Giornalisti per una settimana

Liceo Valsalice – Lo scorso mese di marzo quattro allievi dell’Istituto salesiano torinese hanno frequentato la nostra redazione alternandosi per una settimana di stage di giornalismo: ecco le loro impressioni

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Carola, Irene, Jacopo e Diletta, autori degli articoli sullo stage nella nostra redazione

UN SOGNO CHE SI È AVVERATO 

I bambini in genere sognano di diventare da grandi calciatori od astronauti. Il mio sogno di bambino invece si è avverato lo scorso mese: fare il giornalista.

La settimana che ho trascorso presso la redazione de «La Voce e il Tempo» mi permetto di riassumerla con tre aggettivi: coinvolgente, avvincente, emozionante. Coinvolgente in quanto tutta la redazione mi ha fatto sentire «parte integrante» fin da subito, facendomi provare una bella sensazione di consapevolezza delle mie potenzialità. Avvincente perché la vita di redazione ha ritmi di lavoro incalzanti con un susseguirsi di momenti mai ripetitivi. Emozionante perché la stesura di un articolo grazie alla penna del giornalista la paragono ad un bruco che si trasforma in farfalla.

Durante la settimana di Pcto trascorsa presso la redazione ho appreso moltissime nozioni  ed ho avuto l’opportunità di osservare tutti i «passi» che portano alla formazione di un giornale capendo così che, per confezionarlo, non è necessario solamente scrivere gli articoli, ma occorre un lavoro molto più complesso e impegnativo.

Una delle fasi del lavoro parti che mi ha impressionato di più è stata quella della grafica, che mai mi sarei aspettato fosse così importante e belli; ho potuto vedere come si forma e come si impagina un giornale ed ho compreso che il lavoro del grafico e quello del giornalista sono strettamente collegati: uno cerca infatti di rispettare le richieste dell’altro e viceversa.

Un altro aspetto che ho capito essere molto importante per la migliore riuscita del giornale è la revisione: mi sono infatti state affidate alcune pagine da rileggere più e più volte, in modo tale da riuscire ad individuare tutti i refusi e correggerli al fine di dare ai lettori un giornale curato e preparato con molta professionalità.

Esco da questa bellissima esperienza con un bagaglio di consigli preziosi e mi ritengo davvero fortunato di aver conosciuto Marina Lomunno, la mia tutor e tutti gli altri redattori senza dimenticare un ringraziamento al professor Accossato che mi ha offerto questa opportunità.

Jacopo Alessio COVOLAN
1 Classico A

Veduta aerea dell’Istituto Valsalice

UNA SETTIMANA DA REDATTRICE

Lo scorso marzo ho avuto l’opportunità di vivere a contatto diretto con il mondo del giornalismo trascorrendo qualche giorno presso la redazione de «La Voce e il Tempo», dove mi sono state date delle basi sul mestiere del giornalista. Prima d’ora non mi ero mai veramente interfacciata con ambienti che avessero a che fare con il mondo del lavoro e non sapevo cosa aspettarmi. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla cordialità, simpatia e gentilezza della mia tutor, Marina Lomunno, del direttore e di tutti gli altri «colleghi» che ho avuto in quei pochi giorni vissuti in loro compagnia.

La settimana in redazione inizia di giovedì con una riunione in cui si inizia a progettare e abbozzare il giornale e a fare chiarezza sulla prossima edizione: di conseguenza a ognuno viene assegnata la propria parte. Si comincia dunque a scrivere le cosiddette «notizie fredde», ovvero quelle notizie che nel corso del tempo non cambiano e possono essere sostituite, se necessario, da altre informazioni; le «notizie calde», quelle di maggiore rilevanza che giungono in redazione durante la settimana e che di solito si aggiudicano il posto in prima pagina, e con l’aiuto degli altri redattori già nei primi giorni si riescono ad assemblare alcune delle altre rubriche.

La parola chiave di una redazione è collaborazione. Infatti tutto il lavoro dei giornalisti sarebbe parzialmente vanificato dall’assenza della parte di grafica. Questo è un lavoro di precisione, che definirei quasi maniacale. Per riuscire dunque a far rientrare in spazi ben definiti tutti i caratteri di un articolo a volte c’è bisogno di ridurne la dimensione, spostare foto e titoli, o, se il pezzo è troppo lungo, di tagliarne una sezione, cercando di individuarne delle parti superflue e che non compromettono lo scorrere della lettura.

Con il passare dei giorni, si percepisce il ritmo di tutta la redazione cresce, fino al momento in cui, dopo esserci stata un’attenta rilettura e correzione delle bozze alla ricerca di eventuali refusi, si mandano tutte le pagine salvate in pdf in stampa, una procedura che avviene tra la notte di mercoledì e le prime ore di giovedì.

Il lavoro di una redazione necessita di diverse competenze: la creatività nella composizione di testi e titoli, la ricerca di fonti affidabili e di immagini che rispecchino al meglio il contenuto del testo e, soprattutto la presenza di una leadership di ottimo livello, in grado di coordinare gli sforzi di tutti. Si lavora sempre di corsa, soprattutto in vista della scadenza e fra imprevisti di ogni tipo, ma poi, quasi per magia, alla fine si riesce sempre a uscire in tempo, anche se col fiatone. Un lavoro appassionante!

