Apparizioni mariane, solo il Papa potrà pronunciarsi sulla soprannaturalità

Santa Sede – Un freno alle apparizioni, mariane e non, 46 anni dopo le precedenti norme del 1978: è il provvedimento del Dicastero della Dottrina della fede in vigore da domenica 19 maggio, solennità di Pentecoste. Un vademecum per i vescovi, più pastorale che dottrinale. Solo il Papa può decidere se un fenomeno è soprannaturale o no

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Un freno alle apparizioni, mariane e non, 46 anni dopo le precedenti norme del 1978,  pone il dicastero della Dottrina della fede il 17 maggio 2024, un provvedimento in vigore da domenica 19 maggio, solennità di Pentecoste. Un vademecum per i vescovi, più pastorale che dottrinale. Solo il Papa può decidere se un fenomeno è soprannaturale o no. Sono norme di prudenza in un campo – come le visioni e le lacrimazioni – nel quale abbondano la fantasia e le suggestioni. Un modo per dire che il soprannaturale è raro e prevede un lungo tempo di studio: né il vescovo né la Santa Sede si pronunciano per definire la natura soprannaturale del fenomeno.

Alla presentazione del cardinale prefetto Víctòr Manuel Fernández, seguono un’introduzione e 6 diverse possibili conclusioni. La prima, grossa novità è che non si impegnerà più l’autorità della Chiesa nel definire la soprannaturalità di un fenomeno che potrebbe richiedere molto tempo. L’altra novità è il coinvolgimento più esplicito del Dicastero che dovrà approvare la decisione del vescovo e avrà la facoltà di intervenire motu proprio. A motivare il coinvolgimento c’è anche la difficoltà nel circoscrivere fenomeni che raggiungono dimensioni nazionali e mondiali,

All’origine del documento c’è la lunga esperienza dell’ultimo secolo: in molti casi il vescovo o i vescovi hanno dichiarato la soprannaturalità del fenomeno, poi l’ex-Sant’Uffizio e poi Congregazione per la difesa della fede si è espresso diversamente. Oppure un vescovo si è espresso in un modo, il suo successore in modo opposto. Il Dicastero nel 2019 ha iniziato a revisionare le norme e si è arrivati al testo approvato dal Papa il 4 maggio.

Il cardinale Fernández spiega: «Tante volte queste manifestazioni hanno provocato una grande ricchezza di frutti spirituali, crescita nella fede, devozione, fraternità e servizio, e in alcuni casi hanno dato origine a diversi santuari sparsi nel mondo che sono parte del cuore della pietà popolare». Esiste però anche la possibilità che «alcuni eventi si rilevino criticità molto serie a danno dei fedeli»; casi in cui dai fenomeni «si trae lucro, potere, fama, notorietà sociale, interesse personale fino a esercitare un dominio sulle persone o a compiere degli abusi. Vi possono essere errori dottrinali, riduzionismi del Vangelo, uno spirito settario. C’è la possibilità che i fedeli siano trascinati dietro a un evento, attribuito a un’iniziativa divina, che è solo frutto di fantasia, mitomania o tendenza alla falsificazione di qualcuno».

La Chiesa potrà discernere «se è possibile scorgere la presenza di un’azione divina; se negli scritti o messaggi non vi sia nulla che contrasti con la fede e i buoni costumi; se sia lecito apprezzarne i frutti spirituali o sia necessario purificarli da elementi problematici o mettere in guardia i fedeli dai pericoli e sia consigliabile una valorizzazione pastorale dell’autorità ecclesiastica.

Sei i casi possibili.

Nihil obstat — Non ci si esprime sull’autenticità soprannaturale del fenomeno, si riconoscono molti segni di un’azione dello Spirito Santo in mezzo a un’esperienza spirituale. Si incoraggia il vescovo ad apprezzare il valore pastorale e a promuovere  la diffusione della proposta.

Prae oculis habeatur — Si riconoscono segni positivi ma si avvertono elementi di confusione che richiedono un attento discernimento e un dialogo con i protagonisti. Se ci sono scritti o messaggi, potrebbe necessitare una chiarificazione dottrinale. Curatur — Si sono elementi critici, ma l’ampia diffusione del fenomeno produce  e frutti spirituali verificabili. Si sconsiglia un divieto e si chiede al vescovo di non incoraggiare il fenomeno e di riorientarne il profilo spirituale e pastorale.

Sub mandato — Le criticità non sono legate al fenomeno in sé, ricco di elementi positivi, ma a una persona, a una famiglia, a un gruppo che ne fanno un uso improprio. Si utilizza un’esperienza spirituale per un indebito vantaggio economico, commettendo atti immorali, svolgendo un’attività pastorale parallela, non accettando le indicazioni del vescovo. La guida pastorale del luogo è affidata al vescovo o a un delegato della Santa Sede.

Prohibetur et obstruatur — Le criticità sono più gravi degli elementi positivi. Per evitare ulteriori confusioni o scandali, il Dicastero chiede al vescovo di dichiarare che l’adesione al fenomeno non è consentita e di offrire una catechesi che aiuti a comprendere le ragioni della decisione e a riorientare le preoccupazioni spirituali.

Declaratio de non supernaturalitate — Il vescovo è autorizzato dal Dicastero a dichiarare che il fenomeno è riconosciuto come non soprannaturale. La decisione  deve basarsi su fatti certi ed evidenze concrete, a esempio, quando un veggente dichiara di aver mentito, o quando testimoni credibili forniscono elementi che permettono di scoprire la falsificazione, l’intenzione errata, la mitomania.

Pier Giuseppe Accornero

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