Dal Parco Dora “la primavera torinese”

Intervista – L’assessore torinese al turismo e allo sport, Domenico Carretta, illustra le strategie per il rilancio della città dopo il Covid: l’amministrazione Lo Russo punta sul Parco Dora dove a settembre si terrà Terra Madre – Salone del Gusto

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Prosegue la serie di interviste de La Voce e Il Tempo agli assessori della nuova Giunta presieduta dal sindaco Stefano Lo Russo. Questa settimana abbiamo incontrato Domenico Carretta, assessore allo Sport, al Turismo, ai Grandi eventi, al Tempo libero e ai Rapporti con il Consiglio Comunale.

Assessore Domenico Carretta

Assessore Carretta, tra i settori più colpiti dal Covid c’è certamente anche il turismo. Partendo dai dati quali azioni state mettendo in campo perché Torino possa riprendere ad attrarre turisti e visitatori?

Continuiamo a trovarci in un periodo complicato. L’unico modo che abbiamo per superare questo momento di crisi, dovuto al Covid e non solo, è quello di «fare sistema», ovvero valorizzare, ordinare, pianificare e organizzare al meglio l’offerta turistica in modo da presentare quanto di indubbiamente bello ha Torino. C’è un aspetto che da una parte ci gratifica e dall’altra però deve allarmarci: quello stupore che invade ogni turista che scopre Torino. L’obiettivo che ci poniamo per i prossimi anni è dunque quello di limitare al minimo lo stupore per farlo diventare una certezza: il turista deve essere convinto di trovare ospitalità nel migliore dei modi in una città che deve tornare ad essere considerata una meta turistica d’eccezione nello scacchiere nazionale ed internazionale: il capoluogo piemontese ha tutte le potenzialità per esserlo.

Arriveranno sostegni pubblici per rilanciare un comparto piagato prima dalla pandemia e ora dall’aumento alle stelle delle utenze, oltre all’instabilità dovuta alla guerra in Ucraina?

La scorsa settimana la Giunta ha liberato per la città 113 milioni di euro di fondi del Pnrr per la Città Metropolitana che andranno a sostenere diversi distretti culturali e sportivi, fra cui sono previsti progetti per favorire l’accessibilità e la fruibilità di alcuni comparti importanti. In particolare c’è il supporto allo sport che sarà valorizzato e restituito alla città: penso in particolare alle piscine comunali. Era il primo banco di prova e non ce lo siamo fatti sfuggire, pur con tempi molto ristretti a disposizione. Potremo poi contare su altre risorse su cui stiamo lavorando.

Sono numerosi gli impianti sportivi nelle Circoscrizioni che hanno chiuso i battenti negli ultimi anni, e numerosi quelli in difficoltà…

Certamente, ed è per questo che insieme agli 8 assessori allo Sport delle Città Metropolitane d’Italia abbiamo chiesto al premier Draghi importanti misure di sostegno per far fronte ad un cataclisma che interessa in primo luogo le piscine, che per loro natura devono sostenere delle importanti spese di utenza, ma in generale tutte le attività sportive, e non solo. Stiamo valutando ogni occasione per fare in modo di superare questo periodo difficile non solo per l’impiantistica, ma anche per le famiglie e le imprese. Ci troviamo di fronte ad un problema che va affrontato di petto coinvolgendo tutti i livelli istituzionali, dal Ministero, alle Regioni, alla Città Metropolitana arrivando fino ai Comuni.

Torino è ricca di numerosi enti che promuovono lo sport di base, fra cui quelli delle parrocchie, degli oratori, delle realtà ecclesiali. Abbiamo tutti ancora impresse negli occhi le immagini del «PalaSermig» inaugurato dal Presidente Mattarella lo scorso novembre in via Carmagnola, realizzato in appena 10 mesi in una porzione della periferia nord abbandonata al degrado. Può diventare un modello?

Il Sermig è l’emblema della voglia di restituire pezzi di città alla città attraverso la costruzione di relazioni importanti. L’emozione di quella giornata è ancora nei nostri cuori, anche per le parole che ci ha consegnato il Presidente Mattarella, e ci deve spronare a fare in modo che queste occasioni non vengano gettate al vento. Il Palazzetto del Sermig, nel quartiere Aurora, rappresenta un tassello importante nell’idea di sport che è necessario costruire: uno sport che diventa integrazione, riscatto sociale, miglioramento della qualità della vita. Stiamo facendo un lavoro importante a sostegno del tessuto di base dello sport torinese: Torino ha una grande tradizione sotto questo profilo che negli ultimi tempi si è sfilacciata per vari motivi, fra cui la pandemia. Abbiamo intenzione di riannodare quei fili che si erano allentanti. Sostenere queste realtà significa sostenere il rilancio di Torino che sta iniziando a guardare al futuro con un po’ più di ottimismo.

