Sabato 18 ottobre dalle 9.30 alle 12.30 le Chiese di Torino e Susa si danno appuntamento con l’Arcivescovo Repole per l’avvio dell’Anno pastorale, presso il Centro Congressi Santo Volto di via Borgaro. La Convocazione interdiocesana, che come lo scorso anno riunisce le due diocesi, è una tappa importante del cammino condiviso. Sarà un’occasione per pregare e riflettere; per confrontare orientamenti e momenti di ascolto e di dialogo. L’incontro sarà dedicato ad approfondire la nuova Lettera pastorale dell’Arcivescovo sulla trasmissione della fede, «La Parola sul cuore»: al centro una questione attualissima anche nel nostro territorio, dove tutti percepiamo con chiarezza che la trasmissione della fede «non è più un fatto scontato».
Nel corso della mattinata, moderata da Matteo Massaia, segretario del Consiglio pastorale interdiocesano, insieme a Repole interverranno il giornalista Riccardo Maccioni e Matteo Fadda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. Offriranno le loro risonanze sulla Lettera pastorale. Ne deriveranno spunti e prospettive che, come armoniche intorno alle parole della Lettera, intendono stimolare lo sguardo e la creatività dei partecipanti. Le voci dell’assemblea riecheggeranno nel momento di dialogo con il frutto delle riflessioni, delle esperienze, dei vissuti delle comunità parrocchiali.
Alla Convocazione sono particolarmente invitati i due Consigli presbiterali e il Consiglio pastorale interdiocesano, insieme a presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, ai direttori, referenti e collaboratori delle Curie diocesane, e alle rappresentanze dei laici delle comunità parrocchiali, delle associazioni e dei movimenti.
Come ogni anno, l’appuntamento vuole essere non solo un momento inaugurale, ma un segno di comunione. Altri momenti saranno offerti nel corso dell’anno per continuare ad approfondire ciò che il Vescovo sta consegnando alle comunità della diocesi. Sarà l’occasione per rinnovare insieme il desiderio di essere una Chiesa che ascolta, cammina e serve, portando la Parola di Dio sul cuore della storia.
Al centro, appunto, c’è la riflessione sulla trasmissione della fede. La presa d’atto del cambio d’epoca che stiamo vivendo – nel tempo della secolarizzazione – invita ad «aprire gli occhi e compiere alcune scelte per favorirla oggi, nelle nostre Chiese», nel rispetto della Grazia di Dio, della sua Onnipotenza e della libertà di ogni uomo e di ogni donna. In questo senso, l’inizio della Prima Lettera di Giovanni offre una mappa feconda e una dinamica valida anche per noi: sgombera il campo da certi automatismi presupposti e rilancia il valore, in ordine alla trasmissione della fede, della testimonianza «di cristiani – ha scritto l’Arcivescovo – che si sentono autenticamente in cammino nel sentiero tracciato da Cristo, che hanno un rapporto continuo e reale con Lui, che coltivano una vita di preghiera, che cercano di annunciare agli altri quel Vangelo che per loro stessi è vitale, che comunicano ciò che li fa vivere e li rende realmente gioiosi».


