«Donne nella Chiesa: artefici dell’umano»

Le parole del Papa – «Nel nostro tempo, lacerato dall’odio, in cui l’umanità è spesso sfregiata dalla violenza, dalla guerra e da ideologie che affogano i sentimenti più belli», il contributo femminile è indispensabile perché la donna, «con la sua capacità unica di compassione, la sua intuitività e la sua connaturale propensione a ‘prendersi cura’, sa mettere amore dove questo non c’è». Papa Francesco, alla vigilia della «festa della donna» parla al convegno internazionale «Donne nella Chiesa: artefici dell’umano»

79

«Nel nostro tempo, lacerato dall’odio, in cui l’umanità è spesso sfregiata dalla violenza, dalla guerra e da ideologie che affogano i sentimenti più belli», il contributo femminile è indispensabile perché la donna, «con la sua capacità unica di compassione, la sua intuitività e la sua connaturale propensione a “prendersi cura”, sa mettere amore dove questo non c’è». Papa Francesco, alla vigilia della «festa della donna» (8 marzo 2024), parla ai partecipanti al convegno internazionale «Donne nella Chiesa: artefici dell’umano».

Menziona le dieci sante cui è stato dedicato l’appuntamento: l’ex schiava sudanese Giuseppina Bakhita, Magdeleine di Gesù, Elizabeth Ann Seton, Maria MacKillop, Laura Montoya, l’indiana del Nord-America Kateri Tekakwitha, Teresa di Calcutta, Rafqa Pietra Choboq Ar-Rayès, Maria Beltrame Quattrocchi (beata insieme al marito Luigi), Daphrose Mukasanga: «In differenti tempi e culture, con stili diversi hanno dato vita a iniziative di carità, di educazione e di preghiera e hanno provocato nuovi dinamismi spirituali e importanti riforme nella Chiesa». Ricorda «le tante sconosciute o dimenticate che hanno sostenuto e trasformato famiglie e comunità con la forza della loro testimonianza: la Chiesa ha bisogno di questo, perché la Chiesa è donna: figlia, sposa e madre». In particolare, è molto importante formare le donne perché spesso sono discriminate e viene loro negata l’istruzione.

Nei 10 anni di Francesco aumentano le donne che lavorano in Vaticano e raggiungono quota 1.165. Lo stabilisce un’indagine svolta da «Vatican News». Dall’inizio del pontificato bergogliano (13 marzo 2013) le dipendenti donne vaticane sono passate da 846 a 1.165; la percentuale è salita dal 19,2 al 23,4 per cento: sono dati complessivi riferiti alla Santa Sede e alla Città dello Stato del Vaticano. L’aumento è ancora più ragguardevole se si osserva la Curia romana dove la percentuale è passata dal 19,3 al 26,1%: significa che più di un dipendente su 4 è  donna, in cifre assolute sono 812 su un totale di 3.114.

Le donne in Vaticano hanno raggiunto ruoli dirigenziali oltre il decimo livello: 6 sono sottosegretario e 1 segretario di un dicastero: la salesiana Alessandra Smerilli nel 2021 è stata nominata da Francesco segretaria del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, l’incarico più alto ricoperto da una donna in Vaticano.

I sottosegretari donna invece prestano servizio presso i dicasteri per gli Istituti di vita consacrata; per i Laici, la famiglia e la vita (due sottosegretari); per la Cultura e l’Educazione; in Segreteria di Stato. Anche la segreteria generale del Sinodo ha un sottosegretario donna, la religiosa francese Nathalie Becquart, anche se il Sinodo non fa parte della Curia romana.

Un’altra novità sono i segretari donna delle Commissioni pontificie: dal 2021 la biblista spagnola Nuria Calduch-Benages è segretario della Pontificia Commissione biblica, annessa al dicastero per la Dottrina della Fede; nel 2022 la teologa argentina Emilce Cuda è segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina collegata alla congregazione dei Vescovi. La nomina di donne ad alti incarichi in Curia inizia con Paolo VI: l’australiana Rosemarie Goldie, già uditrice al Concilio (1962-65) è sotto-segretario del Pontificio Consiglio per i Laici (1967-76). Nel 2004 Giovanni Paolo II nomina la salesiana Enrica Rosanna sottosegretario della congregazione per la Vita consacrata.

La costituzione apostolica «Praedicate Evangelium sulla Curia Romana e il suo servizio alla Chiesa e al mondo» (19 marzo 2022) rende possibile che i laici e le donne possano diventare prefetti. E Francesco in un’intervista ha detto che accadrà presto. Dal 2016 Barbara Jatta è direttore dei Musei Vaticani; dal 2022, l’italiana suor Raffaella Petrini è segretario generale del Governatorato. Un altro ruolo importante è quello della religiosa francese Nathalie Bequart sottosegretaria della Segreteria generale del Sinodo Nel 2019 Francesco ha nominato sette superiore al dicastero per la Vita consacrata. Dal 2020 i membri del Consiglio per l’Economia sono 8 cardinali e 7 laici, di cui 6 donne. Nel 2022 ha nominato due religiose e una laica nel dicastero per i Vescovi e partecipano alla delicata scelta dei vescovi per la Chiesa universale. Ma il Pontefice mette anche in guardia dal considerare il compito delle donne solo da un punto di vista funzionalista. In definitiva desidera che Roma sia un modello per la Chiesa universale e le Chiesa locali.

Dal 9 ottobre 2023 la missionaria della Consolata Simona Brambilla, lombarda di Monza (classe 1965) è segretario del dicastero per la Vita consacrata. Nel suo curriculum il diploma di infermiera professionale e l’esperienza in Mozambico nella pastorale giovanile. È la terza religiosa di una Congregazione fondata a Torino da un prete torinese, che diventa segretario di un dicastero vaticano, dopo le salesiane Enrica Rosanna (Vita consacrata) ed Alessandra Smerilli (Servizio dello sviluppo umano integrale). Le Figlie di Maria Ausiliatrice sono state fondate da San Giovanni e da Santa Maria Domenica Mazzarello. Suor Brambilla è stata superiora generale delle Missionarie della Consolata, fondate dal beato Giuseppe Allamano nel 1910 a Torino e nel 1901 aveva fondato i Missionari della Consolata.

Pier Giuseppe Accornero

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome