Braccio di ferro contro la movida senza regole

Si rischia il disastro – Il Comune e le Circoscrizioni stanno lavorando a delocalizzare i luoghi del divertimento notturno in città. Tra le ipotesi le arcate dell’ex Villaggio olimpico Moi nel quartiere Filadelfia. Il parroco di Santa Giulia don Attanasio torna a lanciare l’allarme: “il quartiere nei week-end ad una certa ora diventa terra di nessuno”

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È durata poco o niente l’apparente tregua alla movida selvaggia, in particolare nei quartieri torinesi Vanchiglia e San Salvario. Le rigide temperature invernali solo per poche settimane hanno diminuito il flusso di migliaia di giovani che nei week-end, ormai da anni, prendono d’assalto interi quartieri, densamente abitati, per il divertimento notturno, senza regole. Il parroco di Santa Giulia, don Gianluca Attanasio, della fraternità di San Carlo, è nuovamente tornato a lanciare l’allarme sulla situazione di emergenza che genera, oltre all’annoso problema del rumore per i residenti che passano notti insonni, anche degrado, violenza, atti di vandalismo e sporcizia ovunque.

«Sembra che il quartiere dopo una certa ora diventi terra di nessuno», evidenzia don Attananasio, «dove tutto è permesso: sono certamente urgenti soluzioni nell’immediato attraverso maggiori controlli delle forze dell’ordine».

Don Gianluca Attanasio, parroco di Santa Giulia

L’emergenza si riaccende proprio mentre l’amministrazione comunale sta intensificando il lavoro per arrivare ad una soluzione strutturale al nodo della movida che punta, confidando anche nelle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), a trovare luoghi della città lontani dai centri abitati per «delocalizzare» il divertimento notturno alleggerendo il più possibile i quartieri dove ogni week-end si arriva a sfiorare il disastro.

«Vedo di buon occhio», sottolinea il parroco di Santa Giulia, «il progetto dell’amministrazione comunale di individuare luoghi alternativi da destinare al divertimento: è un’idea di futuro di cui la città ha bisogno».

              piazza Santa Giulia tutti i week-end è presa d’assalto da migliaia di giovani per il divertimento notturno

 

Proseguono nelle tre Circoscrizioni più coinvolte dal problema della movida, la 1 (Centro Città), la 7 (Vanchiglia) e la 8 (San Salvario), le riunioni del tavolo inter-assessorile sulle «politiche della notte» costituito dalla Giunta Lo Russo lo scorso dicembre. La squadra di assessori che ha il compito di portare avanti la «riforma della movida», insieme ai presidenti di Circoscrizione, è composta da Gianna Pentenero, assessore alle Politiche per la sicurezza; Carlotta Salerno, titolare della delega alle Politiche giovanili; Chiara Foglietta, responsabile delle Politiche per l’ambiente; e Paolo Chiavarino, assessore al Commercio.

La Città di Torino, in particolare, in queste settimane ha presentato alcune candidature al bando «Next Generation We» della Compagnia di San Paolo per potersi avvalere di un accompagnamento da parte di consulenti ed esperti nella gestione delle opportunità di finanziamento del Pnrr proprio sul tema della movida.

«Tra i progetti proposti», spiega l’assessore con deleghe alle Periferie e alle Politiche giovanili, Carlotta Salerno, «c’è lo studio di fattibilità per delocalizzare la movida in città, attraverso il progetto ‘Mover la Movida’, con un mix di azioni materiali e immateriali di rigenerazione urbana, sviluppo economico, pianificazione di attività di intrattenimento giovanile e di sensibilizzazione, nonché il miglioramento dei servizi pubblici correlati. Il progetto ha l’obiettivo di alleggerire le zone soggette a maggiore pressione sulla vita notturna a favore di uno sviluppo sociale ed economico di aree limitrofe e periferiche».

Assessore Carlotta Salerno

Un progetto che avrà il compito di definire concretamente le zone alternative al divertimento in base anche alle proposte emerse fino ad ora.

«È necessario riaprire», sottolinea Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7, «in tempi brevi locali storici torinesi, per esempio ai Murazzi o al Parco del Valentino, per decongestionare i quartieri presi d’assalto da una movida che impedisce ai residenti di riposare, tenendo in considerazione che Torino è una città universitaria e per sua natura necessita di aree per il divertimento giovanile, certamente sempre nel rispetto delle regole».

Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7

«Nello studio sui luoghi alternativi, al centro dei lavori del tavolo inter-assessorile», sottolinea Massimiliano Miano, presidente della Circoscrizione 8, «oltre al Parco del Valentino, stiamo valutando, su mia proposta, anche l’area delle arcate dell’ex villaggio olimpico Moi in via Giordano Bruno». Le ex palazzine olimpiche, per anni occupate dai profughi, stanno per diventare un complesso di social housing da 400 posti per studenti e giovani lavoratori. «Avremmo, dunque, la possibilità di rivitalizzare quella parte del quartiere Filadelfia», prosegue Miano, «per troppo tempo abbondonata al degrado. Si tratta di una zona di fronte alla ferrovia, dunque lontana dalle abitazioni, e collegata, attraverso la passerella olimpica alla metropolitana».

Massimiliano Miano, presidente della Circoscrizione 8

Allo stesso tempo le Circoscrizioni 1, 7 e 8 siedono nei tavoli prefettizi sulla sicurezza per dare risposte immediate al problema della movida senza regole.

«È fondamentale», osserva il presidente della Sette Deri, «garantire un controllo preventivo delle forze dell’ordine da giovedì a sabato dalle 22 alle 3 di notte. Rilancio poi la proposta, già ribadita più volte, di destinare ai dehor dei locali tutta piazza Santa Giulia e via Giulia di Barolo, nel tratto che va da via Bava a corso Regina Margherita, oltre all’area pedonale di via Cesare Balbo, in modo da diminuire le possibilità di assembramento di giovani che occupano la strada con casse di birra, musica, tamburi, per poi iniziare lo sballo. In piazza deve essere consentito esclusivamente il consumo al tavolo».

«Con il tavolo prefettizio», conclude il presidente della Otto Miano, «stiamo lavorando per arginare la mala-movida che certamente danneggia, oltre i residenti, anche chi si vuole divertire in modo sano: i regolamenti e le leggi vanno rispettati».

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