Come sarà il “Centro eucaristico”

Centro congressi Santo Volto – Sabato 20 gennaio un convegno per le diocesi di Torino e Susa sulla Messa domenicale: si rifletterà sulla centralità dell’Eucaristia nella vita delle comunità e sulle forme possibili di convergenza verso un’unica celebrazione

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«Il centro eucaristico: esperienze a confronto e prospettive per il futuro»: è il titolo della mattinata di riflessione che si terrà il prossimo sabato 20 gennaio al salone del Santo Volto a Torino, dalle 9.30 alle 12.30. La giornata è organizzata dall’istituto interdiocesano per la formazione «Percorsi», insieme all’area annuncio e celebrazione degli uffici diocesani della diocesi di Torino. Sono già numerosi gli operatori pastorali ad essersi iscritti (tramite il sito della diocesi di Torino; iscrizioni aperte sino al 14 gennaio), insieme al folto gruppo di diaconi permanenti che convergeranno per il loro incontro di formazione permanente. È un segno di grande interesse per questo tema centrale e particolarmente attuale della vita della comunità cristiana.

Come ricorda il vescovo Roberto nella sua lettera pastorale, «perché si possa parlare di comunità cristiana è indispensabile che ci si incontri nel giorno del Signore nella celebrazione eucaristica e che si viva la festa di questo incontro e di questo giorno». Ora, il fatto di ritrovarsi come comunità per l’Eucaristia domenicale può apparire un fatto scontato, ma lo è sempre di meno per due motivi: il primo è quello dell’allentamento del legame con l’Eucaristia domenicale da parte di un numero crescente di fedeli, che in questo modo mostrano una percezione più sfocata dell’importanza dell’Eucaristia nella vita di fede personale e comunitaria. Il secondo motivo è quello della fatica crescente di garantire a tutte le comunità la celebrazione eucaristica domenicale, a motivo della progressiva diminuzione dei presbiteri.

In questo orizzonte si parlerà di centro eucaristico in un duplice senso: da una parte, il centro eucaristico indica la centralità dell’Eucaristia domenicale per la vita della comunità cristiana; dall’altra, in un senso più tecnico, l’espressione indica lo strutturarsi di una rete di comunità presiedute da un prete, possibilmente coadiuvato da altri preti e diaconi, intorno ad un «centro eucaristico», cioè a un luogo in cui le comunità convergono per la celebrazione domenicale.

Sappiamo come anche il più piccolo spostamento di orario delle Messe provochi nelle comunità timori e malumori, e quanto sia importante elaborare strategie pastorali perché tutto questo non sia solo patito, ma sia accompagnato e condiviso. Per questo motivo la prima parte del convegno non sarà dedicata all’approfondimento teorico e teologico del tema, ma all’ascolto di comunità cristiane che da un po’ di tempo stanno lavorando sulla questione. La scelta delle comunità da ascoltare non intende proporre soluzioni esemplari, ma esemplificative delle diverse situazioni e possibilità: in città e fuori città, nei grandi centri e nei piccoli comuni o frazioni, in parrocchie che stanno camminando verso una unità più solida, piuttosto che in realtà che desiderano custodire una propria fisionomia comunitaria; con un prete solo, o con più preti e l’aiuto dei diaconi; in parrocchie dove c’è una comunità e in quelle parrocchie dove di fatto non c’è più.

All’ascolto delle esperienze, rielaborate attraverso una griglia, seguirà un momento di condivisione e riflessione a piccoli gruppi, con l’obiettivo di proseguire la condivisione delle esperienze, ma soprattutto di rielaborare quanto ascoltato e appropriarsi dei criteri che sono emersi per ragionare e agire sulle questioni in modo saggio. La conclusione del lavoro intende da una parte allargare il tema dell’eucaristia domenicale al giorno del Signore, presentando esperienze in cui l’Eucaristia domenicale si intreccia con esperienze di fraternità e catechesi; dall’altra, si riprenderanno in mano gli Orientamenti pastorali sulle Messe festive elaborati nel 2015 che sono tuttora validi, seppure bisognosi di aggiustamenti e applicazioni ora più coraggiose, ora più specifiche per le singole situazioni.

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