Cresce la paura al Parco Dora, “qui è terra di nessuno”

Periferie – Anche il parroco del Santo Volto suona l’allarme sulla delinquenza nelle strade, rapine e aggressioni al Parco Dora, ragazzi nel mirino delle bande di quartiere. Costituito un Comitato di cittadini per denunciare la situazione

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foto Andrea Pellegrini - La Voce e il Tempo

Tra i residenti degli edifici che si affacciano sul Parco Dora, in particolare nell’area di via Livorno e dell’Environment Park, aumenta la paura, soprattutto sulla sicurezza dei ragazzi. Nelle ultime settimane la zona è stata teatro di almeno tre aggressioni con furto a danno di adolescenti che frequentano le scuole medie o i primi anni delle superiori. Si tratta di bande di ragazzi minorenni o neo maggiorenni che nel «deserto» del Parco Dora prendono di mira coetanei o poco più piccoli per furti, ma anche aggressioni vere e proprie.

Il Paro Dora, nato nel 2011 sulla cenere delle fabbriche dismesse (l’ultimo lotto è stato inaugurato nell’estate 2021), non è mai pienamente decollato come luogo di aggregazione e di iniziative a beneficio dei quartieri delle Spine, sorti a partire dal 2005. Il Comune ha recentemente provato un rilancio portando nel parco grandi eventi, come Terra Madre-Salone del Gusto, ma ancora manca un progetto di largo respiro.

Alcuni residenti hanno costituito un comitato, chiamato «Comitato per la sicurezza di Spina 3 e del Parco Dora»  per denunciare la situazione alle istituzioni in primo luogo a salvaguardia della sicurezza dei propri figli.

L’assessore con delega alle Politiche per la Sicurezza Gianna Pentenero e il presidente della Circoscrizione 4 Alberto Re hanno subito incontrato le famiglie dei ragazzi aggrediti. Insieme al Comandante della Polizia Municipale e al coordinatore al Verde della Circoscrizione 4 Lorenzo Ciravegna hanno poi effettuato un sopralluogo con i cittadini.

«Come residenti degli edifici che si affacciano sul Parco Dora dal lato di via Livorno, circa 1.450 famiglie»,  sottolinea Mariella Grisà, coordinatrice del neonato Comitato, «siamo molto preoccupati sui fenomeni di delinquenza che si stanno intensificando nel parco: 3 agguati nel giro di 20 giorni. In particolare vengono presi di mira ragazzi minorenni che subiscono furti di smartphone, portafogli o giubbotti, ma anche percosse, con schiaffi, pugni, calci, sputi… È chiaro che sia noi che i nostri figli ora viviamo nella paura».

I cittadini hanno dunque espresso alle istituzioni e alle forze dell’ordine le criticità della zona chiedendo interventi non più procastinabili.

«In primo luogo», evidenzia la Grisà, «in alcune zone manca totalmente l’illuminazione, in particolare nelle vie che collegano le abitazioni al parco, proprio quelle percorse ogni giorno dai nostri ragazzi. Chiediamo poi l’installazione di un sistema di videosorveglianza: il quartiere Spina 3 è stato, infatti, costruito con isole pedonali sopraelevate collegate da dei ponti, in cui le pattuglie con una volante faticano ad arrivare, se non a piedi».

Infine i residenti hanno posto l’attenzione sulle aree di cantiere, da oltre un decennio abbandonate al degrado, di proprietà di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi): «si tratta di terreni», sottolineano i residenti, «che diventano rifugio per persone tossicodipendenti o malintenzionati: chiediamo dunque vengano ripuliti, con lo smaltimento dei rifiuti lì abbandonati, e chiusi».

Le istituzioni hanno risposto rafforzando i presìdi delle forze dell’ordine nella zona, con controlli mirati.

«Insieme all’assessora Pentenero abbiamo subito incontrato le famiglie dei ragazzi vittime delle aggressioni», evidenzia il presidente della Circoscrizione 4 Alberto Re, «come segno di vicinanza dell’amministrazione cittadina e di quartiere. Abbiamo ascoltato le richieste dei residenti rilevando criticità su cui è necessario intervenire con azioni immediate e a lungo termine. Certamente va rafforzata l’illuminazione e vanno chiuse le aree cantiere di proprietà di Rfi».

Alberto, Re, presidente della Circoscrizione 4

Guardando al futuro la Circoscrizione prospetta la nascita di un percorso di progettazione partecipata affinchè il parco sia abitato e non resti ‘terra di nessuno’: «durante il sopralluogo di istituzioni e forze dell’ordine», prosegue Re, «è emersa la coesione dei residenti che hanno mostrato una partecipazione attiva della cittadinanza: i cittadini possono, infatti, essere motore di attività e iniziative per far vivere gli spazi pubblici, attraverso un presidio positivo che allontani il degrado e fenomeni di delinquenza».

