Da Matera al Duomo di Torino il presepe di Artese

Inaugurato il 7 dicembre – L’opera sarà visitabile in Cattedrale fino al 2 febbraio. Si tratta del presepe della Basilicata dell’artista Francesco Artese, modello dei presepi monumentali della tradizione lucana. Per onorare la nostra regione, terra di santi, tra i personaggi campaiono il santo Cottolengo, San Giovanni Bosco, San Domenico Savio e il beato Pier Giorgio Frassati. GALLERY

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foto Bussio

L’inaugurazione alla Vigilia dell’8 dicembre per un’opera che fino al 2 febbraio i visitatori e i fedeli del duomo di Torino potranno ammirare in cattedrale. Si tratta del presepe della Basilicata dell’artista Francesco Artese, modello dei presepi monumentali della tradizione lucana.  «È un messaggio», spiegano, «con significati di pace e di speranza, che viaggia dalla provincia del Mezzogiorno d’Italia alle cattedrali del mondo. Viene da un luogo in cui il tempo sembra scorrere più lentamente, a ricordare nella frenesia di tutti i giorni che il Natale può essere ovunque, che la luce ritorna, e che l’uomo nella fede divina può trovare un sollievo alle pressioni e alle ansie della vita. Come una lettera in una bottiglia lanciata nell’oceano della quotidianità, arriva a portare i valori cristiani di fede, ambientati nelle scene dell’antica cultura lucana».

La Natività creata dall’artista è rappresentata nel paesaggio dei Sassi di Matera, uno dei luoghi più antichi del mondo. L’opera racconta il patrimonio

materiale e immateriale lucano «in un viaggio figurato che dall’habitat rupestre patrimonio Unesco conduce virtualmente in tutta la regione. La semplicità evangelica diventa semplicità espressiva, immune al passare del tempo, e rivive una ritualità antica.

Lo sguardo si perde tra la ricostruzione di vicoli e vicinati, e sembra di risentire l’eco delle voci della gente, della vita lenta ma operosa, in uno spazio cristallizzato come in un’eterna attesa di rinascita».

Ma non poteva mancare un tocco piemontese, per onorare la nostra regione, terra di santi, così tra i personaggi campaiono il Santo Giuseppe Benedetto Cottolengo, San Giovanni Bosco, San Domenico Savio e il beato Pier Giorgio Frassati… Poi è rappresentata la famiglia di emigranti con la valigia di cartone, elementi della storia lucana che ritornano ancora oggi nella storia di tanti uomini e donne che attraversano le città e desiderano un futuro migliore.

Santi e persone sofferenti, persone semplici – oltre 120 –  tutti orientati a ritrovare nello sguardo sulla Natività la forza della speranza e della gioia per continuare il cammino.

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