di Torino succede come presidente Cei il cardinale vicario di Roma il novarese Ugo Poletti.

Il 28 giugno 1986 Giovanni Paolo II nomina Caporello vescovo di Mantova dove succede a mons. Carlo Ferrari, ritirato per raggiunti limiti di età. Fra il 1996 e il 2001 è presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la cultura, la scuola e l’università e membro del Consiglio permanente. Il 13 luglio 2007 Benedetto XVI accoglie la sua rinuncia: egli si ritira presso il santuario della Beata Vergine delle Grazie a Curtatone. Conclude il messaggio dei vertici Cei: «Nell’affidare l’anima di mons. Caporello all’abbraccio del Buon Pastore perché lo accolga nel suo Regno di luce, ci stringiamo alla Chiesa di Mantova certi che il suo ricordo continuerà a restare vivo e a incoraggiare opere di carità».

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