L’Amministrazione comunale e la Circoscrizione guardano anche ad azioni per i ragazzi che vagano nel parco nel tempo libero: «intendiamo coinvolgere i servizi sociali e le attività a sostegno dei minori», prosegue il presidente Re, «come l’educativa di strada, per ‘agganciare’ i gruppi di ragazzi più difficili che si ritrovano nelle aree verdi e proporre percorsi di protagonismo giovanile per rivitalizzare zone non frequentate del parco».

I residenti hanno denunciato anche la presenza di un’area giochi per bambini lasciata al degrado: «se questi spazi non vengono utilizzati per i bambini», sostiene Re, «potrebbero divenire un luogo da destinare proprio agli adolescenti progettando insieme a loro l’utilizzo».

Le vicine parrocchie Stimmate di San Francesco e Santo Volto rispondono da tempo al disagio giovanile con le numerose attività proposte dagli oratori: alle Stimmate la parrocchia nell’autunno 2019 inaugurò un nuovo complesso oratoriano su un’area di 400 metri quadri al posto del vecchio cinema Umbria: ancora oggi è la scommessa della parrocchia sulle grandi periferie in trasformazione che ha scelto di investire proprio sull’oratorio come luogo educativo e di aggregazione a servizio del territorio.

Nel tempo di Quaresima l’oratorio delle Stimmate ha organizzato due settimane comunitarie per i ragazzi delle medie, ed è rimasto aperto il Giovedì e il Venerdì Santo nelle vacanze di Pasqua. I giovani stanno poi proponendo diverse iniziative di autofinanziamento per la partecipazione alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona.

Il parroco delle Stimmate don Tonino Borio con i ragazzi dell’oratorio

«Alcuni animatori», sottolinea il parroco don Tonino Borio, «sono venuti a parlarmi della situazione di insicurezza al Parco Dora, dovuta alla mancanza di attività aggregative; il parco rappresenta certamente un’occasione, ma deve essere abitato dalle associazioni del territorio per progetti sociali».

Don Mauro Giorda, parroco del Santo Volto

Anche il parroco del Santo Volto, don Mauro Giorda, denuncia la situazione di degrado e di incuria in cui ormai da tempo versa tutta la zona intorno alla parrocchia, lungo via Nole: «un vero disastro». L’ampia area verde negli ultimi mesi è diventata sempre più un «deserto» favorendo, quindi, il proliferare di fenomeni di delinquenza come lo spaccio di droga. «Lo spaccio è sotto gli occhi di tutti», evidenzia don Giorda, «sia dalla parrocchia che dai condomini che si affacciano sul parco si vedono spacciatori in azione, in particolare alla sera, ma in generale a tutte le ore».  Il giardino un tempo era frequentato da famiglie con bambini, dai lavoratori degli uffici della zona che trascorrevano lì la pausa pranzo. Erano numerose le persone che tutti i giorni utilizzavano gli spazi per la corsa che poi proseguiva nell’altra area del Parco Dora tra via Borgaro e via Livorno. Ora tutto ciò non c’è più. «I lavori si sono protratti troppo a lungo», prosegue il parroco, «l’area è stata trascurata, tanto che ora non è più frequentata ed è divenuta anche pericolosa: non sono state favorite attività di aggregazione lungo tutto l’anno, a parte eventi sporadici». La parrocchia, come già accennato recentemente su questo giornale, sta progettando di allargare il cortile dell’oratorio inglobando anche un’area di proprietà della diocesi attualmente non recintata e «nascosta», poco illuminata la sera e la notte: è proprio uno dei luoghi dove si rifugiano i pusher. Anche in quest’area non manca la paura per la sicurezza dei ragazzi: «è accaduto», racconta don Giorda, «che degli animatori venissero derubati di ritorno a casa dopo le attività oratoriane».

L’oratorio del Santo Volto rappresenta la “piazza” del quartiere, luogo di incontro per bambini, ragazzi, giovani e famiglie che si ritrovano in particolare il sabato pomeriggio e la domenica. I cortili sono poi aperti anche due pomeriggi in settimana, oltre alle attività dei gruppi giovanili che si incontrano la sera o il sabato. Numerose le attività portate avanti anche in sinergia con gli altri oratori dell’Unità pastorale. Nei mesi estivi l’oratorio, compreso il cortile degli Uffici della Curia diocesana, si colora con l’Estate Ragazzi che accoglie un centinaio tra bambini e ragazzi seguiti dagli animatori.

1 COMMENTO

  1. Ciao.A me mi hanno aggredito 1 settimana fa 2 ragazzi persiani, le ore quasi 21… ormai carabinieri non ce la fanno con questi.P.S: io ho 185 e 90kg…imaginativi che se succederà con una femmina…

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