
I rinnovati cortili di due oratori di Barriera di Milano diventano motori di cambiamento in uno dei quartieri torinesi dove si annidano tutti i problemi delle grandi periferie. Una riqualificazione che intende partire dalle relazioni tra le persone, a cominciare dalle nuove generazioni, per camminare insieme nelle diversità. I cortili degli oratori Maria Regina della Pace, in corso Palermo, e Maria Speranza Nostra, in via Chatillon, negli ultimi mesi sono stati oggetto di impegnativi lavori di riqualificazione anche grazie al progetto di rigenerazione urbana della Città di Torino «Bella Storia», finanziato dai fondi europei Pn metro plus 2021-2027. Ha sostenuto i lavori, a carico delle parrocchie, anche la fondazione Aief per l’infanzia e l’adolescenza.
Non si tratta solo di ristrutturare cortili ma di potenziare dei luoghi di incontro – come gli oratori – spalancati sul quartiere, dove costruire tutti i giorni inclusione vera e prevenire l’insorgere del disagio e della criminalità, in particolare tra i ragazzi e i giovani.
«Cortili che curano» – il nome del progetto – vuole essere anche il segno di un cammino con cui le comunità cristiane di Barriera uniscono le forze insieme al territorio.
La parrocchia Maria Regina della Pace (Barriera), affidata a sacerdoti della fraternità del Sermig insieme a San Gioacchino (Porta Palazzo) e a Gesù Crocifisso e Madonna delle Lacrime (Aurora) con questo progetto intensifica le sinergie già in atto con le parrocchie Maria Speranza Nostra e Gesù Operaio (Barriera) affidate a padre Nicholas Muthoka, missionario della Consolata. Un processo analogo a quello che sta avvenendo alla Falchera, come La Voce e Il Tempo ha raccontato sugli scorsi numeri.
Alla Speranza la scorsa settimana è stato inaugurato il «Cortile della musica»: l’oratorio offrirà ai giovani del quartiere percorsi gratuiti di educazione musicale – batteria, chitarra, basso e canto – oltre ad un itinerario formativo per apprendere il mestiere di service audio e luci. Da maggio due domeniche al mese saranno dedicate a pomeriggi aperti al quartiere, in cui si esibiranno band giovanili emergenti e artisti di strada del territorio, dando così voce ai talenti e ai carismi di Barriera.

Il taglio del nastro del secondo cortile, quello della Pace, è in programma per domenica 26 aprile. Sarà il «Cortile dei Giochi».
Un cortile aperto su corso Palermo, dove l’oratorio da anni toglie spazio allo spaccio a cielo a aperto e alla criminalità. Un cancello che ogni pomeriggio è attraversato da numerosi bambini di tante nazionalità diverse, di famiglie cristiane e musulmane. «La prima sfida», evidenzia don Andrea Bisacchi, co-parroco insieme a don Marco Vitale e don Alessandro Rossi, «è quella di provare a camminare insieme nella diversità. L’oratorio diventa infatti un ‘lab-oratorio’ dove sperimentare che la diversità può diventare una ricchezza che genera bene».

Nel cortile i ragazzi troveranno giochi di gruppo per valorizzare le relazioni e spegnere gli smartphone; saranno poi potenziate le attività sportive anche grazie alla sinergia con il gruppo sportivo della Polizia locale che mette a disposizione due mister di pallavolo e uno di calcio: «i ragazzi», evidenzia don Bisacchi, «imparano così a vedere le forze dell’ordine in maniera positiva, come sostegno alla propria crescita».
Il cortile diventerà la «Casa della comunità», punto di incontro principale, dove organizzare concerti, momenti di festa e aggregazione.



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