Carcerati, raccolta aiuti nelle parrocchie

Torino – Le parrocchie del Centro storico e il Santuario della Consolata (Unità pastorale 1) stanno raccogliendo aiuti materiali per i detenuti indigenti del carcere delle Vallette. In collaborazione con i cappellani del penitenziario hanno annunciato l’iniziativa in occasione del dibattito promosso il 3 novembre dalla Consolata e da La Voce e Il Tempo proprio sui temi del carcere, ospite la direttrice alle Vallette Elena Lombardi Vallauri

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Nel Santuario della Consolata il bozzetto di San Giuseppe Cafasso che conforta un carcerato (foto Bussio)

Le parrocchie del Centro storico di Torino e il Santuario della Consolata (Unità pastorale 1) stanno raccogliendo aiuti materiali per i detenuti indigenti nel carcere delle Vallette.

In collaborazione con i cappellani del penitenziario hanno annunciato l’iniziativa in occasione del dibattito promosso il 3 novembre dalla Consolata e da «La Voce e Il Tempo» proprio sui temi del carcere, ospite la direttrice alle Vallette Elena Lombardi Vallauri. Nella tradizionale cornice del «Lunedì della Consolata» Vallauri ha condiviso ad un folto pubblico, santuario gremito, una domanda che viene in particolare evidenza nell’anno del Giubileo della Speranza: «C’è speranza anche in carcere?».

Sullo sfondo il degrado dei penitenziari italiani, la piaga del sovraffollamento e dei suicidi. La raccolta di aiuti promossa dall’Unità pastorale invita a consegnare nelle parrocchie e in santuario biancheria intima e prodotti per l’igiene personale. In particolare: shampoo, sapone di Marsiglia, asciugamani per viso e doccia, accappatoi, slip, boxer, calze e magliette intime di taglia M, L e XL.

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