Repole e Cazzullo all’Università, «perchè il mondo guarda a san Francesco»

Affollato dibattito – L’Arcivescovo e lo scrittore sulla stessa frequenza, spiegano il grande magnetismo del Santo di Assisi con la «radicalità» delle sue scelte di vita

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Francesco d’Assisi affascina il mondo, quello cristiano e quello non cristiano, affascina anche i giovani. L’Arcivescovo di Torino Roberto Repole e lo scrittore Aldo Cazzulo hanno discusso le ragioni del suo straordinario magnetismo intervenendo il 15 maggio presso il Campus Einaudi dell’Università di Torino a un dibattito promosso dall’Arcidiocesi (Pastorale della Cultura) e moderato dalla giornalista Monica Mondo di Tv2000 nella cornice del Salone del Libro Off. Secondo Repole «il cuore del messaggio di Francesco, quello che affascina le generazioni da ottocento anni, è la radicalità delle sue scelte, capace di indicare strade umanizzanti e di vita possibile nelle stagioni più difficili e di passaggio, com’è quella attuale e come fu il medioevo. La radicalità di Francesco è in realtà la radicalità di Cristo e del Vangelo, che ci rende umani, anche se una certa cultura degli ultimi due secoli ha cercato di dire il contrario».

Repole ha evidenziato la «crisi di senso del tempo presente: non sappiamo più perchè viviamo e i giovani vengono al mondo in questo vuoto terribile, sentono montare l’ansia,  che sappiamo risolvere solo con i farmaci. Ecco, anche i giovani intuiscono che Francesco dà risposte di senso. Risposte inusuali, certo, perchè il Cristianesimo è inusuale, il Cristianesimo smaschera le falsità del mondo e rompe gli schemi, può dare molto fastidio, ma proprio in questo nostro tempo così difficile è in grado di restituirci l’umanità che cerchiamo. C’è una grande intelligenza nel Vangelo, dobbiamo smettere di farci dire il contrario».

Sulla stessa frequenza Cazzullo, che evocato i temi di Francesco: la povertà e la pace, la fraternità e la cura dell’ambiente, l’amore alla Chiesa. Lo scrittore ha tratteggiato il profilo di un «Francesco rivoluzionario e reazionario allo stesso tempo»: rivoluzionario perché contestò il potere e gli schemi immobili che gli venivano dal passato, a partire dall’inferiorità sociale delle donne; reazionario perché si mise di traverso rispetto alla nascita del capitalismo che veniva presentato come alternativa e come progresso rispetto al medioevo. “Oggi vediamo fallire tutte le ideologie del passato – ha chiosato Cazzullo – Sono falliti il marxismo, il fascismo e anche il capitalismo sta dando pessimo spettacolo: resta solo il Vangelo».

Nell’anno giubilare di Franceso, a ottocento anni dalla morte, Repole e Cazzullo sono autori di due libri sul Santo di Assisi: del primo è «Sperare è ancora possibile – Il messaggio di san Francesco, una luce oltre il buio del nostro tempo» (Piemme), del secondo «Francesco, il primo italiano» (Harpercollins). Su questo sito fra pochi giorni pubblicheremo l’audio con la registrazione del dibattito.

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