Irene DEL MASTRO

La redazione de Il Salice il giornale curato da una gruppo di allievi del Liceo

IL GIORNALE, UN LAVORO DI SQUADRA

Per quattro brevi ma intensi giorni ho potuto mettermi alla prova nella prima esperienza di alternanza scuola lavoro presso la redazione de «La Voce e il Tempo». Nonostante non sia stato facile ritrovarmi da sola in un ambiente sconosciuto, grazie all’aiuto della mia tutor Marina Lomunno e alla gentilezza dei colleghi della redazione, che sono sempre stati disponibile e pronti ad aiutarmi, sono riuscita ad inserirmi piuttosto bene.

Durante questo periodo ho potuto apprendere che un aspetto fondamentale alla base del mestiere del giornalista è la collaborazione; infatti, senza un lavoro di squadra, dove tutti si impegnano a rispettare le scadenze ed essere il più precisi possibile, non si potrebbe montare un buon giornale.

La settimana inizia il giovedì quando si tiene la riunione in cui si progetta la struttura del giornale e si scelgono alcuni degli argomenti che si vogliono trattare nelle varie sezioni del giornale. Si iniziano a scrivere le «notizie fredde», ovvero quelle che nel corso del tempo non variano, che spesso possono essere sostituite con le «notizie calde», quelle di maggior rilevanza che giungono alla redazione nel corso della settimana.

Si passa poi alla fase di assemblaggio del giornale a partire dalle notizie più piccole, come le rubriche, fino ad arrivare a quelle più importanti poste in prima pagina. Infine, si giunge a un altro importante momento, ovvero alla correzione delle bozze, un operazione, anche se può sembrare semplice, che richiede molta attenzione e cura affinché e non ci siano errori.

È stato anche interessante vedere come il lavoro del giornalista e quello del grafico siano legati. Quest’ultimo, nonostante cerchi di rispettare il più possibile l’impostazione fornitogli dal giornalista, in alcuni casi si ritrova costretto a dover tagliare o a cambiare alcune parti.

Con il passare dei giorni il ritmo cresce fino al momento in cui, dopo l’ultima rilettura, il giornale viene mandato in stampa il mercoledì notte per far sì che la mattina successiva sia già possibile riceverlo in abbonamento o acquistarlo in edicola.

Mi è stata data la possibilità, inoltre, di visitare tutta Curia metropolitana dove ha sede il giornale e ciò mi ha permesso di capire come tutta la diocesi sia una struttura  complessa e ricca di diversi uffici che offrono molti servizi. Solo grazie al lavoro e alla loro dedizione tutto funziona correttamente. Questa esperienza è stata per me molto costruttiva mi ha fatto capire quanto il mestiere del giornalista sia complicato, ma allo stesso tempo appassionante. Servono, infatti, diverse abilità come l’essere creativi, soprattutto nella realizzazione dei titoli, il saper scegliere le informazioni adeguate a uno specifico contesto e il saper interagire e collaborare con i propri colleghi.

L’opportunità di fare pratica sul campo è stata molto stimolante poiché mi ha dato un’idea su come funziona il mondo del lavoro e si opera nel settore dell’informazione.

Un’esperienza indimenticabile!

Carola MELI

Una classe del liceo Valsalice

LA PRIMA ALLIEVA A RICOMINCIARE GLI STAGE DOPO LA PANDEMIA

L’alternanza scuola lavoro (Pcto, Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) è una delle esperienze più appaganti che uno studente al liceo possa svolgere: ti chiarisce le idee sul futuro, ti fa mettere a confronto con una realtà diversa da quella scolastica, assai più frenetica ma bellissima e, infine, si impari tante cose, sia a livello tecnico che a livello morale, che non necessariamente si apprendono sui banchi di scuola. Quest’attività mi ha permesso sviluppare la mia capacità di integrazione con il mondo degli adulti, di prestare più attenzione anche alle minuzie (ad esempio nella rilettura delle bozze delle pagine del giornale) e di vedere e capire quale ambito mi piace maggiormente nella formazione di un giornale.

Tutti i miei compiti li ho svolti passo a passo con la tutor Marina Lomunno o con gli altri redattori che con me sono stati gentilissimi, disponibili e soprattutto hanno risposto apertamente ad ogni mio dubbio o curiosità.

L’attività che mi ha incuriosito maggiormente è stata la parte grafica grazie alla quale ho potuto vedere come si impagina un giornale e come il rapporto tra giornalista e grafico sia correlato. Chi si occupa della grafica è attento a ciò che il giornalista vuole esprimere e posizionarlo nella pagina in modo da far sì che tutto torni e ogni minuscolo spazio sia colmato.  L’intuizione e la professionalità del grafico credo che sia molto importante per la fattura del giornale cosa che, in redazione, ho potuto notarlo con i miei occhi.

Ci tengo ringraziare tutti i redattori de «La Voce e il Tempo» e la Curia dove ha sede il settimanale per la bellissima accoglienza e per avermi fatto sentire parte, anche se per poco, della redazione. E anche per aver placato la mia ansia poichè sono stata la prima allieva di Valsalice, dopo la pandemia, a ricominciare gli stage del Pcto. Un grazie al professor Paolo Accossato per avermi proposto questa importante esperienza.

Sono molto grata di questa opportunità e per il bagaglio di esperienza che mi porto appresso: spero che in futuro anche altri ragazzi possano beneficiare di questa occasione formativa e che possano tirarne fuori il meglio di loro stessi come ho fatto io.

Diletta MOSCA

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