È arrivato il giorno delle Elezioni, l’Italia dipende da noi

ANALISI: ragionare sui propri valori di riferimento e andare a votare, combattere l’astensionismo, la partecipazione è alla base della democrazia.  VADEMECUM: come si usa la scheda elettorale. CANDIDATI: tutti i nomi e i partiti nell’area torinese.  CERTIFICATI ELETTORALI: dove procurarveli se li avete persi. 

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«La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale…»: questo forte appello di Papa Francesco nell’enciclica «Laudato si’»  ci incoraggia a una partecipazione convinta nelle Elezioni Politiche di domenica 4 marzo e ci indica uno stile, una completa passione per la ricerca di ciò che può condurre gli uomini all’affermazione della propria dignità e alla cooperazione, nonostante la modestia di una campagna elettorale all’insegna del «tutti contro tutti» e delle promesse impossibili.

La costruzione del bene comune, come ci ha insegnato anche il Concilio, esige in tutte le situazioni una forte partecipazione alla vita democratica. Si sceglie nella concretezza del tempo presente, cercando di fare il meglio. Siamo sorretti da una Costituzione che, dopo 70 anni, mantiene ancora intatta proprio la sua aspirazione all’incontro fra le persone, contro la tentazione delle divisioni; un’aspirazione, un sentimento che scaturì potente dopo la caduta del fascismo dalle tre grandi culture che avevano fondato la Repubblica: cattolico-democratica, socialista, liberale.

Per i credenti, nella riflessione politica, è ancor oggi dirimente proprio il primato della persona, della ricerca di cooperazione fra gli uomini, anche nell’era del «turbo-capitalismo» (Embraco docet) che sembra non guardare in faccia nessuno. Sotto questo profilo non tutte le proposte politiche sono equivalenti, occorre pesarle e valutarle. Ci appare dirimente in particolare il dovere della solidarietà umana e cristiana verso tutti, a cominciare dai più deboli, contro l’ideologia dello scarto.

Il rispetto della persona (per il cristiano siamo tutti figli di Dio) non può avere confini di razza, etnia, censo, sesso, religione: la costruzione di muri non appartiene alla lezione evangelica, anche se – come ha ancora detto Papa Francesco, un faro in questi anni difficili – l’accoglienza  dei migranti deve avvenire in un contesto di legalità e integrazione umana e sociale, chiamando in causa tutta l’Europa, non solo la  Grecia e l’Italia. Sono essenziali le strategie di sostegno allo sviluppo dei paesi dell’Africa e dell’Asia, insieme ad una politica di pace che metta fine alla «terza guerra mondiale a pezzettini», prima causa delle massicce migrazioni (pensiamo al dramma senza fine di milioni di persone in Libia, Siria, Africa Centrale).

Altro tema centrale – su cui misurare le proposte politiche – è quello del lavoro. La migliorata condizione economica del Paese, con un Prodotto interno lordo finalmente in ripresa dopo anni di stagnazione scatenata dalla crisi mondiale del sistema bancario e finanziario, non ha ancora modificato – in termini sensibili – il mercato del lavoro: la disoccupazione è ferma all’11%, quella giovanile a un terrificante 35%. Una politica di investimenti, pubblici e privati appare oggi prioritaria, con una responsabilità delle imprese a una più alta dimensione etica del management: leggiamo di liquidazioni da capogiro e stipendi multi-milionari in aziende dislocate all’estero o da anni in cassa integrazione… Il ruolo sociale dell’impresa esige il rispetto degli amministratori e degli azionisti, ma anche dei lavoratori (la persona, appunto) che non è possibile trattare come «merce di scambio».

Nella scala delle priorità un posto di rilievo tocca a temi etici di grande rilevanza: il ruolo della famiglia «biblica» indicato dall’art. 29 della Costituzione, la tutela della vita dal concepimento alla fine, il pluralismo educativo e culturale, in una società colpita da un preoccupante calo demografico, frutto non solo del disagio sociale ma di un mutamento etico-culturale che esprime relativismo e consumismo tout-court. Sui temi etici spesso l’opinione si spacca, come se si potesse ragionare di vita o di famiglia senza operare sull’economia e sulle politiche sociali. Qui il voto cerca un punto di compromesso, che ognuno valuta. Su alcuni principi – come il diritto all’obiezione di coscienza nella legge sul fine vita – dev’essere tolta ogni confusione.

Nel tramonto delle ideologie del Novecento e nell’emergere crescente di partiti portatori di «interessi» concreti, c’è il rischio di un forte appiattimento dell’orizzonte politico, con la scelta del «male minore». Ma i temi sono alti e complessi, non sopporteranno fughe all’indietro. Secondo molti la prova delle urne non è mai stata difficile come oggi. Noi non condividiamo il pessimismo di chi teme «il diluvio» dopo il 4 marzo, anche perché al Quirinale vigila una personalità autorevole, figlia della migliore tradizione del cattolicesimo democratico. Lo Stato, con il nostro contributo, è più forte dei profeti di sventura.

Alberto RICCADONNA

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