“Dopo i cantieri la Città del futuro”

Torino – Abbiamo raggiunto il neo presidente della Circoscrizione Otto (San Salvario, Cavoretto, Borgo Po, Nizza Millefonti, Lingotto, Filadelfia): è Massimiliano Miano, 49 anni, funzionario regionale, già vicepresidente della Otto e per numerosi anni consigliere della ex Circoscrizione 9

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Questa settimana con le interviste ai nuovi presidenti di Circoscrizione abbiamo raggiunto il neo presidente della Otto (San Salvario, Cavoretto, Borgo Po, Nizza Millefonti, Lingotto, Filadelfia): è Massimiliano Miano, 49 anni, funzionario regionale, già vicepresidente della Otto e per numerosi anni consigliere della ex Circoscrizione 9. È stato eletto nella coalizione del Centro-sinistra in continuità con la precedente amministrazione.

Massimiliano Miano, presidente della Circoscrizione 8

Presidente, iniziamo dalla riqualificazione delle palazzine dell’ex villaggio olimpico Moi in via Giordano Bruno. Dopo il virtuoso progetto di accompagnamento degli ex dimoranti verso l’autonomia, le strutture diventeranno un’housing sociale da 400 posti per studenti e giovani lavoratori. Come vede il futuro di quella vasta area fra i quartieri borgo Fialdelfia e Lingotto?

Si tratta di un territorio da rifondare e da far rinascere. Quella zona, un tempo fiorente per la presenza dei Mercati generali, poi trasferiti a Grugliasco, che ha visto la fase olimpica, è in seguito stata lasciata andare al degrado come tutti sappiamo. Il lavoro di squadra delle istituzioni con la Diocesi e la Compagnia di San Paolo ha concluso positivamente la fase dell’occupazione dei profughi. Ci occuperemo di riprendere le fila con la nuova amministrazione comunale sui piani di riqualificazione dell’intera area di quello che fu il villaggio olimpico puntando in particolare a favorire una nuova fase di riavvio della socialità e della rivivibilità di quella parte del quartiere.

Spostiamoci ora nell’area di Nizza Millefonti destinata a diventare un dei poli direzionali della città con le mega opere in vista. Un quartiere attanagliato per anni dai cantieri, quello per il prolungamento della linea 1 della metropolitana durato 10 anni, del grattacielo infinito della Regione Piemonte e ora del Parco della Salute. I cittadini si interrogano anche sul futuro del Palazzo del Lavoro. Qual è la visione della Circoscrizione?

Dopo la conclusione del cantiere della metropolitana (10 anni di calvario), si tratta ora di far funzionare il parcheggio di piazza Bengasi, attualmente sottoutilizzato. La nostra proposta è quello di renderlo in parte gratuito per i residenti e allo stesso tempo di utilizzare quel piazzale per eventi sportivi e culturali a servizio del territorio.

Il grattacielo è in fase di collaudo: questo ci fa ben sperare che il 2022 possa essere l’anno decisivo di una apertura dell’opera ai dipendenti della Regione. C’è in essere tutta la questione sulla viabilità attorno all’opera: a breve riapriremo via Farigliano che per tanti anni è stata impacchettata e chiusa. Allo stesso tempo è pronta un’altra manica del nuovo sottopasso del Lingotto che  unisce l’attuale sottopasso a quello che porterà al grattacielo e al futuro Parco della Salute.

È importante dare ai cittadini il segnale che le opere non restano incompiute. Per quanto riguarda il Parco della Salute sono in corso i carotaggi sull’area Avio-Oval del Lingotto dove sorgerà il nuovo polo della sanità.

La parte storica di via Nizza al momento non riapre perché fino alla prossima primavera sarà utilizzata per il deposito di materiali per le operazioni di carotaggio. Un segnale che il cronoprogramma annunciato dall’assessore regionale alla Sanità sta procedendo. Infine il futuro del Palazzo del Lavoro: quest’anno la proprietà dell’immobile è passata a Cassa Depositi e Prestiti. Il progetto di riqualificazione, il cui stato di avanzamento è stato presentato durante gli ultimi mesi della precedente consigliatura, è quello di un Centro commerciale con conseguenti interventi sulla viabilità. I passi fatti in avanti fanno ben sperare sulla riqualificazione di un’area per troppo tempo abbandonata al degrado ‘che grida vendetta’. Sarà nostra premura contribuire ad informare i cittadini sull’avanzamento degli importanti progetti in essere.

Parliamo ora del Parco del Valentino. A inizio anno è stato avviato dalla Giunta Appendino l’iter per la costituzione del Comitato di gestione accogliendo una richiesta dei cittadini contro il degrado: noti i fenomeni di spaccio di droga e criminalità. Sono diversi i bandi in cantiere. Come vi orienterete?

Certamente è da riprendere, nella continuità con la precedente amministrazione circoscrizionale, il dialogo con tutti gli attori del parco e con gli assessorati competenti della nuova Giunta. Attendiamo poi di capire quali sono i progetti della Regione in merito all’hub vaccinale allestito a Torino Esposizioni: se continuerà ad essere utile anche per la terza dose o meno. Compatibilmente con le esigenze del Politecnico il padiglione 5 potrebbe essere utilizzato come parcheggio. Sarebbe una valvola di sfogo in un quartiere come San Salvario, già congestionato dalle auto. Sono anche favorevole alla creazione della Ztl all’interno del Parco che a mio parere deve essere lasciato senza auto. Dovremo fare il punto con l’attuale amministrazione comunale sui bandi per la riqualificazione delle discoteche. Sono invece in corso i bandi per l’assegnazione di Villa Glicini e su progettualità legate al Borgo Medievale.

L’educativa di strada dei Salesiani di San Salvario è stata trasferita dal Valentino a corso Marconi a causa della presenza prima del centro vaccinale. Il «sistema San Salvario» grazie all’impegno di parrocchie, associazioni e mondo del volontariato rappresenta un modello virtuoso a sostegno delle fragilità, in particolare quelle giovanili. Come valorizzarlo?

La postazione dei Salesiani «Spazio Anch’io» potrà ritornare al Valentino in base alle decisioni sull’hub vaccinale, allo stesso tempo non ci sono problemi per la permanenza in corso Marconi che la Circoscrizione ha agevolato. Il nostro obiettivo è certamente quello di continuare a portare avanti tutte quelle progettualità che hanno funzionato bene e, come accennava, si sono dimostrate modello virtuoso, ovviamente saranno ben accette anche nuove iniziative sulla promozione sociale.

L’installazione delle eco-isole smart per la differenziata ha creato non pochi problemi …

Le criticità sono sotto gli occhi di tutti, monitoriamo costantemente il fenomeno con Amiat, azienda molto presente sul territorio, disponibile al dialogo. Il problema non è costituito dalle ecoisole in sé, il cui sistema per esempio nel quartiere Lingotto funziona perfettamente, ma dalla mancanza delle tessere per tutte le persone che effettivamente risiedono nel quartiere, in particolare gli studenti universitari nei casi in cui per esempio il contratto di locazione non viene registrato dal proprietario.

In primo luogo è necessario che ogni residente abbia la tessera, poi certamente in base alle esigenze si può pensare di installare cassonetti più voluminosi.

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