Cento anni fa a Torino nasceva la Casa editrice Piero Gobetti

1923 – Cento anni fa, a Torino, venne fondata la casa editrice Piero Gobetti editore e, nel 1933, iniziò la sua attività la Giulio Einaudi editore che, in qualche modo, ne raccolse il testimone, raggiungendo poi una ben più vasta fama, anche internazionale. Al centenario della casa editrice è stato dedicato a Torino un convegno, promosso dal Centro Studi Piero Gobetti, con la collaborazione di altre istituzioni culturali torinesi

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Piero Gobetti

Tra le ricorrenze tonde che ricordiamo in quest’anno che volge al tramonto, ce ne sono due forse poco note ai più. Nel 1923, cento anni or sono, a Torino venne fondata la casa editrice Piero Gobetti editore e, nel 1933, iniziò la sua attività la Giulio Einaudi editore che, in qualche modo, ne raccolse il testimone, raggiungendo poi una ben più vasta fama, anche internazionale.

Non ci soffermiamo su quella più famosa, l’Einaudi, che è conosciuta anche come la casa editrice dello Struzzo, dall’emblema che la contraddistingue, ma qui rammentiamo la meno celebrata, fondata da Gobetti, durata soli tre anni, a causa della sua morte prematura.

Al centenario della Piero Gobetti editore è stato dedicato un interessante convegno, promosso dal Centro Studi Piero Gobetti, con la collaborazione di altre istituzioni culturali torinesi. Si è svolto mercoledì 6 dicembre in due sessioni.  La prima, presso la Fondazione Luigi Firpo, ha affrontato le iniziative volte a recuperare il patrimonio editoriale dell’esperienza gobettiana, tra le quali la riedizione di tutti i 114 volumi da lui stampati e la nuova pubblicazione del suo catalogo. La casa editrice, come evidenziato nelle relazioni,  fu una delle esperienze meglio riuscite della saggistica italiana d’opposizione al fascismo e si sviluppò in una Torino allora molto ricca culturalmente. La seconda parte, svoltasi al Polo del 900, ha sottolineato principalmente l’aspetto politico della sua attività.

L’editore Gobetti, in soli tre anni di operatività, pubblicò libri che spaziano dalla poesia (sua è la prima edizione di Ossi di seppia di Montale) alla politica. Vi troviamo sia testi classici, come La libertà di Mill, da lui stesso tradotta ed editata con la prefazione di Luigi Einaudi, sia opere nuove o allora recenti di Nitti, Salvatorelli, Salvemini, Sturzo, ecc. Pur convinto liberale (il suo testo più importante, che è la sintesi del suo pensiero politico, si intitola appunto La rivoluzione liberale), non rifiutò il dialogo con comunisti, socialisti e con i popolari, tra i quali Sturzo, Zadei e Igino Giordani, del quale pubblicò il saggio Rivolta cattolica, quasi un’assonanza nel titolo.

Nonostante le molte testimonianze cittadine che a lui si riferiscono: il Centro Studi, una via centrale, un teatro, un liceo scientifico, … la figura di Gobetti forse è meno conosciuta di come meriterebbe. Fu un personaggio poliedrico: in neanche venticinque anni di vita riuscì ad intraprendere un elevatissimo numero di attività. Fu un politico militante e, oltre alla casa editrice, fondò pure tre riviste. Scrisse alcuni importanti saggi (come Risorgimento senza eroi, pubblicato postumo) e collaborò con prestigiose testate giornalistiche, tra le quali L’unità di Salvemini, Il resto del Carlino e L’ordine nuovo di Gramsci.

Parlando di Piero Gobetti, non possiamo non menzionare anche sua moglie, Ada Prospero, compagna di vita e di cultura.  Infatti con lei, che  sarà poi una protagonista della Resistenza e della politica torinese del dopoguerra, tradusse dal russo novelle di Andreev e di Kuprin. Gobetti riuscì appena a vedere la nascita del loro unico figlio, Paolo, a fine dicembre 1925,in quanto morì in esilio a Parigi, nel febbraio 1926, a causa dei postumi delle violenze subite per opera di squadristi fascisti, che non tolleravano la sua fiera opposizione al regime.

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