Falchera chiede al Sindaco un rilancio «vero». E ora (forse) si muove qualcosa

Periferie – Dopo gli appelli dei cittadini contro il degrado il Comune ha avviato un Tavolo di progettazione che si riunisce ogni 15 giorni dove si affrontano i “nodi” e le emergenze del quartiere periferico strutturando un percorso di rilancio. Inoltre nelle prossime settimane prenderanno il via i lavori di riqualificazione dei campi sportivi di via degli Ulivi, dopo la bonifica dell’area

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A Falchera (finalmente) si muove qualcosa. È ripartita, infatti, dai cittadini la scommessa sul rilancio del quartiere all’estrema periferia nord di Torino per troppo tempo lasciato al degrado. I residenti fino ad un anno fa si sentivano isolati e delusi dagli slogan dell’amministrazione comunale pentastellata sulla riqualificazione dei quartieri popolari. Gli interventi urgenti promessi si sono, infatti, sempre fermati a metà.

Ma ora qualcosa è cambiato: oggi finalmente non c’è più l’enorme discarica a cielo aperto in strada Cuorgnè con cui per anni hanno dovuto convivere gli abitanti del borgo periferico; le buche nelle strade diminuiscono; le strade sono più pulite; soprattutto hanno preso il via momenti strutturati di incontro e progettazione in sinergia fra l’amministrazione comunale, la Circoscrizione 6 e i cittadini che si tengono ogni 15 giorni, così come attività aggregative che coinvolgono l’intero quartiere.

Tutto è frutto della mobilitazione di un gruppo di cittadini che un anno fa, dopo essersi costituiti nel comitato «Vivi Falchera», hanno scritto al sindaco Chiara Appendino una lettera che elencava una serie di urgenze non più derogabili per consentire la vita quotidiana degli abitanti del borgo.

«Ci sentivamo abbandonati», dice Ivana Sangirardi, membro del Comitato, «ma non rassegnati. Siamo nati qui e vogliamo dunque contribuire a promuovere il nostro bel quartiere, ricco di risorse, non solo di problemi».

Il sindaco ha risposto ai cittadini avviando sul territorio un Tavolo di progettazione civica coordinato da Cristina Seymandi.

Un percorso che, a detta dei cittadini che abbiamo incontrato, sta portando buoni frutti. Ogni due settimane, come accennato, la domenica il Tavolo si ritrova presso il bar «Il Quadrifoglio» (via degli Abeti 10) per incontri di dialogo, confronto e progettazione aperti a tutta la cittadinanza dove affrontare i nodi e le emergenze strutturando un percorso di rilancio.

«Un cammino», prosegue la Sangirardi, «che ha puntato a mettere insieme gli abitanti di Falchera Vecchia e Nuova sensibilizzando i cittadini a farsi carico del territorio in cui vivono contro l’incuria».

«Un lavoro proficuo», conferma Wilia Saintil, presidente del Circolo Acli di via dei Pioppi 19 che in sinergia con la parrocchia San Pio X organizza corsi di italiano per stranieri e diverse attività aggregative per anziani e giovani, «che ha portato come primo gesto simbolico al ‘Falchera pride’, una giornata in cui i cittadini si sono messi a ripulire il quartiere».

Dopo questa azione il Comune e l’Amiat si sono adoperati per sgomberare le discariche abusive. «Abbiamo puntato a rendere più coesa una comunità di quartiere che già esiste, valorizzando la propria identità», afferma Cristina Seymandi, coordinatrice del Tavolo di progettazione civica del Gabinetto del sindaco Appendino, «in particolare abbiamo lavorato sul rilancio degli spazi di ritrovo dei cittadini restituendo la dignità che un luogo deve avere sia che si trovi in centro che in periferia. I residenti chiedevano  equità sociale ed è su questo che mira il lavoro di progettazione».

Cristina Seymandi

«I cittadini», commenta il parroco delle parrocchie di Falchera San Pio X e Gesù Salvatore don Adelino Montanelli, «hanno dato un forte segnale che è possibile riqualificare il nostro quartiere ma è necessario un programma di interventi definito e strutturato da parte dell’amministrazione comunale. Vedo di buon grado il percorso avviato dal Comune che coinvolge i cittadini ma auspico che non rimanga solo ‘fumo’ sul lungo periodo».

don Adelino Montanelli

È poi imponente l’impegno della parrocchia San Pio X che grazie all’oratorio accompagna i tanti neet adolescenti sfiduciati che rimangono «parcheggiati» per le strade tutto il giorno ad aspettare: lo scorso anno 25 di loro si sono iscritti all’Istituto salesiano Rebaudengo. La Diocesi, nell’ambito dell’Agorà del Sociale, ha inoltre avviato anche a Falchera il laboratorio metropolitano «Giovani e Lavoro» che dopo una fase di formazione ha promosso 6 mesi di tirocinio in azienda per 6 ragazzi inoccupati tra i 18 e i 29 anni.

«È fondamentale», afferma il parroco, «stare in mezzo a ai gruppi spontanei di ragazzi che si formano in piazza o dentro l’oratorio, parlare con loro, conoscerli uno ad uno per nome, rispettando il cammino di ciascuno, senza pregiudizi di sorta». È da lì che è possibile impostare un percorso che pian piano li porta a prendere in mano la propria vita. «I ragazzi chiedono dignità, conclude don Montanelli, di essere ascoltati».

La Cittadella dello Sport – Nei prossimi mesi Falchera sarà interessata da un’importante opera di riqualificazione: dopo i lavori di bonifica effettuati nei mesi scorsi prenderà il via, infatti, il cantiere per la completa ristrutturazione dei campi sportivi di via degli Ulivi 11, da anni abbandonati al degrado. Su uno spazio di 40 mila metri quadri di proprietà del Comune sorgerà, infatti, la «Cittadella dello Sport» grazie al progetto dell’associazione Nida onlus (Nazionale italiana dell’amicizia), che ha vinto il bando comunale: prenderanno il via attività per bambini e ragazzi disabili, per le scuole  e il quartiere.

«Il progetto», evidenzia il fondatore di Nida Walter Galliano, «prevede il ripristino dei campi da calcetto, calcio a 8, tennis e la costruzione di impianti da beach volley e basket dove verranno proposti corsi per diversamente abili. Alla sera i campi saranno affittati e con il ricavato verranno finanziati progetti di fisioterapia».

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