Gli antenati di Jorge Mario Bergoglio

Le origini piemontesi del Papa – La più antica attestazione della linea dei Bergoglio da cui discende Papa Francesco è riferita a un certo Gioanni Battista Bergoglio, nato a Robella (Asti) il 10 maggio 1685

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La più antica attestazione della linea dei Bergoglio da cui discende Papa Francesco è riferita a un certo Gioanni Battista Bergoglio, nato a Robella (Asti) il 10 maggio 1685.

Dal matrimonio del figlio di lui, Gioanni Battista Zenone (nato a Robella il 23 novembre 1711), con Margarita Bertello nacquero una decina di figli, tra cui Gioanni Domenico, nato sempre a Robella il 13 novembre 1748, che sposerà Maria Cattarina Emanuel. Dal loro matrimonio, il 15 ottobre 1786 nasce a Robella, Carlo Francesco, che impalma Lucia Maria Quagliotti e si trasferisce in borgata Schierano di Passerano Marmorito (Asti), dove nel 1816 nasce il figlio Giuseppe. La famiglia di Carlo Francesco verso il 1838 gestisce la cascina dei conti Arnaud di San Salvatore sulle colline di Castelnuovo d’Asti (ora Castelnuovo Don Bosco), nella borgata Morialdo. Qui sicuramente i Bergoglio hanno l’opportunità di conoscere i primi salesiani, san Giovanni Bosco e Giovanni Cagliero, ma anche Domenico Savio, futuro santo, che nel 1843 arriva con la famiglia nella medesima frazione.

Giuseppe Bergoglio sposa Maria Giachino di Cocconato e si trasferisce con i fratelli prima a Montechiaro d’Asti, dove prendono a mezzadria la cascina Pellerina, che poi acquisteranno nel 1855, e nel 1862 sulle colline ai confinì di Asti, nella cascina Marmorito tra Asti e Portacomaro, che permutano con la Pellerina. A Castelnuovo nascono i primi figli di Giuseppe, mentre Lucia e Francesco nascono a Montechiaro d’Asti, rispettivamente nel 1855 e nel 1857. Francesco, nato a Montechiaro d’Asti il 25 marzo 1857 e battezzato nella chiesa di San Bartolomeo, è il bisnonno del pontefice. Come si è detto, la famiglia di Giuseppe nel 1862 si trasferisce a Bricco Marmorito, mentre altri parenti mantengono alcune proprietà a Montechiaro d’Asti, dove tuttora vive un ramo della famiglia.

Francesco Bergoglio sposa Maria Teresa Bugnano, nata nel 1862 a San Martino al Tanaro (oggi San Martino Alfieri). Dal loro matrimonio nascono sei figli: Carlo Emilio, Giovanni Lorenzo detto Albino, Vittorio, Eugenio, Luigia e Giovanni Angelo. Il 13 agosto 1884, in località Valleversa nei pressi di Asti al Bricco Marmorito, nasce Giovanni Angelo Bergoglio, nonno del Pontefice, che viene battezzato nella parrocchiale di Portacomaro. La vita dei figli di Francesco si svolge tra la località Valleversa e Portacomaro, dove coltivano i terreni della famiglia; nel 1903, con la morte di Francesco mentre i suoi figli sono ancora molto giovani, si apre la strada dell’emigrazione, che porterà quattro di loro a partire in tempi successivi per l’Argentina, la figlia a trasferirsi a Torino (dopo il matrimonio con Giuseppe Martinengo), mentre il primogenito Carlo, nato nel 1881, rimarrà a Bricco Marmorito. Al Bricco viene costruito un gruppo di case, tutte abitate dai diversi rami della famiglia discendente da Giuseppe e Maria Giachino.

