Corso Grosseto, aperto il nuovo Centro servizi “Casapop”

Periferia Nord – Sabato 4 dicembre nel cuore delle Case popolari di corso Grosseto è stato inaugurato il nuovo Centro Servizi “Casapop”, luogo di aiuto al cittadino e alle famiglie fragili. Il locale è stato concesso in comodato da Atc alla parrocchia San Giuseppe Cafasso guidata da don Angelo Zucchi

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La parrocchia intitolata a San Giuseppe Cafasso, maestro e confessore dei santi sociali torinesi, si arricchisce di un nuovo servizio: «Casapop», un luogo di aiuto e aggregazione alla cittadinanza di Borgo Vittoria e alle famiglie fragili. È stato presentato sabato 4 dicembre dal parroco, don Angelo Zucchi, alla presenza delle realtà di volontariato della parrocchia (in corso Grosseto 72) che non a caso ha come slogan «Il Centro della periferia», poiché è un punto di riferimento per Torino Nord – tra le zone più problematiche della città, a cavallo tra la Barriera di Milano e Borgo Vittoria.

All’inaugurazione di «Casapop», che il parroco e i suoi collaboratori hanno organizzato come una sorta di «pellegrinaggio» nei presidi dove la parrocchia è un salvagente per chi fa più fatica, hanno partecipato tra gli altri Emilio Bolla, presidente Atc (Azienda Territoriale per la Casa) che ha offerto il locale in comodato alla parrocchia, Wally Falchi per la Caritas diocesana, il consigliere regionale Silvio Magliano, Carlotta Salerno, assessore ai Servizi educativi e alle Periferie del Comune, Alfredo Ballatore consigliere della Circoscrizione 5 e Gian Michele Vinelli amministratore delegato di Spazio Group, la concessionaria di via Ala di Stura che supporta con donazioni i progetti solidali della parrocchia. A dare il «là» alla visita, il messaggio dell’Arcivescovo mons. Nosiglia che al Cafasso è di casa proprio perché questa comunità incarna il modello di «Chiesa in uscita» di Papa Francesco: «dare vita ad un alloggio dentro le case popolari per attivare uno sportello di assistenza legale in stretta collaborazione con la Caritas parrocchiale è quanto di più efficace e ricco di prospettive si poteva immaginare» ha scritto mons. Nosiglia. «Mi auguro che si possa attivare un servizio che risponda a quanto spesso la gente chiede e che purtroppo esige lunghe attese agli sportelli statali o comunali».

E prima di arrivare a «Casapop», la delegazione è stata accompagnata a «toccare con mano» le varie opere educative e solidali della parrocchia. Prima tappa, l’Istituto Cafasso in cui la preside, Simona Beschin, ha illustrato l’attività educativa dell’unica scuola paritaria di Torino Nord frequentata da 530 allievi tra materna, primaria e medie. Poi il Centro Caritas dove, come ha spiegato la coordinatrice Maria Vultaggio, ogni settimana, tra l’altro, si distribuiscono soprattutto nelle case popolari 200 pacchi viveri in collaborazione col Banco Alimentare, senza contare il servizio mensa parrocchiale. Ultima tappa, «Casa Domus», 4 alloggi con 7 posti letto ciascuno dove dal 2018 vengono ospitate famiglie sfrattate o senza dimora in attesa di alloggio. Sessanta ad oggi le persone che vi hanno abitato temporaneamente.

Ci sarebbero altre tappe significative, come l’oratorio e la Comunità ecumenica, l’unica realtà di famiglie africane della diocesi accolta al Cafasso. Ma non c’è tempo, don Angelo tra un’ora deve sposare una coppia di parrocchiani…

Ed eccoci a «Casapop», nel cuore delle Case popolari dove lo scorso anno in uno dei cortili, in occasione della Solennità dell’Immacolata, è stata inaugurata da mons. Nosiglia, un’urna con la statua di padre Pio voluta dagli inquilini emigrati dal Sud. Perché questa parrocchia da sempre è casa per gli immigrati di ieri e di oggi.

«Casapop» ha spiegato don Zucchi, messo a disposizione da Atc all’associazione «Altrocanto» che opera in parrocchia, è all’interno del complesso di Case popolari, in corso Grosseto 117 ed era affittato come locale commerciale ad un’attività (un ex vineria) che poi ha chiuso. In condizioni di abbandono, è stato rimesso a nuovo in questi mesi dai volontari (i lavori sono ancora in corso): Atc lo ha concesso all’associazione «nella consapevolezza che questo non solo permetterà di presidiare uno spazio rimasto sfitto, ma metterà a disposizione un luogo per attività sociali che andranno anche a beneficio degli abitanti più fragili e in difficoltà che vivono in questo quartiere» ha evidenziato il presidente dell’Atc del Piemonte Centrale, Emilio Bolla.

L’inaugurazione è stata anche l’occasione per ricordare «che il quartiere tra corso Grosseto e via Sospello, il 16° ex Iacp» come precisato Bolla «è tra i luoghi individuati dalla nostra Agenzia candidati ad usufruire dei fondi del Piano nazionale complementare al Pnrr, messi a disposizione dalla Regione. Con l’arrivo di queste risorse si potrà avviare una complessiva riqualificazione del complesso edilizio, dove gli ultimi lavori di manutenzione straordinaria importanti risalgono ai primi anni 2000 con i fondi del Pru (Piano di riqualificazione urbana)».

Il villaggio, tra i primi edificati in città, è stato realizzato su progetto dell’architetto istriano Umberto Cuzzi (1891-1973): 16° quartiere ex Iacp, compreso tra corso Grosseto, via Sospello e via Chiesa della Salute, è l’esito del concorso bandito nel 1927 dall’Istituto fascista per le case popolari per la progettazione di un insediamento di edilizia popolare in Borgata Vittoria. Inaugurato nel 1930, era dotato di tutti i servizi per essere autosufficiente in un contesto allora extraurbano: i 614 alloggi distribuiti in 18 edifici di cinque piani fuori terra erano infatti dotati di servizi all’avanguardia come portineria, bagni, lavatoi, negozi, asilo nido (ora Casa Pop), piscina (in disuso), cappella per le funzioni religiose.

Attualmente nelle case popolari di via Sospello, come ha precisato don Zucchi, ci sono 500 alloggi, molti in condizioni di degrado, 80 sfitti, alcuni occupati abusivamente. Qui vivono oltre mille persone, famiglie con problemi di disoccupazione, stranieri, anziani soli come la signora Altieri che abita e custodisce l’alloggio che fu la prima cappella intitolata al Cafasso da cui nacque la parrocchia negli anni ’30.

«L’inaugurazione di un luogo di aiuto al cittadino e alle famiglie fragili, nel cuore delle Case Popolari, al centro della periferia nord di Torino», ha concluso don Angelo Zucchi, «è un segno di speranza per tutti. Come la fontana che stava al centro di un antico villaggio o come un’oasi nel deserto, vogliamo continuare ad essere il segno di un Altro mondo in questo mondo. Quasi un pezzo di Paradiso in terra».

Foto gallery a cura di Renzo Bussio 

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