Da Borgo Vittoria alla Biennale di Venezia

Eccellenze in periferia – C’era anche Borgo Vittoria sul «red carpet» dell’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia: Valerio Angelo Lapaglia, 34 anni, stilista del Salone «Angelo Lapaglia parrucchieri» di via Chiesa della Salute, per il 2° anno consecutivo è stato scelto, con altri 40 parrucchieri italiani, nel «Dream Team di Kérastase e L’Oréal Professionnel», la squadra  che si è occupata di acconciare attori, attrici, modelle e cantanti alla Biennale

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Finalmente una buona notizia dalla periferia torinese che occupa spazio nei media spesso solo per episodi di cronaca nera e degrado. Anche in periferia nascono talenti e si trovano eccellenze: c’era anche Borgo Vittoria sul «red carpet» dell’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia conclusa il 9 settembre scorso. Valerio Angelo Lapaglia, 34 anni, stilista del Salone «Angelo Lapaglia parrucchieri» di via Chiesa della Salute, per il secondo anno consecutivo è stato scelto con altri 40 parrucchieri italiani di cui 4 dal Piemonte nel «Dream Team di Kérastase e L’Oréal Professionnel», la squadra  che si è occupata di acconciare attori, attrici, modelle, cantanti e personaggi dello spettacolo che ogni anno affollano il Lido di Venezia per la Biennale e sfilano sul celebre tappeto rosso per essere immortalati da fotografi e  media di tutto il mondo.

Una bella soddisfazione per Valerio Angelo che, con papà Angelo, mamma Eugenia e Stefania tutti parrucchieri professionisti, formano uno staff affiatato sempre all’avanguardia sulle nuove tendenze ma attenti alle esigenze di tutte le età della clientela. Creatività e cura per chi si affida alle loro mani che non è sfuggita alla Kerastase, marchio leader mondiale nei prodotti della cura dei capelli, nato a Parigi nel 1964 e sviluppato dalla ricerca avanzata nell’ambito della divisione dei prodotti professionali del gruppo L’Oréal che ha uno stabilimento a Settimo.

Ma è proprio dalla casa madre di Parigi che tre anni fa Valerio Angelo, si è fatto notare postando sui social le sue acconciature. «Abbiamo ricevuto telefonata a sorpresa da Parigi» spiega Valerio «mai avremmo pensato che venisse scelto il nostro Salone tra i tanti a Torino che si servono dei prodotti Kerastase. E così sono stato selezionato per un progetto internazionale: dal 2021 sono entrato a far parte della squadra «Digital Ambassador L’Oréal Professionnel e Kérastase», una sorta di ambasciatori del marchio sui social dove pubblicizziamo i nostri servizi di acconciatura. Di qui, grazie al nostro lavoro nel Salone e ai miei maestri, i miei genitori Angelo ed Eugenia, sono stato chiamato come acconciatore alla Biennale di Venezia. Un’esperienza professionale unica per l’esposizione internazionale e per la ‘clientela’ (Valerio si schernisce, non vuole nominare i ‘vip’ che ha pettinato e che hanno sfilato sul red carpet, ma sono numerosi) ma anche un regalo alle nostre clienti a cui cerchiamo di offrire la stessa attenzione che ho dedicato ai protagonisti della Biennale».

Valerio racconta che ogni mattina veniva prelevato con una lancia, le barche taxi della laguna, nel suo albergo insieme ai colleghi (parrucchieri, truccatori e addetti al look) e portati al celebre Hotel Excelsior del Lido dove le celebrità venivano acconciate e truccate per la passerella del red carpet. «Cercando di vincere l’emozione con alcuni di loro si è instaurato un rapporto di confidenza» prosegue Valerio «come con le mie clienti di Torino ho cercato di venire incontro alle loro richieste cercando il più possibile, pettinandole, di far venire fuori il meglio della loro personalità».

Chiediamo a papà Angelo perché, nonostante questo riconoscimento, il suo Salone rimane in periferia: «Ho iniziato la mia professione nel 1983 in Borgo Vittoria, quando via Chiesa della Salute aveva la fama di ‘via  Roma di Torino nord’. Da allora con mia moglie ne abbiamo fatta di strada fino allo staff di oggi con mio figlio e Stefania. Abbiamo clienti storici e giovani del Borgo ma anche dal centro e dai quartieri ‘alti’.

Finchè potremo rimarremo qui perchè è un modo per valorizzare la periferia sempre più abbandonata: qui sono tante le persiane di negozi anche di pregio che si sono abbassate per via dell’impoverimento di questo territorio. Eppure in periferia ci sono talenti, professionalità e voglia di fare: per questo tanti commercianti come noi resistono ma chiediamo all’amministrazione di investire sulle  Borgate Storiche come la nostra: se le periferie vengono dimenticate si impoverisce  tutta la città».

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