Nonna Rosa alleva il piccolo Jorge Mario Bergoglio. In Argentina alla nascita di Oscar Adrian, il futuro papa aveva solo 13 mesi, per alleviare le fatiche della madre Regina la nonna veniva a prenderlo al mattino per riportarlo a casa alla sera. Jorge Bergoglio visse dunque gran parte della propria infanzia con nonna Rosa, più volte citata nei suoi discorsi e omelie, che più ha influenzato la sua vita, insegnandogli la fede, la vita dei santi e il dialetto piemontese. Rosa Margherita Vassallo era nata il 27 febbraio 1884 a Cagna, attuale frazione San Massimo di Piana Crixia, in provincia di Savona e diocesi di Acqui, ultimo lembo di Piemonte prima della Liguria. La numerosa famiglia contadina è molto devota e vive sotto la protezione della Madre della Divina Grazia del Todocco. A 8 anni Rosa viene affidata alla zia materna (Rosa Crema, nata a Cortemilia), che si era trasferita a Torino, dove è sarta e aiuta il marito, a gestire la portineria di via Alfieri 7. La giovane conosce la Torino fin de siècle, con i suoi laboratori di sartoria di alta moda che all’epoca rivaleggiavano con quelli di Parigi. Nel 1898 si svolgono a Torino l’ostensione della Sindone, l’Esposizione di Arte Sacra e l’Esposizione generale italiana. È una ragazza «dal carattere forte e schietto, come è comune dalle sue parti aperta alle novità, fervente cattolica.

«Avevo quattro anni e andavo per strada con mia nonna Rosa. In quel tempo l’idea era che tutti i protestanti andavano all’Inferno. Dall’altra parte del marciapiedi venivano due donne dell’Esercito della salvezza. Ho detto a mia nonna: “Ma quelle, chi sono? suore?”. “No. Sono protestanti. Ma sono buone”. La prima predica ecumenica fu di mia nonna». Lo ha raccontato Papa Francesco il 12 dicembre 2014.

Il 19-20 novembre visita Asti, da dove nel 1929 emigrarono in Argentina i nonni paterni, Giovanni Angelo e Rosa Margherita Vassallo, e il papà, Mario nato a Torino e che a Buenos Aires nel 1935 sposa Regina Maria Sivori. Il 17 dicembre 1936 nasce il primogenito Jorge Mario – fra un mese avrà 86 anni – che la Provvidenza ha scelto il 13 marzo 2013 come Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale. Ritorna alle radici astigiane quasi dieci anni dopo l’elezione e, per ora, non si parla di un viaggio in Argentina.

L’intervento al Congresso eucaristico di Asti del 1921 – Lo storico astigiano Stefano Masino ha ricostruito dalla «Gazzetta d’Asti» la relazione che Rosa tenne al primo Congresso Eucaristico di Asti del 1921: il 3 settembre parlò dell’Eucaristia nella chiesa Santa Chiara e ad ascoltarla c’era anche il vescovo Luigi Spandre. Scrive Masino: «Divisa tra faccende domestiche e momenti di preghiera, era attivissima nella comunità: visitava malati e carcerati; assisteva le giovani; era dirigente dell’AC; si occupò di moralità, azione sociale e religiosa; era amica di tanti sacerdoti e consigliera del vescovo; teneva conferenze e incontri in tutta la provincia». Le donne cattoliche i mercoledì pomeriggio seguono le lezioni sul Vangelo; preparano le Giornate: pro sacerdozio, Università cattolica, Giornata missionaria, Pasqua dei carcerati; organizzano gare catechistiche; partecipano ai Congressi eucaristici; raccolgono l’Obolo di San Pietro; pregano per la libertà religiosa in Messico. Il primo Congresso Eucaristico diocesano si tiene il 3-4 settembre 1921, voluto dal vescovo Spandre, già ausiliare del cardinale arcivescovo di Torino Agostino Richelmy. Due sacerdoti sono vicinissimi ai Bergoglio: il can. Luigi Goria, assistente della Giunta diocesana di AC e assistente della Gioventù femminile, e don Filippo Berzano, giuseppino, presidente della Giunta diocesana, direttore di «Gazzetta d’Asti e della società sportiva «Fulgor».

Il Congresso si apre il 3 settembre con Messe e «sessioni di studio» per sacerdoti, uomini, donne. Nell’adunanza a Santa Chiara prende la parola Rosa Vassallo Bergoglio e – scrive «Gazzetta d’Asti» – «pur essendo lavoratrice e madre di famiglia, compie meravigliosamente l’incarico di propagandista delle nostre idee. La signora Bergoglio parlò dell’Eucaristia come mezzo per adempiere i doveri di figliuola, sposa e madre e il suo dire venne seguito con molta attenzione e vivamente applaudito». Domenica 4 la conclusione: «A memoria d’uomo, Asti non ha mai avuto una manifestazione così imponente e grandiosa». Messa, processione, benedizione, toccante fervorino del vescovo sui ricordi del Congresso». Nel 1926 il Congresso torna ad Asti e Rosa interviene nuovamente: «Illustra con finezza di frasi e di sentimento il delicato tema della moralità».

Pier Giuseppe Accornero

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