Elkann in Parlamento

Sindacati delusi – Stellantis illustra gli impegni per Mirafiori con la 500 ibrida. Di fronte alle due Commissioni per le Attività Produttive di Camera e Senato Elkann ha dichiarato «la centralità dell’Italia nei piani dell’azienda», ma le prime reazioni dei sindacati sono fredde e deluse: Cigl e Cisl insoddisfatti

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John Elkann

Manca, mentre scriviamo la sera di mercoledì 19 marzo, un quadro completo delle reazioni sindacali alla relazione presentata in Parlamento da John Elkann, presidente di Stellantis, rispetto ai programmi del gruppo automobilistico nelle fabbriche italiane e in primis rispetto a Mirafiori. L’audizione di Elkann era sollecitata da mesi, con polemiche sui lunghi tempi di attesa. Di fronte alle due Commissioni per le Attività Produttive di Camera e Senato Elkann ha dichiarato «la centralità dell’Italia nei piani dell’azienda», ma le prime reazioni dei sindacati sono fredde e deluse.

«Per l’anno in corso – ha dichiarato il presidente di Stellanti – stiamo spendendo circa 2 miliardi di euro di investimenti e 6 miliardi di euro in acquisti da fornitori italiani». Al segretario generale Fiom-Cgil Michele De Palma, non basta: «la comunicazione in Parlamento conferma le nostre preoccupazioni, nel corso dell’audizione non sono emerse novità rispetto alle missioni produttive dei singoli stabilimenti».

Oggi il mercato dell’auto è in grave flessione, nelle fabbriche è cassa integrazione e i sindacati aspettano di vedere quando davvero cesserà. Le posizioni restano distanti, anche se Elkann ha dichiarato l’importante volontà di conservare gli stabilimenti italiani e di tornare a investire su Mirafiori: «qui, oltre alla produzione dell’attuale Fiat 500 elettrica, tra due settimane partiranno i lavori di adeguamento delle linee di assemblaggio e di lastratura per la Nuova 500 Ibrida, e già a maggio avremo i primi prototipi su cui faremo le attività di sviluppo utili alla messa in produzione. Ce la stiamo mettendo tutta per l’avvio della produzione questo novembre».

Secondo Elkann, che ha rivendicato la resistenza di Fiat-Stellantis e della famiglia Agnelli negli anni della crisi industriale, «la 500 ibrida garantirà a Mirafiori un incremento dei volumi di produzione. A partire dal 2030 verrà qui prodotta anche la nuova generazione della Fiat 500. Mirafiori è un importante sito produttivo non solo per l’auto più iconica di Fiat, ma anche per i cambi elettrificati eDCT, con una capacità produttiva installata di 600 mila unità».

Sempre Elkann ha aggiunto che Torino è da poco più di un anno sede del primo centro di economia circolare di Stellantis, ospita il Battery Technology Center, unico al mondo, ed è tornata ad essere sede della direzione europea del Gruppo.

«Bene la 500 – commenta il segretario generale di Fim Cisl Torino e Canavese, Rocco Cutrí – ma serve altro per evitare un ulteriore ridimensionamento del polo torinese». La Cisl si dice in particolare delusa dall’arretramento dei prodotti Maserati: «le dichiarazioni di Elkann hanno lasciato intendere la decisione definitiva di spostare la restante produzione da Torino a Modena, atto finale del progetto Polo del Lusso, in quattro anni Torino ha perso tutti i modelli Maserati».

Giorgio Airaudo, segretario generale Cgil Piemonte, attacca: «le molte attese per l’audizione di John Elkann sono andate deluse. Non ha detto nulla di nuovo su prodotti, nulla di nuovo sulla capacità di aggredire il mercato con nuove produzioni in Italia, nulla sulla giga factory. Anche da parte del Governo c’è bisogno di un impegno ulteriore per riportare le produzioni di Stellantis in Italia e un altro produttore in Italia».

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