Come raccontare la (non) accoglienza

I problemi dell’immigrazione e della difficoltà di raccontarla al di là del sensazionalismo ad una conferenza con l’inviato di guerra de La Stampa «Domenico Quirico»

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Da sinistra, Ugo Lucio Borga, Maria Teresa Martinengo e Domenico Quirico

Domenico Quirico, inviato di guerra  de «La Stampa» e inviato di guerra, Ugo Lucio Borga, fotografo, scrittore e inviato di guerra e la giornalista Maria Teresa Martinengo (la Stampa) sono stati i protagonisti della conferenza «Raccontare l’accoglienza» svoltasi nei giorni scorsi all’ ex borsa valori di Torino nell’ambito della mostra Word Press Photo.

In un’epoca dove tutto scorre velocemente ognuno di noi si forma un opinione sul tema dei migranti in base alle fonti di informazione a cui accede. Ma spesso le notizie non corrispondono alla realtà.

Secondo Quirico fino ad ora è stata raccontata la «non-accoglienza» o il «respingimento»: ciò spiega il crescere in Italia di sentimenti di odio che respingono gli inviti ad accogliere i   ai migranti considerati come un pericolo «per via di una mentalità ferma ai primi anni del ‘800» .

I giornalisti che seguono i viaggi di speranza dei migranti cercano di farli diventare, raccontando le loro storie, uomini e donne e non solo numeri. Durante le traversate per arrivare in Europa lo stato d’animo di chi emigra cambia completamente: i viaggi hanno una durata media che varia dai 3 ai 5 anni e in quel lasso di tempo l’anima di chi lascia il proprio paese e si trasforma in qualcosa di nuovo. Il viaggio cancella tutto ciò che era prima e, chi emigra, viene segnato indelebilmente dalla sofferenza e da tante prove a cui è sottoposto durante il percorso.

Il dovere di accogliere non deve essere impostato in termini di «gesto di bontà». L’ingresso di chi sbarca in Europa fuggendo da fame, guerre e persecuzioni deve essere assolutamente indiscriminato. I migranti hanno il diritto, in quanto uomini, ad entrare in Italia e andare in Europa in base alla dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo, hanno sottolineato i relatori.

Edoardo Pivato

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