Fiandino e Lanzetti Vescovi da vent’anni

20 luglio 2002 – Il 21 giugno 2002 Giovanni Paolo II nomina Vescovi ausiliari del cardinale Arcivescovo di Torino Severino Poletto, mons. Guido Fiandino e mons. Giacomo (Mino) Lanzetti. Sabato 20 luglio in Cattedrale venivano consacrati da Poletto, presenti 18 vescovi

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Mons. Fiandino, il cardinale Poletto e mons. Lanzetti

Vent’anni fa il 21 giugno 2002 – mentre si svolge il «restauro» della Sindone – Giovanni Paolo II nomina Vescovi ausiliari del cardinale Arcivescovo di Torino Severino Poletto, i vicari generali Guido Fiandino, vescovo titolare di Aleria, e Giacomo (Mino) Lanzetti, titolare di Mariana e poi vescovo di Alghero e, infine, di Alba. Era la prima volta che succedeva in contemporanea. Sabato 20 luglio in Cattedrale venivano consacrati da Poletto, presenti 18 vescovi.

«Oggi il prete è ricercato non tanto per l’autorità quanto per l’autorevolezza di cui è rivestito. Pinardi e Bottino erano parroci diventati vescovi, rimanendo parroci. Io sono un vescovo tornato parroco, rimanendo vescovo» dice mons. Guido Fiandino a Marco Tomatis e Alberto Casella per il libro «Parroci. Storie di uomini da un mondo che crediamo di conoscere» (2011). Lo conosco da quasi sessant’anni e gli ho sempre sentito ripetere: «La mia vita è la parrocchia: con la gente sto bene».

Nato a Savigliano, provincia di Cuneo e diocesi di Torino, il 12 gennaio 1941, cresce alla scuola dell’abate parroco Sant’Andrea in Savigliano, can. Tommaso Gallo, entra nel Seminario di Giaveno in seconda media (1952-1956). Prosegue gli studi (liceo classico e Teologia) nel Seminario di Rivoli (1956-1964). Ordinato sacerdote il 28 giugno 1964 da mons. Francesco Bottino, vescovo ausiliare del cardinale Maurilio Fossati, che muore il 30 marzo 1965.

ASSISTENTE DEL FUTURO ARCIVESCOVO – Viceparroco a Pianezza (1964-66), con il cambio nel 1965 del rettore da mons. Giuseppe Pautasso a don Livio Maritano, Rivoli si rafforza come «comunità educante» con don Giuseppe Anfossi, psicologo iscritto all’albo nazionale; con i sacerdoti «animatori»: smessi i panni dei «guardiaciurma», giovani preti con un’esperienza pastorale diretta. aiutano i seminaristi a maturare. Uno è Fiandino: «Maritano mi chiese di andare a Rivoli come animatore». Dal 1963-64 i chierici piemontesi frequentano a Rivoli la Propedeutica alla Teologia: tra questi il futuro arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, di Acqui, apprezza molto l’insegnamento di Maritano e ha come assistente-prefetto don Guido Fiandino, più vecchio di tre anni. Nella lettera del 10 febbraio 2016 con cui lo ringrazia del servizio di vescovo ausiliare, l’arcivescovo emerito scrive: «Ho potuto godere della sua amicizia e del suo servizio della mia giovinezza, quando in Seminario a Rivoli era assistente dei seminaristi di Propedeutica, che svolgevo con altri ben 76 compagni piemontesi».

