Fassino commenta la tragedia dell’Ucraina

Intervista – A colloquio con il presidente della Commissione Affari esteri della Camera: aggressione del Cremlino è perché dobbiamo aiutare l’Ucraina, i missili e la paura nucleare, il dramma dei profughi e l’accoglienza: “un conflitto immotivato perché tra Russia e Unione Europea ci sono alle spalle 30 anni di relazioni conflittuali”

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Piero Fassino

Nessuno pensava di doversi misurare con una guerra nel cuore dell’Europa. Una guerra tra Russia e Ucraina, ma che sconvolge gli equilibri europei. Una guerra del tutto immotivata perché tra Russia ed Unione europea ci sono alle spalle trent’anni di relazioni non conflittuali ed anche la Nato aveva trovato un’adeguata sede di interlocuzione con Mosca nel Consiglio di cooperazione Nato-Russia. Dalla caduta del Muro di Berlino nessuna minaccia è venuta alla Russia da parte dell’Alleanza atlantica, né dagli Stati Uniti o dall’Unione europea. Semmai è proprio il contrario: è Mosca che ha dato il via ad una guerra ingiustificabile ed ingiustificata». A parlare dell’attacco russo all’Ucraina è Piero Fassino, parlamentare Pd, ex ministro nonché ex sindaco di Torino, nell’attuale veste di presidente della Commissione Affari Esteri della Camera. Lo abbiamo intervistato.

Fassino, Putin ha sbagliato i suoi calcoli?

Putin ha commesso una serie di incredibili errori di valutazione. Ha innanzi tutto creduto che dopo il frettoloso ripiegamento dall’Afghanistan gli Stati Uniti non avrebbero avuto la forza di reagire. Ha pensato che Stati Uniti ed Unione europea, spesso divergenti su molteplici questioni, avrebbero avuto un diverso approccio dinanzi all’attacco all’Ucraina. Ha anche puntato sul fatto che la stessa Unione si sarebbe divisa e che alcuni Paesi si sarebbero mostrati più accondiscendenti verso la sua politica espansionistica. E invece Stati Uniti ed Europa non mai stati così uniti e reattivi. Ha infine immaginato che, qualora l’Occidente avesse reagito in modo compatto, il resto del mondo non si sarebbe allineato all’asse euro-americano ed anche questa scommessa si è rivelata perdente. Il responso dell’Assemblea dell’Onu è stato univoco. La risoluzione di condanna dell’invasione russa dell’Ucraina ha ricevuto 141 voti favorevoli, 35 astensioni, tra cui l’Iran e la Cina, e soltanto 5 contrari. Con la Federazione russa si sono allineati soltanto Bielorussia, Eritrea, Siria e Corea del Nord, compagni di viaggio piuttosto imbarazzanti. Per Putin uno scacco clamoroso e per la Russia una situazione di isolamento internazionale come mai era accaduto. Ma il fallimento non è solo questo.

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