L’inaugurazione del “PalaSermig” nel novembre 2021 con il Presidente Mattarella

Ci sono importanti grandi eventi in programma. Come vi state preparando?

Parto da un presupposto: i grandi eventi non vanno a fagocitare i piccoli appuntamenti, ma rappresentano occasioni per rilanciare quanto di eccellente abbiamo sul territorio. È ovvio che devono essere sfruttati in tutta la loro potenzialità.
L’Eurovision, dal 10 al 14 maggio, inaugura quella che ci piace chiamare la «primavera torinese» come rinascita dopo il Covid: l’evento non sarà solo al Pala Alpitour, ma ci sarà «Eurovision off», cioè l’opportunità di coinvolgere l’intera città, in primo luogo i torinesi, in modo che 140 milioni di spettatori imparino a conoscere un territorio che ha tante bellezze da offrire. La «primavera torinese» continua poi con il Salone del Libro, il Festival dell’Economia, la tappa del Giro d’Italia, la finale di Champions League femminile, il Jazz Festival, MiTo Settembre Musica e altre iniziative che stiamo mettendo in campo in maniera ordinata in modo da costruire un calendario appetibile e usufruibile da parte di tutti, torinesi e turisti. Per rinascere dobbiamo impegnarci a dar fondo a tutte le energie possibili. L’occasione mancata delle Olimpiadi invernali del 2026 deve porsi da monito per non perdere altri treni in futuro.

E sulle Atp Finals di tennis che proseguiranno fino al 2025? Dopo l’esperienza del primo appuntamento lo scorso novembre si è parlato di «evento di nicchia»…

Concordo. Le Atp sono state vissute come «evento di nicchia» che non è riuscito a coinvolgere la città. Dal giorno dopo la chiusura ci siamo messi al lavoro per cercare di trovare soluzioni che stiamo studiando con Fit, con Atp, con la Regione, con la Camera di commercio: l’obiettivo è creare un coinvolgimento dello sport di base a partire dai circoli Fit, dai ragazzi delle scuole. Un modo per prepararsi ad un evento che può diventare anche sociale. Anche il modello delle «Atp off» che si è ridotto solo a piazza San Carlo è certamente da superare.

Come valorizzare e rilanciare le periferie che si sentono abbandonate e deluse ma che hanno potenzialità, anche in campo sportivo e turistico?

Sono convinto che ci siano potenzialità enormi che vanno sfruttate e rilanciate. Un rilancio che non si costruisce con annunci, proclami e litanie ma con scelte precise. Nelle ultime ore sotto questo profilo, come Giunta, abbiamo assunto decisioni importanti. L’Amministrazione ha, infatti, scelto di puntare sul Parco Dora che ospiterà la nona edizione di Terra Madre – Salone del Gusto a fine settembre. Un palcoscenico che, oltre a portare successo alla manifestazione, contribuirà a valorizzare una zona della città che ha diverse potenzialità per ridarle, finalmente, quello slancio che da troppo tempo attende. Proprio sul Parco Dora abbiamo progetti importanti che partono da un rilancio di quella tradizione musicale che Torino ha sempre avuto. Stiamo lavorando in questa direzione perché quel patrimonio che ci ha caratterizzato possa tornare a risplendere, per esempio con il Kappa festival, il Jazz festival… Il Parco Dora, così come altre location, diventerà dunque protagonista della «primavera torinese».
Penso anche a Porta Palazzo dove abbiamo il mercato più grande d’Europa che può diventare un cuore pulsante rispetto ad una politica attrattiva sul mercato di massa: pensiamo a quali potenzialità potrebbe avere inserire Porta Palazzo in un percorso turistico…

Sulla festa di San Giovanni può darci qualche anticipazione?

L’ambizione più grande è quella di riportare i cittadini in piazza e in sicurezza. Abbiamo il sogno di rivedere piazze, strade e vie piene e in totale sicurezza cercando di tornare a proporre quelle tradizioni che avevano scandito la festa patronale negli ultimi decenni. Sul programma stiamo lavorando in stretta sinergia in particolare con l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia.

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