Quanto e cosa dovremo ancora vedere, da qui al 27 ottobre quando ci saranno (finalmente) le elezioni in Israele? L’uscita più recente del ministro della Sicurezza nazionale Ben Gvir è stata la «presentazione» della forca che si sta costruendo in un carcere di massima sicurezza e che dovrebbe servire alle esecuzioni capitali dei palestinesi ritenuti colpevoli di atti di terrorismo. Nel maggio scorso lo stesso personaggio aveva dato il «benvenuto in Israele» alle decine di attivisti catturati in acque internazionali e costretti a rimanere inginocchiati faccia a terra dopo essere stati malmenati in vario modo.
Itamar Ben Gvir, avvocato, 50 anni, è il capo di Otzma Yehudit, partito religioso di estrema destra che sostiene il governo Netanyahu. Ha una lunga militanza nel radicalismo ultrasionista: rivendica con orgoglio la sua vicinanza con i gruppi che prepararono l’attentato e l’assassinio del primo ministro Isaac Rabin, nel 1995. Intanto a Gaza, fra le altre cose, gli aquiloni dei bambini vengono intercettati e abbattuti, perché potrebbero essere droni che minacciano Israele («il Manifesto», 25 agosto 2026).
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