Francia, limitazioni alle Messe: accolto il ricorso dei Vescovi

Sentenza – Il Consiglio di Stato il 29 novembre ha ordinato al Governo francese di rivedere le restrizioni sulle celebrazioni liturgiche accogliendo il ricorso dei Vescovi. Il decreto governativo limitava a 30 persone il numero degli ammessi, indipendentemente dalla grandezza della chiesa

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Foto Vatican news

In Francia il Consiglio di Stato ordina al governo di rivedere le restrizioni sulle chiese. Il decreto governativo limitava a 30 persone il numero degli ammessi, indipendentemente dalla grandezza della chiesa. Il 29 novembre 2020 il Consiglio di Stato ha dato ragione ai vescovi ed entro tre giorni il governo deve modificare il decreto. La protesta dei vescovi era anche motivata dal fatto che era stato permesso ai negozi «non essenziali» di riaprire mentre il governo aveva mantenuto la misura della limitazione alle partecipazioni religiose nelle chiese. I vescovi, nella prima domenica di Avvento, hanno rispettato e fatto rispettare le norme.

Poche ore dopo la decisione il primo ministro Jean Castex ha incontrato l’arcivescovo Eric de Moulins-Beaufort, presidente della Conferenza episcopale francese in «un incontro costruttivo». Il presidente del Consiglio ha ricordato che «la situazione sanitaria è rimasta preoccupante». Anche a maggio i vescovi fecero ricorso al Consiglio di Stato perché il governo voleva lasciare il divieto per celebrazioni di culto mentre venivano riaperte tutte le altre attività. Il primo ministro dichiara che «vuole conciliare, nel rispetto della decisione del Consiglio di Stato, il principio costituzionale della libertà di culto con la tutela della salute dei concittadini».

La protesta si basa sul fatto che il limite di 30 persone non è proporzionato alla dimensione di parecchie chiese e che «la libertà di commercio e industria e la libertà di culto non sono garantite allo stesso modo». Per esempio la Fnac des Ternes di  Parigi stabilisce un limite di 604 persone nel negozio. «Ma questo negozio è più piccolo della chiesa di Saint-Sulpice: se, con 6.170 metri quadri, accoglie 30 persone, significa che ognuna ha 205 metri quadri a disposizione. I negozi invece di metri quadrati ne hanno 8: da 205 a 8 è una discriminazione».

Da Parigi a Roma. La pandemia costringe Papa Francesco a rinunciare a una delle più care tradizioni della pietà popolare. L’8 dicembre, solennità dell’Immacolata, compirà un atto privato di devozione, affidando alla Madonna di Roma, i suoi abitanti e i malati in ogni parte del mondo. La scelta di non recarsi in piazza di Spagna per la venerazione dell’Immacolata è dovuta «alla perdurante emergenza sanitaria per evitare ogni rischio di contagio».

In piazza di Spagna nel 1856 Pio IX fece una statua in bronzo dell’Immacolata su una colonna marmorea, alta 11,81 metri, proveniente dagli scavi romani, inaugurata l’8 dicembre 1857 grazie al lavoro di 220 vigili del fuoco. Dal 1923 ogni anno i pompieri di Roma offrono una corona di fiori. In realtà è piazza Mignanelli, accanto a piazza di Spagna e al palazzo di Propaganda Fide, zona dell’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede: la Spagna si adoperò moltissimo per il dogma. Pio XII ci andò per la prima volta l’8 dicembre 1953 in apertura del primo Anno Mariano (1953-8 dicembre-1954) per celebrare i cento anni della proclamazione del dogma dell’Immacolata (1854-8 dicembre-1954). La tradizione si interrompe dopo 66 anni.

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