Papa Francesco: “Un mondo senza armi nucleari”

Vaticano – Al termine della tradizionale Catechesi del mercoledì, l’appello di Papa Francesco per l’applicazione del Trattato per l’abolizione delle armi nucleari in vigore dal 22 gennaio: “Incoraggio vivamente tutti gli Stati e le persone a lavorare con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari”

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“Dopodomani, venerdì 22 gennaio, entrerà in vigore il Trattato per la proibizione delle armi nucleari. Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che vieta esplicitamente questi ordigni, il cui utilizzo ha un impatto indiscriminato, colpisce in breve tempo una grande quantità di persone e provoca danni all’ambiente di lunghissima durata.

Incoraggio vivamente tutti gli Stati e tutte le persone a lavorare con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari, contribuendo all’avanzamento della pace e della cooperazione multilaterale, di cui oggi l’umanità ha tanto bisogno”.

Queste le parole di Papa Francesco, al termine dell’Udienza di mercoledì 20 gennaio. L’ennesimo richiamo alla pace che ha fatto seguito a una catechesi dedicata alla preghiera per l’Unità dei cristiani, a metà del trazionale Ottavario.

Anche nel richiamare l’importanza di pregare per l’unità dei cristiani, Papa Francescsco ha sottolineato come sia “diabolica”, la divisione. Come sia strategia del diavolo alimentare odio, separazione e conflitto.

“In questo tempo di gravi disagi è ancora più necessaria la preghiera perché l’unità prevalga sui conflitti. È urgente accantonare i particolarismi per favorire il bene comune, e per questo è fondamentale il nostro buon esempio: è essenziale che i cristiani proseguano il cammino verso l’unità piena, visibile”, e ha proseguito “Il diavolo sempre divide, perché è conveniente per lui dividere. Lui insinua la divisione, ovunque e in tutti i modi, mentre lo Spirito Santo fa sempre convergere in unità. Il diavolo, in genere, non ci tenta sull’alta teologia, ma sulle debolezze dei fratelli. È astuto: ingigantisce gli sbagli e i difetti altrui, semina discordia, provoca la critica e crea fazioni. La via di Dio è un’altra: ci prende come siamo, ci ama tanto, ma ci ama come siamo e ci prende come siamo; ci prende differenti, ci prende peccatori, e sempre ci spinge all’unità. Possiamo fare una verifica su noi stessi e chiederci se, nei luoghi in cui viviamo, alimentiamo la conflittualità o lottiamo per far crescere l’unità con gli strumenti che Dio ci ha dato: la preghiera e l’amore. Invece alimentare la conflittualità si fa con il chiacchiericcio, sempre, sparlando degli altri. Il chiacchiericcio è l’arma più alla mano che ha il diavolo per dividere la comunità cristiana, per dividere la famiglia, per dividere gli amici, per dividere sempre. Lo Spirito Santo ci ispira sempre l’unità”.

Nei saluti non è mancata la vicinanza ai sofferenti e in particolare rivolgendosi ai fedeli di lingua portoghese ha sottolineato: “In questi giorni la mia preghiera va a quanti soffrono per la pandemia, specialmente a Manaus, nel nord del Brasile. Il Padre Misericordioso vi sostenga in questo momento difficile”.

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