È venerabile don Goggi, primo seguace di San Luigi Orione

Cause dei Santi – C’è un sacerdote piemontese – che ebbe frequentazioni torinesi – tra i nuovi venerabili decretati da Papa Leone XIV il 21 novembre 2025. È don Gaspare Goggi, primo seguace di San Luigi Orione

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Venerabile Gaspare Goggi

C’è un sacerdote piemontese – che ebbe frequentazioni torinesi – tra i nuovi venerabili decretati da Papa Leone il 21 novembre 2025. È don Gaspare Goggi, primo seguace di San Luigi Orione. Nasce il 6 gennaio 1877 a Pozzolo Formigaro (Alessandria). Il padre Giuseppe, contadino, e la mamma Angela, casalinga, sono buoni cristiani ed educano i figli al senso del dovere e ai valori umani e morali. Fin da bambino mostra una spontanea attitudine per le cose di Dio. Trasferita la famiglia a Bettole di Tortona (Alessandria) nel 1890 Gaspare, a 13 anni, ha una grave emorragia, che i familiari tentano di bloccare: di qui una forte debolezza fisica, un’anemia perniciosa, che gli procura grossi problemi per tutta la vita.

A Tortona conosce il chierico Luigi Orione e frequenta l’oratorio da lui fondato: questo contatto lo aiuta sulla strada del sacerdozio. Il santo tortonese – sacerdote dal 13 aprile 1895 – aveva aperto il «Collegetto» per i ragazzi poveri, che Gaspare frequenta. Per gli studi liceali si trasferisce a Genova dove don Orione costituisce una comunità di 8 studenti con la vocazione sacerdotale e vi pone Gaspare come superiore Gaspare. Conseguita la maturità, alla visita militare è riformato per insufficienza toracica e per gracilità. A Torino Goggi frequenta e si laurea a Lettere e Filosofia, rendendo la sua bella testimonianza di credente in un Ateneo che era, ed è, la roccaforte del positivismo e del laicismo. Frequenta poi i corsi nella Facoltà Teologica di via XX Settembre e don Orione lo mette a dirigere casa «San Fogliano» Il vescovo di Tortona riconosce l’Opera della Divina Provvidenza, fondata da don Orione e il 6 settembre 1903 Gaspare è ordinato sacerdote ed emette la professione religiosa, primo nella Congregazione orionina dove svolge un ruolo importante. Nell’estate 1904 è trasferito a Roma nella chiesa di Sant’Anna, la parrocchia del Vaticano, la cui cura pastorale era stata affidata agli Orionini. Scrive al fondatore: «Questo nostro luogo ha la fortuna di essere sotto gli sguardi del Papa» e cerca tutte le occasioni per vedere Pio X e sentirlo parlare. Molti vanno a confessarsi da lui ed egli accoglie chierici e aspiranti alla vita religiosa che frequentare le università pontificie; si occupa anche delle pratiche in Vaticano come «procuratore» della Congregazione. Nell’accesa battaglia di Papa Sarto contro il modernismo, don Gaspare collabora con il visitatore apostolico dei Seminari in Sicilia: di qui la voce insistente della sua nomina a vescovo di Siracusa. Ma le sue condizioni fisiche sono preoccupanti: fa fatica a mangiare; l’esaurimento gli riduce le forze fisiche, psichiche e spirituali; la concentrazione gli riesce difficile; è debilitato e sfinito; non riesce a dormire. Le condizioni peggiorano in uno stato di prostrazione fisica e psichica, per cui è ricoverato nel reparto psichiatrico. Nella cartella clinica i medici scrivono di «gravi condizioni per alimentazione e anemia; stato di depressione psichica causata anche da insistenti idee insistenti di dannazione; rifiuta il cibo e a stento si riesce a nutrirlo». Il 4 agosto 1908 muore. Nel 1960 le spoglie sono trasferite nella cripta del santuario Madonna della Guardia di Tortona, accanto a quelle di San Luigi Orione.

Nella sua breve esistenza, è un sacerdote virtuoso e caritatevole, di preghiera costante. Da giovane aveva dato coraggiosa testimonianza del Vangelo nelle scuole e nell’ambiente universitario ostile alla Chiesa e aveva coinvolto con grande impegno di carità intellettuale anche i compagni di studi. Nell’Ateneo torinese raduna studenti coraggiosi che professano la propria fede in un ambiente fortemente ostile. Si impegna con i poveri e gli emarginati. Un testimone al processo canonico afferma: «Mancava di tutto e credo che a volte soffrisse anche la fame privandosi di quel poco che poteva avere per aiutare i bisognosi». Affronta una brutta malattia – specie per i risvolti psichiatrici – con dignità e pazienza.

Due martiri tra gli altri 5 venerabili – Sono riconosciuti: il martirio di Ubaldo Marchioni, sacerdote bolognese nato nel 1918 e ucciso «in odio alla fede» il 29 settembre 1944 a Marzabotto; il martirio di Martino (Nicola) Capelli, della  Congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, nato nel 1912 a Nembro (Bergamo), anche lui ucciso dai nazifascisti «in odio alla fede» il 1° ottobre 1944 a Pioppe di Salvaro (Bologna); le virtù eroiche di Enrico Bartoletti, arcivescovo di Lucca (1916-1976), che Paolo VI pose come segretario dell’episcopato italiano per favorire l’applicazione del Concilio Vaticano II; le virtù eroiche di suora australiana Maria del Sacro Cuore (Maria) Glowrey (1887-1957); le virtù eroiche della laica brasiliana Maria de Lourdes Guarda (1926-1996).

Pier Giuseppe Accornero

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