Discepoli, custodite il Vangelo

Commento alle Letture della Solennità della Santissima Trinità – domenica 26 maggio 2024

39

La Santissima Trinità, comunione di amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Anche in questa domenica, come sempre, la Parola di Dio ci offre tantissime piste di riflessione per declinare al meglio la comprensione della Santissima Trinità mistero di un solo Dio in tre persone: «Tutta la storia della salvezza è la storia del rivelarsi del Dio vero e unico: Padre, Figlio e Spirito Santo, il quale riconcilia e unisce a sè tutti coloro che sono separati dal peccato» (Catechismo della Chiesa cattolica 234).

Inizio con questa espressione del Catechismo allontanandomi un poco dalle letture per sottolineare che comprendere e vivere il mistero centrale della nostra fede richiede esercizio e tempo, questa comprensione non avviene istantaneamente. Anche il Vangelo di Matteo che leggiamo oggi nei sui versetti conclusivi ci pone di fronte questa prospettiva. Gesù Risorto appare ai discepoli, essi lo videro, si prostrano in atteggiamento di adorazione però dubitarono. Questo dubbio non sa esattamente solo di incredulità ma anche di lento cammino di comprensione. La fede cresce con noi e dentro di noi, essa non è mai posseduta una volta per tutte ma si muove con i nostri passi. Dunque il fatto che i discepoli vogliano adorare e però nel contempo dubitano deve essere di grande aiuto anche per il nostro cammino di fede. Non sempre il dubbio significa rimettere tutto in discussione ma significa accettare che l’esperienza del Signore nella nostra vita si sveli a poco a poco e che abbracciare la sua presenza comporta il cammino di un’intera vita.

Ecco il senso della Trinità che pur nella solennità e profondità delle molteplici espressioni non è un blocco monolitico, pesante e ingombrante ma il fiorire continuo della tenerezza di Dio nella nostra vita: il Padre ci ha creati (passato), il Figlio ci ha amato fino a dare sè stesso per noi (presente), lo Spirito Santo ravviva in noi l’esperienza del dono della grazia di Dio e lo porta a compimento fino alla fine del tempo (futuro). Che poi ancora la Trinità non sia un blocco monolitico e statico lo sottolinea ancora il Vangelo nella parte che segue l’adorazione e il dubbio dei discepoli.

Gesù con il potere che gli è stato affidato dal Padre comanda ai discepoli di: andare, fare discepoli, battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando a «custodire» il Vangelo. È questo il mandato missionario nel nome di quella Trinità che è continuo rivelarsi delle persone divine nella nostra esistenza e nell’esistenza di coloro che per la nostra parola diverranno credenti. Battezzare e fare discepoli non è iscrivere all’albo degli associati come se il Vangelo fosse un prodotto da vendere o una idea da proporre. Nell’acqua del Battesimo donato nel nome della Santissima Trinità siamo immersi in un’avventura che può finire appena dopo che riemergiamo dall’acqua oppure continuare con noi nei nostri respiri, nei nostri sguardi, nelle nostre parole, nelle nostre scelte magari anche nelle nostre cadute. Possiamo fissare con gli occhi della nostra mente il Padre, amare con tutto il cuore il Figlio e desiderare con tutte le forze lo Spirito Santo, essi tutti insieme operano nella nostra vita e si rivelano progressivamente nel nostro cuore. Le tre Persone divine della Trinità che abitano il cuore dei credenti sanno quanta bellezza e grandezza comporta far maturare piuttosto che dare già tutto servito.

La festa che celebriamo oggi, seppur così difficile da riassumere ci dà la certezza dell’amore di Dio già dato a noi ma che deve crescere con noi e in noi giorno per giorno. La data del Battesimo è solo una sul calendario ma il Battesimo avviene tutti i giorni della nostra vita come progressiva scoperta dell’opera del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo aderendo e osservando gli insegnamenti del Vangelo.

E per finire una citazione: «Matto è chi spera che nostra ragione, possa trascorrer la infinita via che tiene una sustanza in tre persone» (Dante, Purgatorio).

padre Andrea MARCHINI

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome