Consiglio Permanente CEI, guerra e abusi

21-23 marzo – Il primo sguardo della sessione primaverile del Consiglio permanente della Cei è alla grave crisi internazionale in Ucraina che «evoca per l’Europa il fantasma di un passato che si riteneva ormai definitivamente archiviato. Invece le bombe, la distruzione, le morti ucraine e russe, la devastazione ci hanno messo di fronte a un pericolo, a una minaccia, sempre in agguato»

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«L’impatto sconvolgente della guerra ha colpito la società italiana in un momento in cui sembrava potersi concretizzare il desiderio collettivo di una stagione di ritrovata serenità, avvalorata dai numeri di una ripresa economica eccezionalmente intensa e dal progressivo superamento delle misure anti-Covid. La crisi energetica e l’aumento generalizzato dei prezzi pesano in misura considerevole sull’economia e sulla vita concreta delle famiglie, già duramente provate dalle conseguenze della pandemia. L’esperienza ci dice che la crescita economica è certamente una leva di fondamentale importanza per la ripresa complessiva del Paese, un presupposto ineliminabile, ma le sue ripercussioni sulla società non sono automaticamente virtuose».

È il commento del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale italiana, che apre la sessione primaverile (21-23 marzo 2022) del Consiglio permanente, l’ultimo per Bassetti che, avendo 80 anni, è dimissionario da presidente Cei e da arcivescovo di Perugia, e l’ultimo anche mons. Cesare Nosiglia, ormai arcivescovo emerito di Torino: «Alle porte dell’Europa una guerra devastante semina terrore, morte e distruzione. Il nostro pensiero va alle vittime, ai loro cari e a quanti sono costretti a lasciare le proprie case per cercare un luogo sicuro: uniamo la nostra voce a quella del Papa».

Il primo sguardo è alla grave crisi internazionale in Ucraina che «evoca per l’Europa il fantasma di un passato che si riteneva ormai definitivamente archiviato. Invece le bombe, la distruzione, le morti ucraine e russe, la devastazione di queste ultime settimane ci hanno messo di fronte a un pericolo, a una minaccia, sempre in agguato». Il numero degli sfollati è destinato ad aumentare e «nel prossimo futuro, se non cesseranno le ostilità, registrerà l’arrivo di persone ancora più fragili e povere di quelle che sono già riuscite a fuggire. Non si può pensare che i Paesi confinanti possano sostenere questo impegno umanitario: occorrerà che l’Unione Europea decida di attuare un vero e proprio piano di ridistribuzione dei cittadini ucraini». Anche in Italia arrivano i profughi su voli umanitari da Varsavia «e saranno accolti da 20 Caritas diocesane, numeri che cresceranno e che richiederanno un’accoglienza di non breve periodo». Per il presidente Cei «è necessario che – a tutti i livelli, da quello educativo e della comunicazione, a quello politico e giuridico – si diano risposte all’insegna della responsabilità e della solidarietà. Non è il tempo per effimere scorciatoie”.

Poi il tema degli abusi del clero sui minori, fenomeno – dice Bassetti – «che interpella nel profondo ciascuno e che non permette di abbassare la guardia. Ma, a tre anni dall’emanazione delle rinnovate linee guida, incentrate sulla garanzia per le vittime, e dalla costituzione del Servizio nazionale, è possibile dire che la rotta è tracciata e ben salda. Non solo vi è una rete di servizi che tocca ogni diocesi, ma con l’istituzione di centri di ascolto, diocesani e interdiocesani, sono stati resi disponibili luoghi dove, con persone formate e competenti, è esercitata l’accoglienza autentica delle vittime». La prossima 76ª assemblea (23-26 maggio) – dove debutterà mons. Roberto Repole, nuovo arcivescovo di Torino – dovrebbe discutere e approvare – il condizionale è d’obbligo – l’istituzione di una commissione indipendente di indagine sugli abusi negli ultimi decenni, come è successo in Francia e Germania.

Il cardinale esprime sollievo per «la sentenza e le motivazioni con cui la Corte Costituzionale ha respinto il quesito referendario sull’omicidio del consenziente, mentre c’è da sperare che nell’iter parlamentare la proposta di legge sul fine vita riconosca nel massimo grado possibile il principio di “tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”. La Chiesa conferma e rilancia l’impegno di prossimità e di accompagnamento nei confronti di tutti i malati» e invita  i credenti «a condividere la bellezza della vita umana abitata dallo Spirito del Signore, a dare corpo alle relazioni reali, a concretizzare nel quotidiano il senso dell’esistenza del cristiano: dare la propria vita nella gratuità come Gesù».

Il Consiglio permanente analizza il programma dell’assemblea generale sul tema «In ascolto delle narrazioni del Popolo di Dio. Il primo discernimento: quali priorità stanno emergendo per il Cammino sinodale?»; le attività di contrasto agli abusi; le proposte dei percorsi di accesso ai ministeri del lettorato, dell’accolitato e del catechista; le prime riflessioni sull’adeguamento degli «Orientamenti e norme per i seminari»” alla luce della «Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis».

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