Al Santo Volto la Via Crucis dell’artista Luigi Stoisa

Sabato Santo – Il 16 aprile mons. Cesare Nosiglia inaugurato una Via Crucis dell’artista piemontese Luigi Stoisa che, tra le sue opere, nel 2015 aveva realizzato l’installazione per la Porta Santa nel Duomo di Torino. Foto gallery a cura di Andrea Pellegrini

70

Vigilia di Pasqua segnata da un momento importante per i parrocchiani del Santo Volto, ma anche per tutti i fedeli che sostano in preghiera nella chiesa e per i turisti che vengono a visitarla. Alle 11 di sabato 16 aprile mons. Cesare Nosiglia infatti ha inaugurato una Via Crucis dell’artista piemontese Luigi Stoisa che, tra le sue opere, nel 2015 aveva realizzato l’installazione per la Porta Santa nel Duomo di Torino.

Alla presentazione dell’opera sono intervenuti, a nome delle Istituzioni che hanno sostenuto i costi di realizzazione, Mario Turetta, al vertice della Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura, Luisa Papotti, Soprintendente per l’Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, l’architetto Mario Botta, progettista dell’allestimento della Via Crucis e della chiesa del Santo Volto di Torino, Diego Giachello, dell’Officina delle Idee, che, insieme all’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, ha coordinato il progetto.

La Via Crucis, un allestimento permanente, è collocata nello spazio tra l’organo e la cappella dedicata a Maria e potrà essere visitata negli orari di apertura della chiesa.

«Le stazioni della Via Crucis, che raccontano il percorso della passione di Cristo dal pretorio di Pilato al Calvario, fino alla deposizione nel sepolcro», spiega Adriano Sozza, «rinviano ad una antica pratica della pietà popolare, nata nel Medioevo sulla scia dei pellegrinaggi in Terra Santa successivi alle crociate. La ricostruzione del percorso della via Crucis, per richiamare più immediatamente i luoghi cruciali della passione e della morte del Salvatore, ha fissato nel secolo XVIII quattrodici stazioni, concepite come soste o momenti meditativi sul dolore e sulla morte di Cristo, di singolare intensità e significato. Esse ci mostrano il valore universale della Passione, il suo essere storia di tutti gli uomini e per tutti gli uomini».

Alle tradizionali quattordici stazioni, la Via Crucis del Santo Volto aggiunge una quindicesima stazione: «Gesù è risorto». «L’opera si compone di 15 formelle», spiega Stoisa, eseguite in terracotta di Castellamonte in parte smaltate di bianco e in parte dipinte con un nero bitume per l’accentuazione di ombre e di alcuni particolari delle scene rappresentate. Le formelle raccontano la passione di Cristo attraverso l’espressività dei personaggi e il rapporto tra ‘l’Uomo e la Terra’, rapporto che Cristo rivive nel suo lungo e doloroso calvario. Gesù in questa rappresentazione è sempre accompagnato dalla presenza di una lucertola, animale simbolico anche citato nel libro dei Proverbi ‘Quattro esseri sono fra le cose più piccole della terra, eppure sono i più saggi dei saggi: […] la lucertola, che si può prender con le mani, ma penetra anche nei palazzi dei re’ (Proverbi 30,28)».

Le formelle donate a mons. Nosiglia erano state composte nel 2016, mentre la progettazione dell’allestimento in legno per le formelle (realizzate a cura della Antiqua Restauri, di San Secondo di Pinerolo) è dell’architetto Botta, progettista della chiesa realizzata tra il 2004  e il 2006.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome

venti − due =