Anche l’Ufficio Pio fra i frutti della Città cristiana

Torino – Intervenendo il 20 gennaio alle celebrazioni torinesi per il 430° anniversario dell’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, il Presidente Mattarella ha posto con forza la questione della solidarietà sociale, risorsa da non disperdere e mai dare per scontata di fronte alle grandi emergenze della povertà

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Torino per i 430 anni dell'Ufficio Pio

Intervenendo il 20 gennaio alle celebrazioni torinesi per il 430° anniversario dell’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, anche il Presidente Mattarella ha posto con forza la questione della solidarietà sociale, risorsa da non disperdere e mai dare per scontata di fronte alle grandi emergenze della povertà. «L’Ufficio Pio – ha detto – è sempre stato guidato da due principi stabili: l’autonomia rispetto al potere pubblico e l’attenzione ai più deboli e alle condizioni di fragilità con interventi concreti di sostegno».

I libri di storia ricordano che la Compagnia di San Paolo nacque nel 1563 dall’ispirazione religiosa di Torino. Vennero quasi subito il Monte di Pietà, l’Ufficio Pio, poi la banca e gli altri istituti che oggi fanno riferimento alla Fondazione. Mattarella, nella cerimonia alle Gallerie d’Italia in piazza San Carlo, ha indicato le nuove povertà del nostro tempo: «il disagio di tanti giovani, le condizioni dei migranti, le difficoltà di accesso al lavoro e all’abitazione. Sono tutti problemi che stanno impegnando l’Ufficio Pio per sfuggire dalla ‘trappola della povertà’». «Si tratta di impegno concreto e operativo», ha concluso il Capo dello Stato, «non di analisi astratte, per il sostegno a chi è in difficoltà e in condizioni di fragilità».

Ad accogliere Mattarella c’erano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il prefetto di Torino Donato Cafagna e il sindaco Stefano Lo Russo.

La cerimonia celebrativa, a cui ha preso parte il cardinale Arcivescovo Roberto Repole, ha visto sul palco gli interventi del presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Marco Gilli e del segretario Alberto Anfossi, della presidente della Fondazione Ufficio Pio Franca Maino e del direttore William Revello. Tra gli ospiti in sala c’era anche una rappresentanza delle persone aiutate dai programmi dell’Ufficio Pio. Due di loro, la signora Amy Ndyaie, senegalese, presente con il marito e i cinque figli, e Diego Donato, studente universitario, hanno raccontato la loro esperienza in un dialogo con il giornalista Mario Calabresi.

Mattarella, prima di far ritorno a Roma, si è recato al Sermig per una breve visita e un momento di dialogo con l’amico Ernesto Olivero.

Fondata il 14 maggio 1595 per iniziativa dei confratelli della Compagnia di San Paolo, la Fondazione Ufficio Pio ha attraversato nell’area torinese secoli di trasformazioni istituzionali, economiche e sociali, mantenendo una missione: intercettare e contrastare le disuguaglianze e sostenere le persone e le famiglie nei passaggi critici della vita. Oggi accompagna oltre 17mila persone, fra adulti e minori, attraverso programmi che integrano sostegno economico, percorsi di formazione e partecipazione civica. La fondazione in particolare orienta la propria azione – radicata a Torino e nell’area metropolitana – alla prevenzione e al contrasto delle disuguaglianze economiche, educative, abitative e relazionali, elementi che caratterizzano le nuove povertà richiamate dal Capo dello Stato.

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