Aperta a Roma l’Assemblea per il futuro dei giornali cattolici

L’udienza dal Papa, l’apertura dei lavori citando la lezione torinese di don Franco Peradotto. La posta in gioco: continuare a crescere in una stagione di risorse pubbliche al lumicino

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La lezione giornalistica di don Franco Peradotto, compianto direttore del primo settimanale diocesano di Torino “La Voce del Popolo”, è stata ricordata con grande evidenza  dal segretario della Cei mons. Giuseppe Baturi aprendo a Roma la XX Assemblea elettiva della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc). Baturi ha citato una convinzione centrale di Peradotto – ricordato insieme a un altro compianto prete giornalista, don Vincenzo Rini di Cremona – “che il patrimonio dei giornali cattolici sia innanzi tutto la rete delle amicizia fra le 190 testate diocesane”, lo scambio fra i 500 lavoratori, giornalisti e impiegati, che vi lavorano in tutt’Italia svolgendo insieme, soprattutto insieme, il fondamentale e corale servizio di aiutare a leggere il presente alla luce del Vangelo.

UN VOTO IMPORTANTE. La XX Assemblea nazionale, introdotta da una relazione del presidente uscente Mauro Ungaro (di Gorizia), si accinge a rinnovare il Consiglio nazionale della Fisc, cui spetta il compito di dare concretezza alle idealità dei giornali cattolici (600 mila copie complessivamente diffuse ogni settimana) sostenendoli con strategie di finanziamento e promozione, che si ottengono solo sedendo ai tavoli del Governo e delle altre istituzioni. I giornali diocesani sono tanti e hanno esperienze diverse, si confrontano opinioni differenti sulle strategie di impegno; non tutti considerano allo stesso modo l’urgenza del tempo presente, che ha bisogno di molta concretezza per rispondere alla crisi della carta stampata, al possibile calo delle risorse pubbliche a sostegno dell’editoria, alla sfida del digitale, al calo dei proventi pubblicitari. Questi i temi della discussione di questi giorni a Roma, che porterà al voto del nuovo direttivo nazionale, un voto importante, cui partecipano da Torino Alberto Riccadonna (direttore de “La Voce e Il Tempo”) e Chiara Genisio (direttrice dell’agenzia Agd e vicepresidente nazionale Fisc), da Susa Federica Bello (direttrice de “La Valsusa”), insieme ai direttori delle altre testate del Piemonte e delle altre regioni italiane.

L’UDIENZA DAL PAPA. Aderiscono alla Fisc in tutt’Italia 190 testate giornalistiche: 1 quotidiano, 110 settimanali (erano 120 nel 2019), 9 quindicinali, 2 bisettimanali, 37 mensili e 32 testate online. “Ben rappresentate quella geografia umana che anima il territorio italiano”, ha detto il Papa ricevendo in Vaticano i direttori e gli amministratori, insieme ai vertici dell’Unione Stampa periodica italiana (Uspi), delle Associazioni Corallo e Aiart – Cittadini mediali.
“Vi occupate di stampa, televisione, radio e nuove tecnologie, con un impegno a educare ai media i lettori e gli utenti”, ha detto Francesco: “Il vostro radicamento capillare testimonia il desiderio di raggiungere le persone con attenzione e vicinanza, con umanità. Anzi, direi che ben rappresentate quella geografia umana  che anima il territorio italiano”. “La comunicazione, d’altronde, è questo: mettere in comune, tessere trame di comunione, creare ponti senza alzare muri”, ha ribadito il Papa: “Negli ultimi anni diverse innovazioni hanno interessato il vostro settore e per questo è necessario rinnovare sempre l’impegno per la promozione della dignità delle persone, per la giustizia e la verità, per la legalità e la corresponsabilità educativa”. Di qui l’invito a “non perdere di vista, nel contesto delle grandi autostrade comunicative di oggi, sempre più veloci e intasate, tre sentieri, che è bene non perdere di vista e che vanno sempre percorsi”: formazione, tutela e testimonianza”.

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