Dall’Irlanda alla Francia il risveglio dell’Europa secolarizzata

Boom di nuovi cristiani a Pasqua – In tutta la Francia a Pasqua ci sono 21.386 battesimi di adulti e adolescenti: in 5 anni sono aumentati di cinque volte e il numero è più che triplicato in un decennio. Ma anche a Dublino qualcosa si muove. Lo scorso 22 febbraio 130 persone con il Battesimo sono state accolte nella Chiesa cattolica, un segnale importante in un Paese che sembrava avviato alla secolarizzazione

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Ancora un primato di battesimi degli adulti in Francia. «Se ne è accorta anche la Conferenza episcopale della Germania, Paese che da tempo vive una crisi di fede. Presto alcuni vescovi tedeschi andranno in Francia per capire come il Paese più secolarizzato d’Europa sta vivendo una crescita esponenziale dei battesimi, con conversioni di adulti che non accennano a diminuire». Lo scrive l’agenzia di stampa cattolica ACI. Ma il fenomeno si diffonde in Europa, e tocca anche l’Irlanda e l’Italia: a Bologna nella veglia pasquale il cardinale arcivescovo Matteo Maria Zuppi battezza 21 catecumeni adulti; a Torino dove il cardinale arcivescovo Roperto Repole battezza 53 adulti; a Milano – dice «Famiglia cristiana» – dal 2022 i nuovi cattolici sono in aumento e nel 2025 l’arcivescovo Delpini ha battezzato 89 adulti (54 donne e 34 uomini)

In tutta la Francia a Pasqua ci sono 21.386 battesimi di adulti e adolescenti; solo quegli degli adulti nel 2025 furono 17.788 e nel 2021 furono 4.895: in 5 anni sono aumentati di cinque volte e il numero è più che triplicato in un decennio: da 4.124 nel 2016 a 13.234 quest’anno. Aumenta anche la fascia degli adolescenti: nel 2017 furono 1.385; quest’anno sono 8.152. Per studiare il fenomeno le 8 diocesi dell’Île-de-France – che comprende l’arcidiocesi di Parigi e la diocesi delle Forze armate – hanno convocato un Sinodo che durerà un anno e la Conferenza episcopale ha pubblicato in un’indagine che la crescita dei battesimi degli adolescenti sta rallentando e ciò dipenderebbe dal fatto che la catechesi è migliorata: solo l’1% dei battesimi degli adulti riguarda persone di oltre 65 anni, la stragrande maggioranza (82%) sono adulti di 18-40 anni. L’arcivescovo di Lione Olivier de Germay dice che ha ricevuto 500 lettere di lionesi che chiedevano il Battesimo: «Le lettere rivelano la sensazione di qualcosa che manca, di un vuoto interiore».

Però i battesimi dei bambini si sono dimezzati in due decenni. Nel 2000 la Chiesa ha celebrato 380.093 battesimi di bambini di età inferiore a 7 anni; nel 2023 il numero è crollato a 170.290, «segno – dice l’agenzia ACI – di una generazione, quella precedente, fortemente secolarizzata. Che però, incredibilmente, torna alla fede».

I dati di un libro – scritto da mons. Benoît Bertrand di Pontoise vicepresidente della Conferenza episcopale e Antoine Pasquier, giornalista di «Famille Chrétienne» – sono impressionanti. Quasi un catecumeno su due in Francia ha meno di 25 anni; provengono da tutti i ceti sociali; si prendono il tempo necessario: due, tre, quattro, dieci anni prima di arrivare al Battesimo.

La Conferenza episcopale tedesca ha pubblicato le statistiche sulla Chiesa nel 2025: i cattolici sono 19.219.601, il 23% della popolazione. Cala leggermente il numero delle persone che sono uscite dalla Chiesa: nel 2025 sono state 307.117 contro le 321.659 del 2024. Si è registrato un leggero aumento degli ingressi nella Chiesa, pari a 2.269 persone e 5.443 fedeli sono stati riammessi. La partecipazione alla Messa domenicale sembra migliorare: anche nel 2025 è leggermente aumentata, raggiungendo il 6,8%. Continua invece a calare il numero delle parrocchie, che da anni vengono accorpate a causa della scarsa partecipazione alla vita della Chiesa: oggi sono 8.997, nel 2024 erano 9.291.

Cala tuttavia la partecipazione generale ai Sacramenti. Scende il numero dei battesimi (109.028 nel 2025, 116.274 nel 2024; dei matrimoni religiosi (19.478 nel 2025,  22.513 del 2024); dei funerali religiosi (203.496 nel 2025 e 213.046 nel 2024). Sostanzialmente stabili i numeri delle prime comunioni (152.357 nel 2025; 151.702 due anni fa); delle cresime (105.334 nel 2025 e 105.041 nel 2024). Il dato forse più negativo e sul fronte delle ordinazioni sacerdotali: in Germania nel 2025 sono state solo 25, come in Austria, che ha un nono della popolazione tedesca.

«I dati del 2025 sono uno specchio della nostra Chiesa. Sono grato per l’impegno dei collaboratori della Chiesa e per la qualità della pastorale. È un bel segno che la partecipazione alla Messa trovi nuovamente, anche se di poco, un maggiore consenso. E considero un segnale positivo che i numeri della prima comunione e della cresima siano rimasti stabili» dichiara il neo-presidente della Conferenza episcopale, mons. Heiner Wilmer vescovo di Hildesheim. «Tuttavia mi rammarica il numero ancora elevato di uscite dalla Chiesa. Le motivazioni sono diverse, ma ogni uscita dalla Chiesa ci addolora. Stiamo diventando meno cristiani in Germania, il che non ci impedisce di testimoniare la nostra fede con grande impegno».

Ringrazia poi «tutti i volontari della nostra Chiesa, che non sono registrati nelle statistiche. Sono circa 600 mila e fanno sì che la Chiesa sia presente nella società. Incoraggio a non scoraggiarci, ma a guardare avanti e a cercare insieme delle vie, anche in comunione ecumenica, per rendere la vita cristiana più accettata»

Ma anche a Dublino qualcosa di muove. Lo scorso 22 febbraio 130 persone con il Battesimo sono state accolte nella Chiesa cattolica, dopo anni in cui si erano allontanati. È un segnale importante in un Paese che sembrava avviato alla secolarizzazione. Ma non è l’unico segnale. L’arcivescovo Dermot Farrell ha presieduto la celebrazione del Battesimo di massa non senza emozione. Nell’omelia dice: «Essere battezzati significa seguire Cristo al cuore del mondo perché il Battesimo non è un rito di ammissione a un club privilegiato. È il Sacramento attraverso il quale i credenti, immersi in acqua viva, entrano nella comunità riempita dallo Spirito che cerca di manifestare il regno di Dio Padre, come Gesù ha fatto. A volte crediamo che il Battesimo sia un punto di arrivo, invece è un inizio».

Pier Giuseppe Accronero

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