Borgo San Paolo, parrocchie in rete per ridare il lavoro

Periferie – Per evitare il disastro generato dai danni della pandemia le comunità parrocchiali hanno attivato, in sinergia con la diocesi e il territorio, una poderosa rete di servizi per il lavoro, a partire dai più giovani che già prima dell’emergenza sanitaria erano tagliati fuori

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Uno scorcio di Borgo San Paolo a Torino

A Borgo San Paolo quattro parrocchie in rete con numerose associazioni del territorio stanno reggendo l’urto della pandemia evitando che anche in questa fetta di città si verifichino danni sociali difficilmente ricucibili, in particolare attraverso l’attivazione di una poderosa sinergia di servizi per il lavoro, a partire dai più giovani che già prima dell’emergenza sanitaria erano tagliati fuori.

Ci troviamo in un quartiere post-industriale che negli ultimi anni è diventato sempre più multietnico, in particolare attorno al mercato di corso Racconigi, ma che si è anche attestato come nuovo polo universitario cittadino, in particolare per gli studenti del Politecnico. Un territorio dove si concentrano tutti i nodi delle grandi periferie in trasformazione.

Il grattacielo Lancia, ben visibile da tutto il borgo, resta il simbolo di un’era che non c’è più quando sorgevano diverse fabbriche nella zona: dalla Spa alla Diatto alla Bertone alla Pininfarina. Preziosa la presenza delle fondazioni culturali di arte contemporanea, in particolare la Mertz (via Limone 24) e la Sandretto Re Rebaudengo (via Modane 16).

«A Borgo San Paolo riscontriamo una grande fatica a chiedere aiuto, in particolare per le famiglie che fino a ieri conducevano una vita ‘normale’», sottolinea don Daniele Bortolussi, moderatore dell’Unità pastorale 5 e parroco di San Francesco di Sales, «ed ecco allora che è fondamentale creare una rete capace, nella riservatezza, di intercettare le situazioni di disagio e intervenire prima che degenerino: un lavoro silenzioso essenziale se si vuole evitare un disastro nel dopo pandemia».

Ed ecco che le parrocchie dell’Unità pastorale di Borgo San Paolo, Gesù Adolescente affidata ai Salesiani, San Pellegrino guidata dai Servi di Maria, San Bernardino retta dai Francescani e San Francesco di Sales guidata da don Bortolussi, hanno costruito dallo scorso settembre un progetto comune sulla realtà del «lavoro» come dimensione essenziale della persona umana.

Le azioni mirano in particolare all’orientamento dei giovani e all’accompagnamento di adulti che vivono l’esperienza della perdita del lavoro, anche a causa della pandemia, grazie alla rete con diversi attori della diocesi e del territorio, in particolare con la Pastorale del Lavoro, la Fondazione Operti, la cooperativa sociale Orso (via Bobbio 21) e la Città dei Mestieri (via Spalato 63), uno spazio di informazione sulle opportunità professionali in cui operatori qualificati offrono orientamento a tutti i cittadini.

Uno scorso di Borgo San Paolo con la chiesa di San Pellegrino

In concreto i Centri Caritas e gli Sportelli lavoro delle parrocchie segnalano alla cooperativa Orso, inserita nella rete della Città dei Mestieri, persone in difficoltà nel proprio territorio ad entrare o rientrare nel mondo del lavoro.

«In primo luogo svolgiamo dei colloqui», spiega Francesca Bottaro, referente dell’area orientamento della cooperativa Orso, «che possono essere di tipo orientativo qualora la persona è particolarmente disorientata rispetto alla situazione emergenziale che non fa intravvedere sbocchi a breve termine. Grazie ai servizi della Città dei Mestieri si punta dunque sull’orientamento professionale o scolastico, la revisione del curriculum vitae, l’inserimento nelle banche dati…»

«Orso» provvede, inoltre, ad inserire i candidati nei programmi di politica attiva della Regione Piemonte che ha attivato «Garanzia giovani» per i ragazzi disoccupati e non iscritti a nessun percorso professionale e il «Buono servizi al lavoro» per gli over 30.

«La cooperativa», conclude la Bottaro, «resta a disposizione delle parrocchie, come soggetto promotore per esperienze di tirocinio, qualora si trovi un’azienda del territorio disposta ad ospitare uno dei profili indicati dalle parrocchie stesse».

A Gesù Adolescente, affidata ai Salesiani, in via Luserna di Rorà dietro corso Racconigi, è invece attivo un servizio specifico di orientamento al lavoro per i giovani.

«Accompagniamo i giovanissimi che intercettiamo come oratorio o che gli educatori incontrano sulle strade», sottolinea Flavia D’Arienzo, educatrice professionale della parrocchia Gesù Adolescente, «e poi anche i giovani che avevano raggiunto un’autonomia abitativa e che a causa della perdita del lavoro sono costretti a tornare dai genitori, un fenomeno in crescita in questi ultimi mesi».

Dopo i colloqui i ragazzi vengono indirizzati verso i progetti «Spazio Fratto Tempo» promosso dai Salesiani e da Enaip Piemonte o «Articolo +1» della Compagnia di San Paolo. Per i giovani adulti si instaura invece un percorso in sinergia con la Fondazione Operti e la cooperativa Orso in stretto collegamento con le aziende. Alcuni giovani hanno intrapreso il percorso per diventare Oss. «In particolare», conclude l’educatrice, «cerchiamo di rimotivare puntando sulla relazione e sulla rafforzamento dell’autostima».

La Circoscrizione 3 subito dopo il primo lockdown ha costituito un Tavolo informale sul contrasto alle povertà. «Abbiamo cercato di mettere in rete tutte le associazioni del territorio», spiega Gavino Olmeo, vicepresidente della Circoscrizione, «che si occupano del sostegno alle fragilità, ciò ha portato a sinergie virtuose».

L’associazione Eufemia, per esempio, che si occupa del recupero dell’invenduto fresco dai mercati si è aperta anche alle necessità delle Caritas e San Vincenzo.

Ben inserita nella rete delle parrocchie anche dal punto di vista sociale c’è la Comunità cristiana di via Germanasca (via Germanasca 8) nata negli anni Settanta come presenza missionaria in un quartiere popolare.

«La sinergia avviata dalle parrocchie», conclude don Bortolussi, già direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro, «sta dando buoni frutti ma siamo comunità in trincea che continuano a sopperire alle mancanze delle istituzioni in ottica di strategia complessiva a sostegno delle fragilità».

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