Cattolici ed ebrei, la Giornata del dialogo

17 gennaio – Si celebra la «Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei», giunta alla 35ª edizione. Il fossanese mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, chiede di vivere il 17 gennaio «tenendo presente la situazione in Terra Santa e, soprattutto, il barbaro attentato di Hamas del 7 ottobre»

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Il mese di gennaio registra due giornate particolari. Il 17 la «Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei», giunta alla 35ª edizione, l’ottima iniziativa presa dalla Conferenza episcopale italiana e imitata da molti altri episcopati: cade alla vigilia della «Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani» (18-25 gennaio).

L’altra è la «Giornata della memoria» del 27 gennaio decisa dall’assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005 nel 60° della liberazione dei campi di concentramento nazisti e della fine dell’Olocausto. Infatti il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberavano il campo di concentramento di Auschwitz.

Il fossanese mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo chiede di vivere il 17 gennaio «tenendo presente la situazione in Terra Santa e, soprattutto, il barbaro attentato di Hamas del 7 ottobre». In questi 100 giorni mons. Olivero ha tenuto «un costante dialogo con l’assemblea dei rabbini d’Italia e con la presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane. Abbiamo deciso che la Giornata mantenga il tema precedentemente stabilito (“La speranza contro ogni antisemitismo”), con i messaggi già scritti e pubblicati, ma lo aggiorniamo considerando i gravi eventi successi». Di qui l’invito a organizzare iniziative e preghiere alla luce di questa attenzione. Non si tratta di stravolgere quanto già eventualmente programmato, ma di svolgerlo secondo questa declinazione». Un sussidio fornisce alle comunità cristiane – parrocchie, scuole, gruppi, associazioni, movimenti, istituti religiosi, circoli culturali, federazioni – gli  strumenti per avviare e sostenere processi di dialogo con le realtà ebraiche e di riscoperta delle radici ebraiche della e nella fede cristiana». Il sussidio ha per titolo le parole che Dio rivolge al profeta Ezechiele «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?» (Ezechiele 37, 1-14).

Un comunicato informa sulle iniziative programmate. Nella diocesi di Cuneo-Fossano in primavera incontro presso la sinagoga di Cuneo. A Milano l’arcivescovo Mario Delpini si reca al «Memoriale della Shoah», conosciuto anche come «Binario 21», per un dialogo con il rabbino capo di Milano, Alfonso Arbib, e per un incontro dell’arcivescovo con 120 adolescenti. A Genova incontro con il rabbino capo Giuseppe Momigliano e con Pietro Mariani Cerati, vicepresidente dell’Associazione italiana amici di Neve Shalom Wahat al-Salam, un villaggio fondato nel 1972 dal  domenicano di origine egiziana Bruno Hussar a ovest di Gerusalemme dove convivono ebrei, cristiani e musulmani. Lo scopo è mostrare la possibilità della coesistenza pacifica in una terra martoriata dalla guerra: «La celebrazione rinsalda la vicinanza tra ebrei e cristiani mantenendo vivo il dialogo».

A Treviso viaggio virtuale nella tradizione musicale del popolo ebraico, accompagnato dai quattro musicisti del «Davka Project». «La cantica del mare» – titolo del concerto-spettacolo – è una testimonianza di come il mare unisca e non separi. Il mare è un po’ la levatrice del popolo ebraico: è, infatti, con l’apertura delle acque del Mar Rosso che nasce e si forma l’identità nazionale ebraica. Da millenni, ogni giorno, gli ebrei di tutto il mondo celebrano l’evento con la “Cantica del mare” per esaltare la funzione salvifica di questo passaggio dalla schiavitù alla libertà». Le diocesi di Anagni-Alatri e di Frosinone-Veroli-Ferentino organizzano due appuntamenti: uno su «Ebraismo e Cristianesimo: tra memoria e dialogo» e uno su «Ebrei e cristiani: come parlarsi e conoscersi» riservato alle scuole.

P.G.A.

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