Dai bombardamenti ai giochi in oratorio

Torino – Sono numerosi gli oratori estivi della diocesi torinese che hanno accolto bambini e ragazzi ucraini nelle attività che sono ripartite a pieno regime dopo due anni di restrizioni per la pandemia. Mamme, papà, volontari, animatori ed educatori con i propri sacerdoti si sono mobilitati per offrire un’accoglienza curata in ogni aspetto, facilitata dallo stile informale dell’oratorio

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foto Bussio

I timori per la difficoltà della lingua sono svaniti in pochi secondi. La lingua del cuore e dell’accoglienza, di cui gli oratori sono maestri, ha subito prevalso. Sono numerosi gli oratori estivi della diocesi torinese che hanno accolto bambini e ragazzi ucraini nelle attività che sono ripartite a pieno regime dopo due anni di restrizioni per la pandemia. Mamme, papà, volontari, animatori ed educatori con i propri sacerdoti si sono mobilitati per offrire un’accoglienza curata in ogni aspetto, facilitata dallo stile informale dell’oratorio che diventa «ospedale da campo», luogo di frontiera, in grado di donare a questi piccoli che vivono drammi nel proprio cuore la dimensione del gioco e dell’allegria, aspetti che sono venuti meno anche nel tempo del Covid.

In particolare per due settimane, dal 20 giugno al 1° luglio hanno preso parte alle attività estive degli oratori 30 bambini e ragazzi ucraini ospitati presso il Centro di accoglienza della Regione Piemonte per minori non accompagnati «Cascina Torta» in strada del Drosso alla periferia sud di Torino.

La Regione a inizio giugno aveva lanciato un appello per l’inserimento di questi bambini negli oratori alla Caritas Diocesana che si era subito rivolta all’associazione NOI Torino per far arrivare la richiesta ai numerosi centri oratoriani che stavano per avviare le esperienze estive.

Gli oratori che hanno risposto all’appello sono Sant’Anna e Sant’Alfonso in Borgo Campidoglio, Risurrezione del Signore in Barriera di Milano, Natale del Signore a Santa Rita, Santi Angeli Custodi in Centro città, San Giorgio Martire alla Crocetta e la parrocchia Madonna dei Poveri a Collegno.

L’accoglienza si è conclusa in quanto per i piccoli ospitati a «Cacina Torta» dal 4 luglio ha preso il via un progetto educativo estivo promosso dalla fondazione Agnelli.

I bambini e ragazzi sono stati invitati a partecipare alle feste finali degli oratori estivi in cui hanno partecipato e a mantenere i contatti con i propri animatori e le famiglie che li hanno seguiti e con cui si è creato un legame.

La NOI Torino, inoltre, con la Regione Piemonte e la fondazione Compagnia di San Paolo sta avviando un nuovo progetto per l’accoglienza dei profughi ucraini negli oratori estivi: «fino a settembre», spiega il presidente della NOI Torino don Stefano Votta, «ci sarà dunque possibilità di inserire bambini negli oratori che proseguono con l’Estate ragazzi. Inoltre si sta anche organizzando un campo estivo, a settembre, presso la Casa alpina Pier Giorgio Frassati di Cesana Torinese».

Ma sono tanti altri gli oratori che nella diocesi di Torino hanno spalancato i cancelli dei propri cortili a bambini e ragazzi ucraini attraverso diverse associazioni o fondazioni che si occupano dell’accoglienza.

«Il bilancio è molto positivo», evidenzia don Votta, «abbiamo sperimentato un’integrazione a 360°, non solo formale: gli oratori hanno dato prova di un’ospitalità d’eccellenza perché hanno saputo parlare il linguaggio dell’amore che porta a comprendere che siamo ‘Tutti fratelli’, l’unica strada per costruire una pace autentica di cui più che mai il mondo ha bisogno, e lo si può fare proprio a cominciare dal modello dell’oratorio».

Per offrire la disponibilità a nuovi progetti di accoglienza negli oratori estivi, fino a settembre, è possibile contattare direttamente il presidente della NOI Torino don Stefano Votta: presidente@noitorino.it.

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