IMPEGNATIVO IL RUOLO DI ANIMATORE – L’introduzione dell’animatore, perno dell’opera educativa, va a regime nel 1967-68. Per la teologia, don Francesco Cavallo, don Guido Fiandino e don Bernardo (Dino) Garbero; per il liceo, don Anfossi, don Sergio Boarino e don Pasquale Vasta; don Giuseppe Odone per le comunità esterne. A Fiandino affidano il corso più numeroso: 70 chierici, 63 interni (28 diocesani e 35 extradiocesani) e 7 esterni. Lo storico don Giuseppe Tuninetti riporta «la bella testimonianza di un prete animatore, rilasciatami con tono pacato, sereno, lucido e critico». Non fa il nome ma dai contenuti e dallo stile si evince che è Fiandino: «Il ruolo dell’animatore era impegnativo: favorire la formazione del carattere; chiarire le motivazioni della vocazione; curare i rapporti con la parrocchia e la famiglia. Il momento più problematico gestire l’influsso che la contestazione esercitava sui seminaristi: rifiuto dell’autorità, delle regole e del celibato. Non eravamo preparati a problematiche così complesse. Abbiamo sempre condotto un dialogo paziente e amichevole, favorendo l’uscita dal Seminario di chi era troppo incerto. Ho vissuto quell’impegno per ubbidienza e con fatica». Quattro superiori-professori di Rivoli diventeranno vescovi: Livio Maritano (ausiliare di Torino e poi Acqui Terme), Giuseppe Anfossi (Aosta), Guido Fiandino (ausiliare), l’acquese Paolo Sardi (nunzio apostolico e poi cardinale).

LA PARROCCHIA TUTTA LA SUA VITA – Animatore a Rivoli (1966-70), frequenta il biennio per esperti in Pastorale catechistica alla Elle Di Ci di Leumann: Viceparroco (1970-79), poi parroco (1979-90) di San Francesco d’As­sisi a Piossaco, vicario zonale di Orbassano, cura l’accoglienza degli immigrati provenienti dal Sud; parroco a Santa Maria della Stella di Rivoli (1990-00), vicario zonale di Rivoli, promuove la collaborazione tra parrocchie, avvia un centro di ascolto che diventerà  centro di accoglienza e cooperativa sociale. Membro del Consiglio Presbiterale, forte dell’esperienza a Rivoli, interviene sui problemi dei sacerdoti che «lasciano il ministero». Lo testimoniano i verbali del Consiglio Presbiterale (27 maggio e 9 dicembre 1981: «Il vcario generale mons. Peradotto, a nome dell’arcivescovo Ballestrero (indisposto), informa: “Negli ultimi mesi tre sacerdoti hanno espresso all’arcivescovo la decisione irreversibile di lasciare il ministero, decisione preceduta da colloqui ampi e approfonditi con l’arcivescovo e con me. L’arcivescovo vive con molta sofferenza questo momento che segna un impoverimento del presbiterio”. Don Guido Fiandino dice che “la procedura per la riduzione allo stato laicale e l’accesso al matrimonio religioso per i sacerdoti, su disposizione di Giovanni Paolo II, è troppo restrittiva. Il Presbiterale porti al vescovo questa opinione sull’eccessiva rigidità”».

PRO-VICARIO, VICARIO, VESCOVO AUSILIARE – Il 20 aprile 2000 l’arcivescovo Severino Poletto accetta le dimissioni da provicario generale di mons. Franco Peradotto e nomina provicari due preti saviglianesi: don Guido Fiandino e don Mario Operti, che muore prematuramente di leucemia ed è sostituito dal carmagnolese don Giacomo Lanzetti. Il 25 luglio 2001 Fiandino e Lanzetti sono nominati vicari generali. Fiandino e Lanzetti sono nominati vescovi ausiliari e consacrati in Cattedrale vent’anni fa. Fiandino è moderatore della Curia e segue i distretti Nord, Sud-Est, Ovest; Lanzetti si occupa del piano pastorale, delle missioni diocesane e del distretto Torino-Città.

RITORNO ALLA PARROCCHIA – Dietro sua insistente richiesta, nel novembre 2008 è parroco della Beata Vergine delle Grazie di Torino-Crocetta. Dopo Giovanni Battista Pinardi a San Secondo, Francesco Bottino all’Annunziata e il salesiano Michele Alberto Arduino a Maria Ausiliatrice, a Torino torna un vescovo parroco. Il 10 febbraio 2016 Papa Francesco accetta la rinuncia da ausiliare perché ha compiuto 75 anni. L’arcivescovo Nosiglia lo elogia per «aver confermato la sua disponibilità al servizio della Chiesa. Ho molto apprezzato e sostenuto la sua volontà di fare il parroco da vescovo ausiliare». Il 13 febbraio 2021 ottiene che il viceparroco don Francesco Santamaria diventa primo responsabile della Crocetta.

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