“Dignitas infinita”, la Dottrina cristiana sui diritti dell’uomo

Chiesa – Dopo cinque anni di lavoro a cura del Dicastero per la Dottrina della Fede, a 75 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, è stata resa pubblica la dichiarazione “Dignitas infinita”: una pietra miliare nell’antropologia cristiana che mira a sancire la dignità ontologica della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio e destinataria dell’amore infinito di Dio Padre

330
Foto Sir

La dichiarazione «Dignitas infinita» del dicastero per la Difesa della fede non è un documento strettamente papale – nel senso che non è firmato da Francesco – ma è da lui voluto e approvato. Subito, l’8 aprile 2024, appare un testo fondante del papato bergogliano. Se ne sono resi conto i media, italiani e stranieri, che gli hanno riservato ampi spazi. Il testo richiede cinque anni di lavoro e include il magistero papale dell’ultimo decennio: dalla guerra alla povertà, dalla violenza sui migranti e sulle donne all’aborto, dalla maternità surrogata (l’«utero in affitto») all’eutanasia, dalla teoria del «gender» alla violenza digitale, che miete tante vittime. Si potrebbe azzardare che è la «Dichiarazione cristiana dei diritti dell’uomo» nel 75° della «Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo», adottata dall’Assemblea Onu il 10 dicembre 1948 a Parigi con la risoluzione 219077A. In 30 articoli la parola «dignità» appare cinque volte, in punti strategici.

Tre capitoli contengono i fondamenti delle affermazioni sulle «gravi violazioni della dignità umana». La Chiesa riafferma «l’imprescindibilità del concetto di dignità della persona umana nell’antropologia cristiana». Alcuni temi portanti del recente magistero pontificio affiancano quelli bioetici contenuti nella «Donum vitae. Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione», istruzione della congregazione per la Dottrina della fede del 22 febbraio 1987, firmata dal prefetto cardinale Joseph Ratzinger. I quotidiani italiani hanno titolato prevalentemente sul «no» alla maternità surrogata. Nell’elenco, «non esaustivo», ci sono: guerra; povertà; sfruttamento di migranti, donne e bambini; tratta delle persone. La dichiarazione contribuisce a superare la dicotomia tra quanti si concentrano sulla difesa della vita nascente o morente e dimenticano gli altri attentati contro la dignità umana; e coloro che si concentrano solo sulla difesa dei poveri e dei migranti dimenticando che la vita va difesa dal concepimento alla naturale conclusione.

«La Chiesa, alla luce della Rivelazione, conferma in modo assoluto la dignità ontologica della persona, creata a immagine e somiglianza di Dio e redenta in Cristo; dignità inalienabile che corrisponde alla natura umana al di là di qualsiasi cambiamento ed è un dono presente in un bambino non ancora nato, in una persona priva di sensi, in un anziano in agonia. La Chiesa proclama l’uguale dignità di tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro condizione e qualità di vita». Cristo «ha confermato la dignità del corpo e dell’anima e ha rivelato che l’aspetto più sublime della dignità dell’uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio».

Sbagliano coloro che a «dignità umana» preferiscono «dignità personale» perché «intendono come persona solo un essere capace di ragionare e sostengono che non avrebbe dignità personale il bambino non ancora nato e neppure l’anziano non autosufficiente, come neanche il disabile mentale. La Chiesa insiste: «La dignità intrinseca di ogni persona rimane al di là di ogni circostanza e il concetto di dignità umana viene spesso usato in modo abusivo per giustificare una moltiplicazione arbitraria di nuovi diritti, come se si dovesse garantire la capacità di esprimere e di realizzare ogni preferenza individuale o desiderio soggettivo». L’esempio più clamoroso arriva dalla Francia: il presidente Emanuel Macron ha voluto che la «libertà di aborto» fosse inserita nella Costituzione e ora impegna la Francia nell’inserire la «libertà di aborto» tra i diritti umani fondamentali.

Nell’elenco delle «gravi violazioni della dignità umana» c’è «tutto ciò che è contro la vita, come omicidio, genocidio, aborto, eutanasia, suicidio volontario; tutto ciò che viola l’integrità della persona come mutilazioni, torture inflitte al corpo e alla mente, costrizioni psicologiche; tutto ciò che offende la dignità umana: condizioni subumane, incarcerazioni arbitrarie, deportazioni, schiavitù, prostituzione, mercato delle donne e dei giovani; ignominiose condizioni di lavoro in cui i lavoratori sono trattati come strumenti. La pena di morte viola la dignità inalienabile di ogni persona». Il Papa il 1° agosto 2018 ha inserito nel «Catechismo»: «La Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che “la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona” e si impegna per la sua abolizione in tutto il mondo». Il «dramma della povertà è una delle più grandi ingiustizie». La «guerra è una tragedia che nega la dignità umana ed è sempre una sconfitta dell’umanità, al punto che è molto difficile sostenere la “guerra giusta”». Condannato è «il travaglio dei migranti la cui vita è messa a rischio». Così la «tratta delle persone ha dimensioni tragiche, attività ignobile, vergogna per le società che si dicono civilizzate». Così occorre lottare contro «commercio di organi e tessuti umani, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, lavoro schiavizzato, compresa la prostituzione, traffico di droghe e armi, terrorismo, crimine organizzato, abuso sessuale».

Netta la condanna dell’aborto: «fra tutti i delitti che l’uomo può compiere contro la vita, l’aborto procurato è grave e deprecabile. La difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano». No alla maternità surrogata, «attraverso la quale il bambino diventa un mero oggetto, una pratica che lede gravemente la dignità della donna e del figlio». No all’eutanasia e suicidio assistito confusamente definiti «morte degna»: «La sofferenza non fa perdere al malato la dignità che gli è propria in modo intrinseco e inalienabile». Importanti sono le cure palliative ed evitare ogni accanimento terapeutico o intervento sproporzionato. No alla poligamia e al femminicidio.

Codificati il trattamento degli omosessuali e la violenza digitale. Verso gli omosessuali va evitato «ogni marchio di ingiusta discriminazione e ogni forma di aggressione e violenza: contrasta con la dignità umana che persone siano incarcerate, torturate e private della vita unicamente per il proprio orientamento sessuale»: perciò propone di «depenalizzare i reati contro l’omosessualità». La «teoria del “gender” è pericolosissima perché cancella le differenze nella pretesa di rendere tutti uguali. Voler disporre di sé, come chiede la teoria del “gender” significa cedere alla tentazione dell’essere umano che si fa Dio e negare la più grande tra le differenze esistenti tra gli esseri viventi: quella sessuale». Negativo il giudizio sul «cambio di sesso». Infine «la violenza digitale si diffonde attraverso i social media, la diffusione della pornografia, lo sfruttamento delle persone a scopo sessuale o tramite il gioco d’azzardo».

Pier Giuseppe Accornero

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome