Cottolengo, Hospice a Chieri per 21 malati

Dal prossimo autunno – La Casa Cottolengo di Chieri diventerà un Hospice che accoglierà 21 posti letto per pazienti bisognosi di cure palliative e della terapia del dolore. Si tratta del «Cottolengo Hospice», il progetto presentato il 10 febbraio, alla vigilia della Giornata Mondiale del Malato, alla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino. GALLERY

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La presentazione del "Cottolengo Hospice" - foto Pellegrini

La Casa Cottolengo di Chieri (via Cesare Balbo 16) dal prossimo autunno diventerà un Hospice che accoglierà 21 posti letto per pazienti bisognosi di cure palliative e della terapia del dolore, soprattutto nella fase terminale della vita.

Si tratta del «Cottolengo Hospice», il progetto presentato mercoledì 10 febbraio, alla vigilia della Giornata Mondiale del Malato, alla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino.

L’opera ha ricevuto l’approvazione della Regione Piemonte lo scorso dicembre; i lavori di adeguamento della struttura, già consona come dimensioni ad ospitare il servizio, inizieranno nelle prossime settimane, anche grazie al sostegno della diocesi di Torino e della società Iren Energia.

La struttura sarà a servizio di una vasta area della Città metropolitana di Torino dove il fabbisogno per i pazienti non è ancora soddisfatto totalmente.

La Casa Cottolengo di Chieri dove sorgerà l’Hospice – foto Pellegrini

Alla presentazione dell’Hospice sono intervenuti il padre generale della Piccola Casa don Carmine Arice, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia, il direttore generale dell’Ospedale Cottolengo Gian Paolo Zanetta  e l’amministratore delegato di Iren Energia Giuseppe Bergesio.

Erano presenti, inoltre, rappresentanti delle istituzioni del mondo della Sanità regionale, fra cui il direttore generale dell’Asl To 5 (Chieri), della Pastorale della Salute e il parroco del Duomo di Chieri (parrocchia Santa Maria della Scala) don Marco Di Matteo.

«Quando sono stato eletto padre generale», ha sottolineato don Carmine Arice nel presentare il «Cottolengo Hospice», «mi sono trovato immediatamente ad affrontare, sulla scia del servizio che precedentemente svolgevo nell’Ufficio Cei per la Pastorale della Salute, un acceso dibattito su temi legati alla cura della persona nella fase terminale della vita. In quell’occasione ebbi modo di manifestare, in diverse circostanze e luoghi, riflessioni circa l’importanza di accompagnare a tutto tondo le persone che hanno bisogno di cure palliative e le loro famiglie, convinto che la risposta alla sofferenza dell’uomo – soprattutto quando è acuta – non è un ragionamento teorico, ma una presenza che si china sul malato con amore, tenerezza, concretezza e si prende cura di lui».

Non a caso l’Hospice sorgerà nell’edificio dove san Giuseppe Benedetto Cottolengo è morto il 30 aprile 1842 dopo essersi infettato di tifo curando i malati nel corso di una terribile epidemia. «Proprio in quel luogo», ha evidenziato padre Arice,  «vogliamo accompagnare le persone a concludere la loro giornata terrena con dignità».

«Si tratta di un servizio molto atteso e richiesto», ha sottolineato l’Arcivescovo, «che intende favorire le cure terapeutiche e l’accompagnamento sanitario, umano e spirituale dei pazienti. La scelta del Cottolengo e della diocesi di Torino di impegnarsi in questo campo credo sarà non solo accolta con grande favore dalle famiglie che hanno congiunti che si trovano nella dolorosa situazione del fine vita, ma anche dall’intero sistema sanitario pubblico e privato del nostro territorio».

Mons. Nosiglia ha poi rivolto l’appello alla Regione Piemonte «affinché possa agevolare in ogni modo questa opera offrendo anche un supporto finanziario, insieme alla diocesi e ai benefattori del Cottolengo, appropriato al costo complessivo di una realtà di eccellenza che fa onore alla sanità piemontese». Infine l’auspicio dell’Arcivescovo «che anche tanti fedeli e le fondazioni bancarie contribuiscano a quest’opera con la loro preghiera e il loro apporto, anche modesto, ma che è pur sempre un segno di viva partecipazione a quest’opera che merita tutta la nostra solidarietà».

«La pandemia», ha osservato il presidente della Regione, Alberto Cirio, «ci ha insegnato che sulla sanità non si deve tagliare ma investire valorizzando in particolare la medicina territoriale. Il scelta del Cottolengo va, quindi, nella direzione della sussidiarietà, fondamentale per offrire risposte adeguate ai cittadini». Cirio ha, infine, espresso la necessità di potenziare i sostegni pubblici alla sanità non profit per il fondamentale servizio che svolgono sul territorio.

Per effettuare donazioni a sostegno dell’Hospice

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