Era meglio quando… si studiava sui banchi?

Video-conferenze – Si conclude mercoledì 24 febbraio, con un dialogo sul tema della scuola, il ciclo di incontri on line promosso da Villa Lascaris, con «La Voce e il Tempo», la Pastorale della Cultura e il Servizio diocesano per l’Apostolato Digitale

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Si conclude mercoledì 24 febbraio, con un dialogo sul tema della scuola, il ciclo di incontri on line promosso da Villa Lascaris, con «La Voce e il Tempo», la Pastorale della Cultura e il Servizio diocesano per l’Apostolato Digitale.

L’appuntamento intende in particolare mettere al centro l’università, la grande assente nel dibattito sulla didattica nel tempo del Cavid-19.

Ed ecco “Era meglio quando… si studiava sui banchi?” che si tiene mercoledì 24 febbraio alle ore 21 sul canale YouTube e, in contemporanea, sulla pagina Facebook di Villa Lascaris.

Don Gian Luca Carrega, direttore della Pastorale della Cultura, e Alberto Riccadonna, direttore de La Voce e il Tempo, in un dialogo con don Luca Peyron, responsabile dell’Apostolato digitale della diocesi, affronteranno le luci e le ombre delle nuove modalità di fare scuola oggi, in tempo di pandemia.

Se in ogni momento di crisi si aprono nuove opportunità, cosa emerge in tema di istruzione, apprendimento, digital divide e, in fondo, del nostro rapporto con la tecnologia?

In un discorso che travalica i confini della scuola e dell’università per esplorare come il rapporto con questi nuovi strumenti influenzi il nostro quotidiano, la comprensione dei fenomeni e, in ultima istanza, anche i rapporti umani – che sono sempre analogici-  “Era meglio quando … si studiava sui banchi?” apre nuovi scenari e punti di vista, e suggerisce la necessità di una revisione profonda del nostro modo, da una parte, di “fare la scuola” e, dall’altro, di guardare con occhi diversi ed equilibrati la rivoluzione digitale che stiamo vivendo.

Era meglio quando: un modo di dire comune, che nasconde il rifiuto dei cambiamenti e l’esaltazione di un passato che non c’è più e non tornerà. E poco importa che quel passato sia idealizzato, filtrato dal tempo e reso più dolce dalla memoria.

D’altro canto, anche le prospettive sul domani hanno bisogno di essere lette, interpretate e valutate con obiettività, per essere in grado di comprenderne, insieme alle grandi potenzialità, gli eventuali pericoli.

Osservare il passato e il futuro, senza esaltazioni né rifiuti a priori, con lo sguardo e la mente aperti alla possibilità. “Era meglio quando…” si propone di analizzare come stia cambiando la nostra realtà, per offrire chiavi di lettura che consentano di leggere l’oggi con consapevolezza e serenità.

A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia di COVID-19, “Era meglio quando… si studiava sui banchi?” si svolgerà esclusivamente online:

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