«Autonomia differenziata», preoccupazione tra i vescovi

Cei – Sono preoccupati e perplessi, i vescovi italiani, «per un allargamento delle differenze che possono far cadere in un particolarismo istituzionale». Lo dice il segretario Cei mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, rispondendo ai giornalisti sul disegno di legge «Autonomia differenziata»

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Mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI

Sono preoccupati e perplessi, i vescovi italiani, e non da adesso, «per un allargamento delle differenze che possono far cadere in un particolarismo istituzionale». Lo dice il segretario Cei mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, rispondendo ai giornalisti sul disegno di legge «Autonomia differenziata». Presto un documento Cei esprimerà «una posizione unitaria» come nel 2010 c’è stato il documento «Chiesa italiana e Mezzogiorno»: è in gioco «la tenuta del sistema Paese» che governo e maggioranza di destra non assicurano – preoccupa anche il progetto del «premierato» meloniano – come denunciò il presidente Cei cardinale Matteo Maria Zuppi. Baturi parla a conclusione della sessione primaverile del Consiglio permanente (18-20 marzo 2024): «Il nostro Paese deve poter reggersi secondo legami di solidarietà, intervenendo sulle disuguaglianze e prestando attenzione a dinamiche e meccanismi istituzionali che potrebbero allargare le disuguaglianze nell’accesso ai servizi. C’è preoccupazione e perplessità, anche perché siamo in un momento in cui serve un rilancio dell’Europa, come hanno detto i vescovi europei» alla vigilia del voto di giugno: «L’Italia deve intervenire come  Paese unito».

Elezioni europee – Se ne è discusso in Consiglio. In vista delle prossime elezioni per il Parlamento Ue, le Chiese cristiane scendono in campo con la dichiarazione congiunta «Europa, sii te stessa», firmata – ed è una grossa e bella novità ecumenica – dai responsabili di quattro organismi europei: la cattolica Commissione delle Conferenze episcopali dei 27 dell’Unione europea+Gran Bretagna (Comece); l’ortodossa-protestante Conferenza delle Chiese europee (Cec o Kek); l’Assemblea interparlamentare dell’ortodossia (Iao) e «Insieme per l’Europa»: «Notiamo con rammarico che valori un tempo dati per scontati – pace, stabilità, prosperità, stato di diritto piuttosto che governo basato sul potere – sono stati fatti a pezzi. L’insicurezza e la paura dominano sul futuro dell’Europa e del mondo». Ricordano: «I valori cristiani, condivisi da gran parte dei cittadini europei, possono fornire una garanzia per un approccio sicuro ai cambiamenti e alle sfide». Invitano partiti politici e candidati «a riconoscere i valori cristiani come fondamento del progetto europeo, a lottare contro la strumentalizzazione dei valori cristiani per interessi politici, a promuovere i valori cristiani nei programmi. La dichiarazione è firmata da: mons. Mariano Crociata, presidente Comece; Maximos Charakopoulos, segretario generale Iao; mons. Nikitas di Thyateira, presidente Cec-Kek; Gerhard Pross, moderatore «Insieme per l’Europa».

Al cuore della democrazia – La Cei conferma il programma della 50ª Settimana sociale dei cattolici (Trieste, 3-7 luglio 2024) «Al cuore della democrazia. Partecipare tra storia e futuro» dove è previsto l’intervento finale di Papa Francesco domenica 7. Oltre ai delegati diocesani e ai rappresentanti di associazioni e movimenti, ci saranno «cattolici attivi nella vita sociale». Obiettivo è «riflettere sul tema della democrazia per recuperarne il senso e rileggerla alla luce della dottrina sociale della Chiesa, approfondendo i fondamenti antropologici, le trasformazioni che la partecipazione sta vivendo, le idee e le procedure che possono rigenerarla, a partire da una presenza più efficace nella società civile».

Il Mediterraneo – La Cei vuole rilanciare il «Consiglio dei giovani del Mediterraneo» nato dopo l’incontro di vescovi e sindaci (Firenze 23-27 febbraio 2022): «Il progetto mira a curare la dimensione spirituale a rafforzare l’azione pastorale davanti alle sfide odierne e a costruire relazioni fraterne». È previsto l’incontro del direttivo del  Consiglio (Bruxelles, 3-4 aprile 2024) con mons. Baturi,  mons. Crociata e con Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo.

Ripensare l’iniziazione cristiana – In linea con il «cammino sinodale» il Consiglio permanente approfondisce la questione dell’iniziazione cristiana sul versante dei padrini e delle madrine: «Se il riferimento ai Sacramenti appare ancora molto diffuso, risulta però svuotato di significato, per cui non si può dare per scontata la fede. È urgente un ripensamento dei cammini tradizionali che permetta di intrecciare sempre più la consegna delle forme pratiche della fede con la trasmissione delle esperienze elementari della vita. Quindi sarà possibile riscoprire e valorizzare il ruolo di padrini e madrine, passando dalla concezione di “sponsor” per un giorno a testimoni autentici nella crescita globale delle persone che ricevono il Sacramento».

Pier Giuseppe Accornero

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